Mafia, Sequestrati 60 milioni di beni al manager Savalle; sarebbe legato al boss Matteo Messina Denaro

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
02 Agosto 2018 08:12
Mafia, Sequestrati 60 milioni di beni al manager Savalle; sarebbe legato al boss Matteo Messina Denaro

L’ennesima operazione congiunta delle forze dell’ordine dimostra ancora una volta il fortissimo legame e gli  intrecci fra i vertici della cupola mafiosa, al cui capo vi sarebbe (il condizionale è d’obbligo visto che di lui si son perse le tracce) il boss latitante (dal 1993) Matteo Messina Denaro, ed un tessuto  imprenditoriale operante in diversi ambiti, da quello degli appalti alle energie rinnovabili. L’operazione stavolta riguarda il settore turistico. Si registra infatti il sequestro di oltre 60 milioni di euro all’esperto fiscale-tributario ed imprenditore castelvetranese operante nel settore alberghiero ed immobiliare, Giovanni Savalle; dagli investigatori è ritenuto vicino al boss latitante Matteo Messina Denaro.

A condurre l’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo, sono stati il nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Palermo ed il Ros dei Carabinieri con l’esecuzione di un provvedimento di sequestro emesso dalla sezione penale e misure di prevenzione del Tribunale di Trapani. La figura di Savalle (in foto n.2) è molto controversa. Faccendiere ed esperto in fondi comunitari, Savalle fondò la Mediterranea Spa la società (dichiarata poi fallita con un buco di circa 42 milioni di euro) che realizzò nel 2004 l'hotel superlusso e del “silenzio” situato sulla strada provinciale che da Mazara conduce a borgata costiera: il "Giardino di Costanza" (in foto di copertina).

La struttura nel 2013 finì sotto sequestro. Il nucleo regionale di tutela della spesa della Guardia di Finanza siciliana, per ordine della Procura di Marsala (il sostituto procuratore Dino Petralia), pose  i sigilli all’albergo e alla società proprietaria a seguito di un'indagine con l'accusa di truffa ai danni del Por Sicilia, insomma dei fondi comunitari. Con il sequestro, superiore ai 13 milioni di euro, scattarono anche 13 avvisi di garanzia con l'accusa di truffa aggravata. Savalle ideò anche la creazione, non lontano dal resort, di un grande campo da golf (120 ettari) con annessi servizi, un residence di lusso e un'impresa agricola.

Si trattava di un progetto generale per la creazione di un polo turistico d’élite. Il campo da golf, mai nato ma alla cui posa della prima pietra parteciparono rappresentanti istituzionali di ogni livello, doveva costare 46 milioni di euro, 26 fra fondi privati e altri 20 con finanziamenti pubblici. L'indagine per truffa ed il fallimento pregiudicarono i piani di sviluppo della Mediterranea Spa e delle società orbitanti ad essa.  Altra società legata all’imprenditore di Castelvetrano, la Atlas cementi srl, fu anch’essa ricondotta a Messina Denaro e confiscata dall’Autorità giudiziaria di Agrigento nel 2012.

I dettagli dell’operazione relativa al sequestro di 60 milioni di beni a Giovanni Savalle saranno descritti nel corso di una conferenza stampa che si terrà stamattina alle ore 10,30 presso il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Palermo. Francesco Mezzapelle

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