C’è una Mazara del Vallo che continua a fare i conti con un problema che non può essere derubricato a semplice fenomeno di microcriminalità. È la Mazara della droga, di un mercato dello spaccio che negli ultimi anni ha assunto dimensioni sempre più preoccupanti e che coinvolge fasce diverse della popolazione, dai giovanissimi ai consumatori adulti, fino a persone insospettabili e socialmente affermate.
L’operazione della Polizia di Stato “Ninja”, avvenuta 8 mesi fa, ha restituito ancora una volta la fotografia di un fenomeno strutturato: otto misure cautelari e oltre mille cessioni di cocaina e crack documentate dagli investigatori in pochi mesi in un’abitazione di Piazzale Europa. Non è un episodio isolato. Nel 2025 un’altra importante indagine aveva portato a 18 misure cautelari per un’organizzazione che, nel quartiere Mazara Due, commercializzava eroina, cocaina-crack, hashish e marijuana, con il sequestro di oltre 140 mila euro e quasi tre chili di droga. E ancora, nei mesi scorsi, la Guardia di finanza ha sequestrato 160 grammi di cocaina destinati al mercato mazarese.
Numeri e operazioni che fanno di Mazara del Vallo uno dei mercati della droga più attivi della provincia di Trapani. Le piazze cambiano, così come cambiano modalità e protagonisti: Mazara Due, la zona di piazza Macello, Piazzale Europa e altri luoghi di ritrovo frequentati soprattutto dai giovani. Ma il fenomeno non si limita a poche aree. La droga circola, viene consegnata a domicilio, passa dalle abitazioni alle strade e raggiunge consumatori di età e condizioni sociali differenti.
C’è il crack che sembra aver trovato un terreno sempre più fertile anche tra consumatori molto giovani, la cocaina utilizzata da adulti e professionisti, hashish e marijuana che continuano a rappresentare sostanze diffuse. E c’è una domanda che alimenta un’offerta capace di adattarsi rapidamente. Anche il Ser.D. di Mazara, servizio dell’Asp dedicato alle dipendenze, si confronta quotidianamente con questa realtà. In un recente lavoro scientifico realizzato da professionisti del Ser.D. mazarese viene evidenziato come, tra gli utenti dei servizi per le dipendenze, il 23% sia preso in carico per la cocaina come sostanza primaria e il 3,3% per il crack. Sono dati che non fotografano evidentemente l’intero consumo reale, ma raccontano almeno una parte del problema: quella di chi arriva a chiedere aiuto.
E poi c’è il centro storico, la Kasbah. Un territorio complesso, dove negli anni è stato costruito un modello di convivenza fra comunità diverse che oggi appare sempre più fragile. Accanto a tante persone perbene che vivono, lavorano e contribuiscono alla vita della città, esistono sacche di marginalità e gruppi di giovani, autoctoni e di origine maghrebina e dell’Est europeo, che finiscono talvolta dentro circuiti di illegalità. Un equilibrio sociale messo a dura prova dalla crisi di quei settori – pesca e agricoltura soprattutto – che per decenni hanno rappresentato lavoro, reddito e integrazione.
Il problema della droga, dunque, si intreccia inevitabilmente con quello della sicurezza urbana. Le risse tra giovani nei luoghi della movida, gli episodi di violenza, il progressivo svuotamento serale di alcune zone del centro e la percezione di insicurezza alimentata anche dagli episodi di microcriminalità contribuiscono a cambiare il volto della città. Residenti, anziani e turisti raccontano sempre più spesso di una città nella quale, soprattutto nelle ore serali, ci si muove con maggiore cautela.
E le istituzioni? Il problema è stato affrontato anche nelle sedi politiche, compreso il Consiglio comunale. Ma alle discussioni non sempre sono seguiti interventi concreti e strutturali (a parte il potenziamento del servizio di videosorveglianza comunale). Servirebbe invece una strategia che tenga insieme repressione dello spaccio, prevenzione, servizi sociali, sostegno alle famiglie, scuola, sport, riqualificazione urbana e soprattutto opportunità di lavoro.
Perché la droga non è soltanto un problema di ordine pubblico. È il sintomo di una città che rischia di perdere una parte delle proprie giovani generazioni. Mentre si susseguono progetti, annunci e programmi spesso legati a orizzonti temporali limitati, anche elettorali, il tempo dei ragazzi scorre molto più velocemente.
Ed è proprio questo il punto: il futuro di Mazara del Vallo non può essere programmato soltanto fino alla prossima scadenza elettorale. Se una generazione cresce tra droga, marginalità, violenza e assenza di prospettive, il conto che la città sarà chiamata a pagare arriverà molto più avanti. Ma sarà, probabilmente, molto più salato.
Francesco Mezzapelle