Mazara, il “labirinto” del centro storico: visitatori in auto “disorientati”…

Torniamo ad occuparci di un problema che potrebbe esser risolto con una segnaletica preventiva più chiara

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
07 Settembre 2026 10:37
Mazara, il “labirinto” del centro storico: visitatori in auto “disorientati”…

Il centro storico di Mazara del Vallo continua a mostrare una delle sue caratteristiche più affascinanti, ma anche una delle sue criticità per chi non conosce la città: una rete di stradine, vicoli e strettoie che possono trasformarsi in un vero e proprio “labirinto” per automobilisti e turisti. Una problematica che non è nuova in quanto già evidenziata da noi qualche anno fa, senza che nel frattempo sia stata trovata una soluzione definitiva.

Il tratto interessato comprende diverse vie del centro storico, tra cui via dell’Acqua, via San Michele, piazza Santa Veneranda, via Monsignor Audino, via Santa Caterina, via Settevanelle e via Sant’Antoninello. Un intreccio di strade nel quale chi vive quotidianamente a Mazara del Vallo riesce normalmente a orientarsi, mentre per chi arriva per la prima volta la situazione può diventare decisamente più complicata.

È un labirinto, come faccio a uscire?”- dice Vito Giovanni Foggia, un cittadino residente proprio nel centro storico mazarese, riferendo di aver ascoltato più volte questa frase da parte di turisti e automobilisti forestieri. In diverse occasioni, infatti, chi si trova alla guida si ferma per chiedere indicazioni, abbassa il finestrino e domanda quale sia il percorso per poter lasciare la zona.

Il problema diventa ancora più evidente con le automobili di dimensioni maggiori. Le carreggiate particolarmente strette, gli angoli difficili, i sensi di marcia e la presenza della ZTL, attiva in determinate fasce orarie, possono creare una sorta di “imbuto” dal quale non è semplice uscire una volta imboccato il percorso sbagliato.

Mi è capitato di vedere automobilisti arrivare fino a via dell’Acqua e, non riuscendo a comprendere quale strada percorrere, tornare indietro arrivando persino a percorrere tratti nel senso contrario di marcia”, racconta il cittadino, sottolineando come una situazione nata semplicemente dalla difficoltà di orientarsi possa trasformarsi anche in un potenziale problema di sicurezza.

A complicare ulteriormente le cose ci sono oggi anche i navigatori satellitari. Le cosiddette “trappole del GPS” possono infatti indirizzare un automobilista verso strade formalmente percorribili, ma che nella realtà presentano caratteristiche difficili da affrontare per chi non conosce il territorio.

Foggia pone una domanda: “l'attuale sistema di segnaletica è davvero sufficientemente chiaro per chi arriva a Mazara per la prima volta? Per chi vive in città le alternative sono conosciute. Per un turista, invece, non necessariamente”.

Da qui la proposta di un intervento apparentemente semplice: installare segnaletica preventiva, ben visibile e di grandi dimensioni, soprattutto prima dell'ingresso nei tratti più problematici e, in particolare, all'inizio di via Sant'Antoninello. Cartelli che possano informare con immediatezza della presenza di strade strette, della ZTL, delle eventuali limitazioni per i veicoli di maggiori dimensioni e, soprattutto, indicare il percorso consigliato per uscire dal centro storico (in copertina foto di ingresso a piazza San Michele e la via dell'Acqua). Il principio è semplice: l'informazione deve arrivare prima che l'automobilista entri nell'“imbuto” e non quando ormai si trova davanti alla strettoia.

Gianvito Foggia racconta anche di essersi trovato personalmente ad aiutare diversi automobilisti in difficoltà. “Per semplice senso civico e amore verso la mia città cerco di fermarmi, spiegare il percorso e indicare dove girare”-afferma. Un gesto che, paradossalmente, qualche volta gli sarebbe costato anche l'impazienza di altri automobilisti, poco disponibili ad attendere quei pochi minuti necessari per aiutare un turista.

Ma la questione va oltre la semplice viabilità. Si parla molto e si fanno quoptidinai sforzi per la promozione turistica del territorio e di valorizzazione del centro storico, ma l'accoglienza passa anche da aspetti apparentemente secondari: una segnaletica comprensibile, percorsi intuitivi, parcheggi (pochissimi per la verità) facilmente individuabili e informazioni capaci di accompagnare il visitatore anziché disorientarlo: nell'era delle recensioni online e dei social, ogni esperienza può contribuire a costruire la reputazione turistica di una città.

L'invito agli organi di competenza è dunque quello di osservare il centro storico anche con gli occhi di chi arriva per la prima volta: senza conoscere sensi di marcia, ZTL, strettoie e possibili vie d'uscita. A distanza di alcuni anni dalle prime segnalazioni, il problema continua infatti a ripresentarsi, mentre basterebbe un intervento mirato sulla segnaletica per ridurre sensibilmente i disagi. “Si tratta di un piccolo intervento. Ma spesso –conclude lo stesso cittadino- sono proprio i piccoli particolari a distinguere una città che semplicemente riceve turisti da una città che sa davvero accoglierli”.

Francesco Mezzapelle 

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