Mazara, che fine ha fatto la gigantografia di Falcone e Borsellino?

In prossimità della ricorrenza delle stragi mafiose il nostro invito ad omaggiare i due giudici anti-mafia

Roberto
Roberto Marrone
04 Maggio 2021 17:00
Mazara, che fine ha fatto la gigantografia di Falcone e Borsellino?

Il prossimo 23 maggio, come ogni anno dal 1992, ricorre l'anniversario della strage di Capaci. In quello stesso anno, qualche mese dopo avvenne la strage di Via D'Amelio.

Parliamo nello specifico dell' uccisione del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e della sua scorta e successivamente, il giudice Paolo Borsellino anch'esso seguito dalla sua scorta.

Quando si parla dell'antimafia loro sono per eccellenza i due nomi che subito in tutto il mondo vengono ricordati essendo stati proprio loro ad iniziare una vera e propria lotta quotidiana contro la mafia. Basti pensare allo storico maxi-processo con il quale sono stati condannati all'ergastolo tantissimi mafiosi. Insieme a loro però è più che doveroso ricordare anche tutte le altre vittime della mafia: politici, poliziotti, magistrati, sacerdoti, bambini e tanti altri che hanno reso grande la nostra Sicilia cercando di eliminare questa brutta malattia della mafia.

Ma oggi voglio parlare di Mazara del Vallo, una città che ha un rapporto molto particolare con la criminalità organizzata.

Il nostro territorio è stato un importante teatro delle vicende mafiose, basti pensare alle sere d'estate che Totò Riina amava passare a Mazara nella sua residenza estiva o basti pensare alla movida mazarese di Matteo Messina Denaro. Ma non possiamo dimenticare quando a Tonnarella, dove ancora oggi andiamo tranquillamente al mare, il 14 settembre del 1992 lo stesso Messina Denaro insieme a Leoluca Bagarella e Giuseppe Graviano tentarono di uccidere a colpi di kalashnikov l'allora commissario di Polizia Rino Germanà.

Come non ricordare le inchieste che Paolo Borsellino allora procuratore della Repubblica di Marsala svolgeva a Mazara definendo la nostra città la “capitale della droga” ed ancora oggi risulta essere così; è anche notizia di alcuni giorni fa che il fratello del “capo dei capi” Gaetano Riina verrà ad abitare a Mazara del Vallo a seguito della sua scarcerazione per motivi di salute. (https://www.primapaginamazara.it/scarcerato-gaetano-riina-alloggera-nella-sua-casa-di-mazara-del-vallo)

E' proprio per questi tali motivi che come redazione vogliamo lanciare degli appelli e degli interrogativi.

A Mazara del Vallo non è mai stato organizzato un corte anti-mafia. Vi sembra possibile? Vi sembra possibile che a due figure come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino non sia dedicato un murales o un'opera d'arte per ricordarne il loro impegno anti-mafia?

In via Giotto n.23 dove sorge il Palazzo della Legalità (in un immobile confiscato alla mafia) ove ubicati alcuni uffici del Comune di Mazara del Vallo, anni fa, fin dalla sua inaugurazione, era presente una gigantografia con l'immagine dei due giudici uccisi (vedi foto copertina) ma ancora oggi quella gigantografia non risulta ricollocata al suo posto, di fatto cancellando uno degli omaggi a Falcone e Borsellino resi dalla città.

Perchè una gigantografia o un omaggio? Semplice, per essere visibile a tutti ricordando a chi ancora oggi coltiva la criminalità organizzata ed ai giovani che crescono, che Giovanni Falcone e Paolo Borsellino in rappresentanza di tutte le vittime di mafia hanno dato la vita per noi e ci guardano dall'alto incitandoci ad intraprendere la corretta via.

Sarebbe molto bello da parte dell'amministrazione comunale in ricorrenza del 23 maggio ricordare i due giudici con la ricollocazione della loro gigantografia; sarebbe molto bello entrare in Piazza della Repubblica e vedere nella parete del “Palazzo Comunale” (mai inaugurato dalla sua ristrutturazione) la gigantografia di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Per Mazara sarebbe un grande segnale, una grande presa di posizione contro la mafia non solo a parole ma con i fatti perchè questo soprattutto serve a sconfiggere la mafia.

Già immagino la scena di un bimbo a passeggio con i genitori in piazza della Repubblica che vede la stele sul comune e chiede a mamma e papà chi erano quei uomini...bella lezione di vita che sarebbe.

Oltre al mega poster si potrebbe, tramite le scuole del territorio come il Liceo Artistico, dare l'incarico a realizzare un murales con i loro volti e con l'occasione entrare dentro le scuole e fare un po di cultura alla legalità che ad oggi si sta quasi spegnendo soprattutto nel nostro territorio dove la mafia è ancora viva (vedi le diverse operazioni condotte periodicamente dalle forze dell'ordine nel tentativo di sgominare la rete di complicità attorno al latitante Matteo Messina Denaro) magari facendo visionare dei film o dei documentari, la nostra stessa redazione lo scorso anno ne ha realizzato uno sui sopravvissuti alla strage di Capaci. (https://www.primapaginamazara.it/28-anni-sono-ieri-il-racconto-dei-sopravvissuti-della-strage-di-capaci/)

Spesso pensiamo a migliaia di cose, magari astronomiche, ma non riusciamo a soffermarci su quelle piccole che però sono di gran lunga più efficaci.

La mafia è una montagna di merda, e nel nostro territorio come in altre città viciniore è ancora presente. Cerchiamo tutti insieme nel nostro piccolo di sconfiggerla.

Roberto Marrone

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