Mazara, Festival Marenostrum: ​a Salvo Palazzolo il Premio Maria Cristina Gallo

A consegnare il premio Natale Tranchida, figlio della professoressa mazarese

Redazione Prima Pagina Mazara
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26 Ottobre 2026 11:19
Mazara, Festival Marenostrum: ​a Salvo Palazzolo il Premio Maria Cristina Gallo

Il coraggio di cercare la verità, la responsabilità di raccontarla e la determinazione di non arretrare di fronte alle ingiustizie sono i valori che hanno guidato la consegna del Premio per il giornalismo d’inchiesta “Maria Cristina Gallo” a Salvo Palazzolo, giornalista di Repubblica. Il riconoscimento è stato conferito sabato sera dagli organizzatori dell’ottava edizione del Festival Marenostrum – Festival del Giornalismo e della Fotografia del Mediterraneo, al termine di un dibattito dedicato ai nuovi volti della criminalità organizzata e ai temi affrontati nel libro La mafia che cambia, scritto da Palazzolo insieme a Maurizio De Lucia, Procuratore capo di Palermo, protagonista dell’incontro con il giornalista.

A consegnare il riconoscimento è stato Natale Tranchida, figlio della professoressa Maria Cristina Gallo, la docente di Mazara del Vallo scomparsa nell’ottobre 2025, la cui coraggiosa battaglia per la verità ha lasciato un segno profondo nella comunità e nell’opinione pubblica. Alla serata è intervenuto anche, con un videomessaggio, il vicepresidente della Camera dei deputati Giorgio Mulè, che ha voluto partecipare a un momento dedicato alla memoria di Cristina e al valore civile della sua testimonianza.A Salvo Palazzolo per il rigore e il coraggio delle sue inchiesteIl premio è stato assegnato a Palazzolo per il rigore, il coraggio e la determinazione con cui ha contribuito a portare alla luce affari e trame di Cosa nostra, ricostruendone le reti di potere e le infiltrazioni nel tessuto economico e sociale.Dalle inchieste sulla criminalità organizzata e sui suoi interessi nella gestione della spiaggia di Mondello fino agli approfondimenti sui rapporti tra sanità, appalti e potere in Sicilia, il suo lavoro ha contribuito a illuminare zone d’ombra e a richiamare l’attenzione pubblica sulle responsabilità di chi gestisce il potere e le risorse collettive.La motivazione sottolinea il valore di un giornalismo esercitato «con la schiena dritta», senza arretrare di fronte alle minacce e ai rischi personali.

Un lavoro che restituisce pieno significato al diritto dei cittadini di conoscere e al dovere di informare, considerati presidi irrinunciabili della democrazia.È proprio questa idea di giornalismo a legare idealmente Palazzolo a Maria Cristina Gallo: due percorsi differenti, uniti dalla scelta di non tacere davanti alle verità scomode e dalla convinzione che denunciare le criticità e chiedere l’accertamento delle responsabilità sia un servizio reso all’intera collettività.La schiena dritta di Maria Cristina GalloIl premio nasce per ricordare la battaglia della professoressa mazarese che denunciò i gravi ritardi nella consegna dei referti istologici dell’Asp di Trapani, dopo aver atteso otto mesi per il proprio esame.

La sua vicenda contribuì a far emergere una situazione più ampia, con migliaia di referti consegnati in ritardo, e diede impulso ad accertamenti e indagini sulle criticità del sistema.Ma il significato della sua testimonianza va oltre la vicenda sanitaria. Anche mentre affrontava la malattia, Cristina scelse di esporsi pubblicamente affinché quanto accaduto non restasse una storia individuale e perché altri pazienti non dovessero vivere la stessa esperienza. Una battaglia per la trasparenza, per il diritto alla salute e per una sanità capace di rispondere ai bisogni delle persone.La sua determinazione, la volontà di non arrendersi e il rifiuto di accettare il silenzio come risposta sono diventati il fondamento morale del premio che porta il suo nome.Particolarmente significativa è l’espressione «la schiena dritta», con cui la professoressa era solita esortare e motivare i propri studenti.

Un insegnamento che ha incarnato fino in fondo, trasformando la denuncia in una testimonianza di responsabilità civile.Il Premio Maria Cristina Gallo vuole così riconoscere in chi indaga, documenta e denuncia senza lasciarsi intimidire lo stesso senso di responsabilità verso la comunità che ha guidato la professoressa nella sua battaglia.Con il riconoscimento assegnato a Salvo Palazzolo, il Festival Marenostrum rende omaggio a un giornalismo capace di interrogare il potere e di difendere il diritto dei cittadini a conoscere, ma rinnova anche l’impegno a custodire la memoria di una donna che ha fatto della ricerca della verità una ragione di vita.“Maria Cristina Gallo ci ha lasciato un’eredità importante: la verità non può essere messa a tacere e il coraggio di cercarla e denunciarla è un servizio alla libertà, alla giustizia e alla dignità di tutti.

È questo il messaggio che il premio consegnato sabato sera vuole continuare a trasmettere, ben oltre i confini del festival.” dichiara il direttore del Festival Roberto Rubino.Foto, sul Palco da sinistra: Il procuratore di Palermo Maurizio De Lucia, Roberto Marrone, Catia Catania, Giuseppe Ciulla, Roberto Rubino, Natale Tranchida e Salvo PalazzoloFoto premiazione: Il direttore del Festival Roberto Rubino, Natale Tranchida, figlio di Maria Cristina Gallo e Salvo Palazzolo

Comunicato stampa 

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