Mazara, porto canale: base di atterraggio per i gabbiani… Novità in arrivo per il dragaggio?

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
15 Luglio 2019 09:49
Mazara, porto canale: base di atterraggio per i gabbiani… Novità in arrivo per il dragaggio?

Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto una nota da parte dell’Istituto “Il Duemila”, del quale è presidente il già tre volte sindaco Nicolò Vella, intitolata “Il mancato dragaggio del porto canale annulla identità e storia di  Mazara”. Ecco il testo della nota: “Il paradosso del mancato dragaggio del porto canale grava da anni sulle potenzialità di sviluppo di Mazara, provoca effetto dannoso e preoccupante. Il porto canale è luogo ove ha preso vita l’esistenza della comunità e della storia di Mazara.

La ricerca storica insegna che il porto – canale di Mazara fu strategico per Greci, romani, Cartaginesi, Arabi e Normanni, popoli che si alternarono nel dominio del Mediterraneo. Nella prima metà del secolo scorso la Società italiana lo collegava con il Nord Africa e Pantelleria. Di recente celebrato per il boom della pesca italiana e mediterranea e il brand mondiale del gambero rosso. Lo sconforto per la scomparsa del porto canale è grande e anche del Mazaro come vero fiume. E’ doveroso fornire nuovi elementi di valutazione per la possibile salvezza.

Contribuisce a fornire una idea sul tema del mancato e ingiustificato dragaggio finanziato e appaltato. E’ la priorità della priorità. Non si può continuare la sceneggiata, irrilevante e controproducente su questa emergenza devastante. Coltivare scenari di un nuovo nubifragio che faciliti la soluzione appare atteggiamento gattopardesco. Non cambia realmente le cose. E’ opportuno anzi necessario se il progetto appaltato preveda due tempi nei lavori di scavo dei fondali, che il Comune di Mazara per avviare i lavori , assuma l’onore con ordinanza di somma urgenza.

Senza l’invasione di campo della Regione e di altri istituzioni. L’amministrazione comunale con potere esclusivo, scelga il primo deposito dei fanghi del dragaggio. La Regione, nel secondo tempo, tolga i fanghi con immediatezza per il trasporto nella discarica autorizzata. Questo è il futuro che ci aspetta per non perdere l’identità e la storia di Mazara. Il Duemila spiega: Non si costruisce nulla di bene comune se si perde la memoria del passato. La città desidera un cuore, un’anima, una coscienza di se e con un vocabolario alla moda, la propria identità”. Sulla questione lo scorso 7 giugno nel corso di una conferenza stampa il neo sindaco Salvatore Quinci informò che sulla  questione l’amministrazione comunale aveva avviato un’interlocuzione forte con la Regione e che dalle prossime riunioni congiunte con tutti gli enti competenti sarebbero scaturite nelle settimane successive importanti novità.

Il 24 giugno, lo stesso primo cittadino mazarese, accogliendo al Palazzo di Città  l’ing. Giancarlo Teresi e l’arch. Gaspare Motisi, rispettivamente, dirigente/ingegnere capo e funzionario del Genio Civile di Trapani, diede l’annuncio che Genio Civile era stato incaricato della direzione dei lavori del dragaggio: “ciò –dichiarò Quinci nella stessa nota elogiando il presidente della Regione on. Musumeci e l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Marco Falcone - rappresenta un passo in avanti deciso.

Non siamo ancora all’avvio degli interventi ma il fatto che la Regione abbia acquisito la consapevolezza dell’importanza dei lavori di ripristino dei fondali portuali in un’ottica di sicurezza e di protezione civile ci fa ben sperare sullo sblocco della procedura”. In pratica, per il tramite del dirigente generale del dipartimento regionale tecnico dell’assessorato alle Infrastrutture, arch. Salvatore Lizzio e del dirigente dipartimento regionale di Protezione Civile, ing. Calogero Foti, il commissario straordinario per il Rischio Idrogeologico, ing.

Croce, ha incaricato lo staff dell’ufficio del Genio Civile di Trapani, capitanato dall’ing. Giancarlo Teresi, per la direzione dei “lavori di ripristino dei fondali del bacino portuale e del retrostante porto canale – 1° stralcio – Foce del Fiume Mazaro”. A quanto pare nei prossimi giorni potrebbero arrivare novità dalla Regione per sbloccare la situazione e l’avvio fin da subito dei lavori di pulizia e dragaggio del porto canale, almeno di una parte di esso al fine di agevolare le attività, con la speranza di un lavoro più massiccio per rendere decoroso e fruibile il fiume Mazaro magari fino ai due ponti che dividono la Città.

Ricordiamo che lo scorso dicembre, in una riunione politica al Rivoli, lo stesso Presidente Musumeci assicurò ai nostri microfoni l'avvio di un progetto di "soil-washing" per ripulire, attraverso una "grossa lavatrice" i fanghi del porto canale, al fine di superare l'ostacolo (creato da alcuni ambientalisti ed avallato da alcune istituzioni) dello sversamento dei fanghi prelevati nell'area di "Colmata B" che ad oggi, in verità,  nonostante alcuni ambientalisti la proclamino area di interesse naturale, è ridotta ad una pattumiera.

Nel frattempo la cittadinanza mazarese, e soprattutto gli operatori economici che svolgono la propria attività nell’area portuale, per non parlare degli armatori dei pescherecci (spesso incagliati nelle sabbie del porto canale) attendono questi lavori da circa 40 anni e che hanno provocato loro grossi disagi, logistici ed economici.

Al momento il porto canale vive uno stato di degrado e abbandono (vedi foto n.2), vedi anche qualche scarico (bisogna verificare anche questo) dal quale dei liquami vengono versati nello stesso fiume Mazaro. Altro problema i molti residui della piena verificatosi lo scorso 10 novembre, resti di grossi arbusti, di barche spezzate e piattaforme in legno, al centro dello stesso porto (vedi foto copertina), divenute piste di atterraggio per i sempre più voraci gabbiani di città. Francesco Mezzapelle

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