Mazara, danni alle colture causate dai cinghiali. L’allarme della CIA

Gli agricoltori chiedono un intervento della Regione per affrontare il problema cinghiali trascurato in questi anni

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
01 Luglio 2021 17:29
Mazara, danni alle colture causate dai cinghiali. L’allarme della CIA

Nelle zone limitrofe alla Riserva naturale Gorghi Tondi, nel territorio di Mazara del Vallo, branchi di cinghiali hanno preso d’assalto le colture, soprattutto quelle di anguria che sono in piena maturazione e produzione. Secondo le stime dei produttori della Cia Sicilia Occidentale, si accusano perdite fino al 40% del raccolto.

“Sono ormai numerose le segnalazioni che arrivano agli uffici e ai tecnici della Cia di Mazara – spiega Matteo Paladino, vice presidente della Cia Sicilia Occidentale -. Non solo le angurie sono in pericolo, ma anche le altre coltivazioni orticole e i vigneti. La frustrazione e l’esasperazione, tra gli agricoltori, sono alle stelle davanti ai loro raccolti distrutti e con scarse possibilità di ottenere un risarcimento dei danni da parte della Regione o degli enti locali”.

La popolazione di cinghiali aumenta in ogni zona d’Italia e non sono pochi i casi di cronaca che riportano di incidenti stradali, anche mortali, causati dalla loro presenza.

“Bisogna prendere in mano la situazione e trovare una soluzione – aggiunge Antonino Cossentino, presidente della Cia Sicilia Occidentale – amministrazioni comunali, Wwf e prefetto devono intervenire per tutelare la sicurezza dei nostri agricoltori che oggi qui, come in altre parti della Sicilia, ad esempio sulle Madonie, hanno ormai paura a recarsi nei campi. Chiediamo un incontro all’assessore regionale Toni Scilla per affrontare questo problema che affligge economicamente i nostri agricoltori. Occorrerebbe una elasticità maggiore nelle regole per l’abbattimento e la limitazione di questa specie”.

A Mazara, oltre alle zone adiacenti la riserva naturale dei Gorghi Tondi, i cinghiali da qualche anno a questa parte sono presenti anche in zona Miragliano, Quarara, presso il fiume Arena, zona “Fiumara”, e in altre zone caratterizzate da vegetazioni boschive. L’ente gestore della Riserva – ha sottolineato qualche anno fa la dott.ssa Stefania D'Angelo del WWF, direttore della Riserva Naturale Integrale Lago Preola e Gorghi Tondi- è l’unico che si è attivato immediatamente per adottare tutte quelle misure possibili in una riserva naturale, al cui interno non si può sparare ai cinghiali con i fucili ma si devono attraversare tutta una serie di step. Il primo, quello del censimento da noi già fatto. Occorrerebbe, a mio avviso, sollecitare tutte le autorità cittadine, dall’Amministrazione Comunale, alla Protezione Civile e ai Vigili Urbani, autorità che ho già in precedenza invitato ad un tavolo tecnico in Regione per fare la loro parte”.

Nel 2017 attraverso un censimento della stessa Riserva naturale fu registrata la presenza di 13 esemplari i quali ad oggi, senza nessun intervento delle Autorità competenti, potrebbero certamente aver superato la cinquantina.

Francesco Mezzapelle

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