Mazara, passi avanti verso il dragaggio del porto. La “Colmata B” assente dagli elenchi dei siti da proteggere aggiornati dal Ministero dell’Ambiente

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
23 Marzo 2017 08:41
Mazara, passi avanti verso il dragaggio del porto. La “Colmata B” assente dagli elenchi dei siti da proteggere aggiornati dal Ministero dell’Ambiente

Si registrano dei piccoli passi avanti per la definizione dell’annosa questione del dragaggio del porto canale di Mazara del Vallo. La nostra Redazione ha ricevuto una nota dal Coordinamento Territoriale Filiera Ittica di Mazara del Vallo (composto dai rappresentanti di Confederazione Imprese Pesca-Federpesca, Distretto della Pesca e Crescita Blu, Co.Ge.P.a. Mazara, Federazione Imprese Pesca Mediterranea-Coldiretti, Fiume Mazaro-UNCI Pesca, O.P. Il Gambero e la Triglia del Canale, FAI-CISL, FLAI-CGIL, UILA-UIL).

Nella nota si esprime, seppur cautamente, soddisfazione in merito all’attivazione delle iniziative concordate nel corso della riunione svoltasi il 2 marzo presso il Ministero dell’Ambiente e Tutela del Mare

Si legge nella nota:In quella riunione si era preso atto del “congelamento “del parere fornito il 24 novembre u.s. dall’Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana con il quale si negava lo sversamento nella cosiddetta “Colmata B” dei fanghi prelevati dall’escavazione del porto.

Ad oggi risulta che, dopo l’invito del Coordinamento alle diverse Autorità ad ottemperare agli impegni assunti fra le parti, siano stati compiuti passi avanti per l’escavazione del porto mazarese.Il Commissario Straordinario per la Mitigazione del Dissesto Idrogeologico ha trasmesso in data 21 marzo lo “Studio di Incidenza Ambientale” al Comune di Mazara del Vallo.Il Comune di Mazara del Vallo ha assunto l’impegno a definire le attività di propria competenza.Il Coordinamento Territoriale Filiera Ittica Mazara, pur manifestando apprezzamento sia verso l’Amministrazione regionale che quella comunale, continuerà a vigilare attentamente sull’operato delle Autorità competenti avvertendo le stesse di esser pronto, in qualsiasi momento, qualora non fossero avviati in tempi ragionevoli i tanto attesi lavori di dragaggio del porto canale (la gara di appalto è stata peraltro aggiudicata da più di un anno), ad iniziative, anche clamorose, di concerto con il costituito “Comitato Pro Pulizia Porto Canale”, volte alla riaffermazione della dignità di tutti gli armatori, pescatori ed operatori marittimi e portuali che subiscono da anni una insopportabile ingiustizia: la privazione della fonte principale di vita per loro e le loro famiglie, cioè l’utilizzo del porto di Mazara, che ha contribuito al prosciugamento economico e sociale dell’intera Città”.

(in copertina foto scattata domenica 19 marzo davanti via Selinunte).

Ritornando all’oggetto della "contesa", cioè la “Colmata B” dove andrebbero sversati (così come da progetto) i fanghi prelevati dall’escavazione del porto canale, nonostante alcuni, pochi, ambientalisti (di vecchia e nuova data) perseverino a definirla un sito naturale ove nidificherebbero alcune specie avicole, vedi il fratino ed il fraticello, bisogna fare delle dovute specificazioni.

Intanto il sito, la “Colmata B”, non è presente negli elenchi pubblicati sul sito del Ministero dell'Ambiente delle aree SIC e ZPS. Questi elenchi sono stati aggiornati da pochissimo: l'ultimo aggiornamento è del 9 dicembre 2016! Praticamente, è' da un decennio che si parla di “Colmata B”, ma mai nessuna se l'è filata dal punto di vista ambientale.

La “Colmata B” risulta nel Piano Regolatore Portuale ed approvata con la variante n° 475/'83, basata sul voto del Consiglio Regionale dell'Urbanistica del 9 luglio 1982 n° 360, e viene riportata in tutte le varianti successive. Chi approvò quelle varianti lo fece con criterio. Parte della colmata B, infatti, è prevista essere destinata a verde pubblico. Ma a verde dovrà destinarsi la parte che confina con la rampa della sopraelevata. Il resto, la parte ora liquida, dovrà destinarsi alle “attività portuali”. La variante 1554/'88 è chiara in tal senso.

Interrogativo: forse qualcuno ostacola lo sversamento dei fanghi nella "Colmata B" per poterli veicolare da altra parte? A proposito di "business dei fanghi" la Città ricorda (o no) il caso della Distilleria Bertolino quando l'azienda voleva insediarsi nel territorio mazarese di contrada Bocca Gilletto?

Francesco Mezzapelle

23-03-2017 9,30

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