Mazara, Fratelli d'Italia: "La democrazia non si difende escludendo, ma rispettando il voto degli italiani"

"La Fiamma Tricolore non è un simbolo di odio, ma il segno di una tradizione politica"

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
02 Gennaio 2026 12:06
Mazara, Fratelli d'Italia:

Continua a far discutere a Mazara del Vallo il post pubblicato dall'assessore comunale Giampaolo Caruso (FdI) in occasione del 79° anniversario della Fondazione del Movimento Sociale Italiano (vedi link https://www.facebook.com/share/p/181dsjRCC8/). Riceviamo e pubblichiamo una nota firmata dal senatore Raoul Russo, onorevole Giuseppe Bica, avv. Maurizio Miceli - pres. prov. Fdi Trapani e dal dott. Paolo Torrente - vice pres. Prov. Fdi Trapani. Ecco quanto si legge: 

A proposito delle dichiarazioni degli ultimi giorni riguardo la ricorrenza della nascita del Movimento Sociale Italiano…Ricordare la nascita del MSI non significa fare apologia del fascismo, né offendere la memoria di nessuno, men che meno di chi ha combattuto per la libertà di tutti gli Italiani. Significa riconoscere un dato storico oggettivo: il MSI fu un partito legale, nato nel 1946 all’interno della Repubblica, che operò sempre nel quadro democratico, partecipando alle elezioni, sedendo in Parlamento e accettando le regole della Costituzione.

Se il MSI fosse stato un’organizzazione eversiva o antidemocratica, non avrebbe potuto esistere, né tantomeno rappresentare per decenni milioni di italiani attraverso il libero voto popolare. Questo è un fatto, non un’opinione. Il termine “patrioti”, va inteso nel senso politico e storico di chi, nel dopoguerra, scelse di partecipare alla vita democratica della Repubblica italiana, accettandone le regole e confrontandosi nelle urne. Non si tratta di una riabilitazione, ma di un riconoscimento di un percorso politico che, nel bene e nel male, si è svolto all’interno delle istituzioni repubblicane.

La Fiamma Tricolore non è un simbolo di odio, ma il segno di una tradizione politica nazionale che ha attraversato la storia repubblicana evolvendosi, trasformandosi e contribuendo, come altre culture politiche, alla vita democratica del Paese. Fratelli d’Italia è oggi il primo partito italiano per volontà degli elettori, non per imposizione, non per nostalgie, non per revisionismi. Tentare di delegittimare una forza politica democratica richiamandosi a una lettura moralistica e selettiva della storia significa confondere il passato con il presente e negare il principio fondamentale della democrazia: la sovranità popolare.

Nel pieno rispetto della Costituzione repubblicana e delle regole democratiche che Fratelli d’Italia ha sempre rispettato e continua a rispettare, operiamo nelle istituzioni con responsabilità e trasparenza. Di certo nessuno è autorizzato a ergersi a tribunale ideologico permanente, né a distribuire patenti di legittimità democratica. La storia italiana è complessa, plurale e non può essere ridotta a una narrazione unica, immobile e strumentale. Noi guardiamo al futuro, senza nostalgia e senza odio, con l’orgoglio di una storia politica che ha scelto da tempo la via della democrazia, della libertà e dell’amore per l’Italia.

Nessuno, tantomeno Fratelli d’Italia, ha mai negato o minimizzato le responsabilità storiche del fascismo, le leggi razziali, la guerra o la tragedia della Repubblica di Salò. Questi fatti appartengono alla storia e come tali sono studiati, riconosciuti e condannati. Ma proprio perché la storia è una cosa seria, non può essere usata come arma politica permanente per delegittimare avversari democratici nel presente. Il Movimento Sociale Italiano nacque dopo la caduta del fascismo, nella Repubblica, accettandone le regole, partecipando al confronto elettorale e parlamentare.

Questa è una verità storica incontrovertibile. Confondere il giudizio sul regime fascista con la delegittimazione di settant’anni di vita democratica repubblicana è una forzatura che non rende giustizia né alla storia né alla democrazia. La Resistenza è una pagina fondamentale della nostra storia nazionale, ma non è un titolo di proprietà politica esclusiva, né può trasformarsi in un lasciapassare morale per decidere chi oggi è legittimato a rappresentare milioni di cittadini italiani.

La Repubblica si fonda sulla Costituzione, sul pluralismo e sul voto popolare. Fratelli d’Italia opera nel pieno rispetto di questi principi ed è oggi forza di governo per volontà libera degli elettori, non per rimozione del passato, non per nostalgia, ma per consenso democratico. Continuare a evocare forzatamente il passato per colpire una forza politica che agisce nelle istituzioni della Repubblica significa rifiutare il presente e restare prigionieri di una logica di scomunica ideologica che non appartiene a una democrazia matura.

Il futuro dell’Italia non si costruisce con processi sommari alla storia, ma con responsabilità, memoria condivisa e rispetto reciproco.

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