Mazara del Vallo modello di interculturalità in un articolo di Europa Today

Sulla rivista europea si discute sul canto del muezzin, dibattito che la nostra redazione ha affrontato qualche anno fa

Redazione Prima Pagina Mazara
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19 Ottobre 2021 09:28
Mazara del Vallo modello di interculturalità in un articolo di Europa Today

La città di Mazara del Vallo viene presa ad esempio da seguire in un articolo pubblicato qualche giorno fa dalla redazione di Bruxelles di “Europa Today” ed intitolato: “Colonia come Mazara del Vallo: il "richiamo" della moschea sarà trasmesso pubblicamente” (sottotitolo: “Via libera ai canti del muezzin nella città tedesca che si affaccia sul Reno. Ma la stampa locale denuncia l'influenza di Erdogan sulla comunità islamica locale”).

Ecco quanto si legge nell’articolo:

Cinque minuti di preghiera dagli altoparlanti delle moschee cittadine ogni venerdì tra le 12 e le 15. Questo è il compromesso raggiunto tra le associazioni religiose islamiche e l’amministrazione di Colonia. La città tedesca che si affaccia sulle rive del Reno sperimenterà il progetto pilota per due anni, dopo i quali si deciderà se continuare o interrompere la diffusione dei canti tipici della tradizione islamica. Una decisione che ha suscitato reazioni contrastanti.

“Molti residenti a Colonia sono musulmani. A mio avviso è un segno di rispetto consentire la chiamata del muezzin”, ha scritto su Twitter la sindaca Henriette Reker alludendo all’incaricato dalla moschea di chiamare i fedeli a raccolta. Nei Paesi a maggioranza islamica il muezzin svolge questa funzione cinque volte al giorno. “Chi arriva alla stazione centrale di Colonia”, ha aggiunto la sindaca per fermare le polemiche, “viene accolto dalla cattedrale e dal suono delle sue campane”. Equiparare i canti islamici al rintocco dei campanili, ha concluso Reker, “dimostra che a Colonia la diversità è apprezzata ed esposta”.

Parole –si legge continuando l’articolo- che ricordano quelle di Nicola Cristaldi, ex sindaco di Mazara del Vallo, che in occasione di una vecchia polemica sui messaggi diffusi dagli altoparlanti delle moschee ha riportato la sua esperienza di amministratore di una città multietnica. ‘A Mazara del Vallo, dove i musulmani sono circa il 20 per cento della popolazione, l’appello del muezzin fa parte ormai della nostra cultura”. ‘Chi, come me, è cristiano - aggiunse - non si sente offeso dall’appello alla preghiera musulmana. Sono ben altri i motivi del disturbo alla quiete pubblica’.

L’articolo si conclude con un punto di vista diverso fornita da un giornalista tedesco in merito al dibattito in corso:

Ma l’equiparazione tra campane e muezzin è alquanto azzardata a giudizio di Daniel Cremer, giornalista della Bild. In un breve pezzo di commento pubblicato sul sito del tabloid tedesco, Cremer ha spiegato che mentre ‘le campane sono un segnale senza parole che aiuta anche a leggere l’ora’, ‘il muezzin grida: Allah è grande! Non c'è altro Dio che Allah!. C’è una bella differenza’. Oltre alle critiche sul messaggio diffuso dalle moschee, il giornalista ha anche ricordato che alcuni centri religiosi di Colonia godono di finanziamenti non proprio coerenti con i valori del rispetto reciproco tra diverse comunità.

Ad esempio, “la moschea centrale dell’organizzazione Ditib è subordinata all'autocrate turco Recep Erdogan, che non incarna esattamente i valori di Colonia, per i quali si batte la nostra democrazia liberale. Anzi”. Parole che segnano un dibattito tutt’altro che sopito dalla decisione dell’amministrazione comunale”.

La nostra redazione si occupò della questione il 9 marzo 1917 con un articolo del sottoscritto (https://www.primapaginamazara.it/fa-discutere-anche-a-mazara-il-muezzin-bill-di-israele-perche-non-vietare-anche-il-suono-delle-campane-delle-chiese) a seguito dell’approvazione del testo definitivo del disegno di legge votato dalla Knesset, il Parlamento israeliano, che vietava l'appello alla preghiera musulmana lanciato dagli altoparlanti, il cosiddetto “Muezzin Bill”.

Riportammo le suddette parole dell’allora sindaco Nicola Cristaldi che intervenne sulla questione che infine invitò i componenti del Parlamento Israeliano a fare una visita a Mazara del Vallo per scoprire come i valori della multiculturalità, della multireligiosità e del rispetto fossero ancora ben presenti e fulcro della pacifica convivenza.

Vogliamo concludere, riportando il nostro pensiero già espresso in quel dibattito: nel centro storico di Mazara del Vallo i cristiani ed i musulmani professano ognuno la propria religione fianco a fianco, basti pensare, ad esempio alla presenza a pochi metri, in piazza San Francesco, nel centro storico mazarese, di una chiesa, quella di San Francesco e di un edificio ormai da anni adibito a moschea (vedi foto di copertina) e dalla cui terrazza, attraverso un altoparlante, per cinque volte al giorno viene recitata la preghiera da parte del muezzin; non è un caso che in quel piazzale compreso fra la moschea e la chiesa da alcuni anni a questa parte, nell’ambito della manifestazione Blue Sea Land, si riuniscono per pregare insieme per la pace rappresentanti di diversa religione.

A Mazara del Vallo il canto del muezzin, grazie al vento, viene ascoltato anche nei quartieri periferici della Città quasi a sottolineare l’influenza araba nella sua storia e la sua interculturalità ed interreligiosità, una ricchezza che forse non fa dormire chi fa dell’integralismo islamico o del razzismo (esercitato da frange xenofobe della società italiana) i propri cavalli di battaglia. Per non parlare di quanto avviene a bordo dei pescherecci mazaresi ove da decenni pescatori cristiani e musulmani convivono pacificamente, lavorano e mangiano insieme e pregano in orari diversi, rispettandosi.

Francesco Mezzapelle 

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