Mazara, il mistero del balcone crollato: c'era un operaio insieme all'anziana deceduta

Un elemento nuovo si aggiunge alla tragedia. Diversi interrogativi....

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
12 Settembre 2026 08:45
Mazara, il mistero del balcone crollato: c'era un operaio insieme all'anziana deceduta

Un elemento nuovo si aggiunge alla tragedia consumatosi lo scorso 9 settembre nel centro storico di Mazara del Vallo quando una donna di 86 anni, Rosaria Gianquinto è morta a seguito della caduta a causa del cedimento del balcone del primo piano della sua casa di via Raffaele Castelli. La vicenda assume infatti contorni ancora più delicati alla luce di una circostanza emersa successivamente: al momento del crollo, sul balcone non ci sarebbe stata soltanto l’anziana.Con lei, infatti, si trovava un operaio di mezza età, impegnato – secondo quanto emerge – nell’installazione di apparecchiature per un impianto di climatizzazione.

Anche lui sarebbe precipitato insieme alla donna, riuscendo tuttavia ad attutire la caduta e riportando conseguenze fortunatamente molto meno gravi. Trasportato in ospedale, avrebbe ricevuto una prognosi di sette giorni per alcune contusioni. Ed è proprio questo dettaglio a rendere ancora più complessa la ricostruzione. Che cosa stava accadendo esattamente sul balcone? I lavori erano appena iniziati? Quale parte dell'impianto si stava installando? E soprattutto: il cedimento strutturale era già in qualche modo preannunciato oppure qualcosa è accaduto durante l'intervento?

Domande, non risposte. Perché al momento non esistono elementi per stabilire un collegamento tra i lavori e il crollo. Saranno gli accertamenti tecnici e giudiziari a dover chiarire se l'attività dell'operaio possa avere avuto una qualsiasi incidenza oppure se si sia trattato di una drammatica coincidenza.

Quel che è certo è che il balcone ha ceduto improvvisamente, provocando una caduta di circa quattro metri. Rosaria Gianquinto è stata soccorsa e trasferita in condizioni gravissime all'ospedale Abele Ajello, dove è morta alcune ore più tardi. La salma resta nella camera mortuaria del nosocomio, in attesa delle determinazioni dell'autorità giudiziaria.

Nel frattempo, anche l'edificio racconta una storia tutt'altro che rassicurante. Dopo il crollo, i Vigili del Fuoco hanno riscontrato condizioni statiche precarie dello stabile. L'immobile è stato sequestrato e l'area circostante transennata e interdetta. A lasciare temporaneamente l'edificio è stata una famiglia residente al piano terra, presa in carico dai Servizi sociali e sistemata in una struttura a spese del Comune. Toccherà ora agli uffici tecnici valutare le condizioni dello stabile e stabilire quali interventi siano necessari per la messa in sicurezza e per un eventuale rientro dei residenti. Sul posto, su delega della Procura, è intervenuto anche il comandante della Polizia Municipale di Mazara, Vincenzo Menfi. Ma il vero nodo resta lì, su quel balcone. Perché ha ceduto? Quanto era compromessa la struttura? E cosa stava succedendo esattamente nei minuti precedenti?

La presenza dell'operaio e i lavori che stava effettuando rappresentano adesso un elemento in più da esaminare. Non necessariamente la chiave della tragedia, ma certamente un tassello che gli investigatori dovranno inserire nel complesso mosaico della ricostruzione.

Solo gli accertamenti potranno trasformare gli interrogativi in certezze. Fino ad allora, sul crollo di via Raffaele Castelli (vedi foto da noi scattata dopo la tragedia) resta una domanda sospesa: quel balcone era destinato a cedere comunque o qualcosa, proprio in quel momento, ha fatto precipitare una tragedia che nessuno poteva immaginare? Infine un ultimo interrogativo, ancor più inquietante, riguarda il rischio che casi del genere possano nuovamente accadere in altri edifici del centro storico, sono molti, che presentano precarie condizioni di sicurezza. E qui la la palla passa alla politica, del passato, del presente e del futuro...

Francesco Mezzapelle    

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