L'autore e familiare delle vittime, Gaspare Bilardello, presenterà il suo libro intitolato "Massimo Garau. La vera storia del naufragio" il prossimo 16 luglio alle ore 14:30 a Roma, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati. L'evento, moderato dall'antropologa giuridica Prof.ssa Maria Rita Bartolomei, si propone di far luce su una storia di mare, coraggio e memoria, dando voce alle omissioni dello Stato su questa drammatica vicenda. In vista di questo importante appuntamento istituzionale, emerge per la prima volta a livello giornalistico un documento inedito che rischia di riaprire tutti i dubbi sulla gestione dei soccorsi e delle procedure dell'epoca.
Si tratta di una lettera datata 11 novembre 1986, inviata dalla ditta armatrice "Oceanpesca s.r.l." di Mazara del Vallo – tramite il suo amministratore unico Giuseppe Quinci – al locale Commissariato di Polizia di Stato. Attraverso questa comunicazione ufficiale, l'armatore preannunciava formalmente alle forze dell'ordine l'arrivo nel Porto Nuovo mazarese, previsto per le ore 11:00 di quell'11 novembre 1986, del M/P "Garau" di ritorno da Lomé (Togo) con a bordo cittadini africani. L'elenco delle persone a bordo era stato rilasciato direttamente dal Consolato Generale d'Italia a Lomé, e per l'orario di arrivo erano stati preventivamente allertati anche l'Ufficiale Sanitario del porto di Trapani, il personale della Capitaneria di Porto di Mazara, la Dogana e il locale Comando della Guardia di Finanza. Secondo la denuncia di Gaspare Bilardello, questo documento dimostra l'incongruità delle ricostruzioni ufficiali, in quanto gli uomini a bordo – frettolosamente definiti "clandestini" – vennero di fatto preannunciati dall'armatore stesso alla polizia.
La lettera confermerebbe invece che si trattava a tutti gli effetti di marinai, evidenziando come l'intera gestione dell'evento sia stata condotta in modo gravemente lacunoso da parte di chi era chiamato a gestire i procedimenti. L'auspicio dell'autore è che questa lettera possa far luce sulle responsabilità e sulle omissioni in merito al naufragio.