Ma per questi cassonetti condominiali non vi era altro posto?

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
20 Ottobre 2018 11:42
Ma per questi cassonetti condominiali non vi era altro posto?

Attraversando il lungomare Mazzini e giungendo nel tratto all’altezza della scalinata che conduce in piazza Mokarta si notano proprio ai lati della stessa scalinata (sotto la terrazza Alhambra) in bella mostra una fila di cassonetti per la differenziata, i cassonetti in plastica colorati per la raccolta dell’umido organico (contenitore marrone), del secco  residuale (contenitore grigio), del multimateriale (contenitore blu) e del vetro (contenitore verde). Qualcuno potrebbe anche pensare che siano dei cassonetti destinati ad uso pubblico, per cittadini e visitatori, che transitano in quel tratto del lungomare e che potrebbero usufruire di quei cassonetti per conferire i rifiuti differenziandoli.

Poi però guardando bene si nota che tutti i cassonetti sono chiusi con dei lucchetti e frontalmente ad ognuno è attaccato un grande adesivo rosso con la scritta “condominio Mediterraneo”. Pertanto si deduce che quei cassonetti sono di utilizzo esclusivo dei condomini di quel palazzo che si trova in piazza Mokarta. Allora ci si chiede: perché quei cassonetti posti proprio davanti il lungomare occupando suolo pubblico? Proprio lì davanti ala passaggio pedonale... Se da un lato è comprensibile che accanto all’ingresso del condominio vi sono delle attività commerciali, un bar ed un ristorante, e probabilmente non sarebbe stato decoroso metterli proprio vicino l’ingresso del condominio, dall’altro ci chiediamo: perché si è pensato  a mettere quei cassonetti  proprio accanto alla scalinata, spesso immortalata dai turisti? Perché non metterli nella rientranza al lato degli ex bagni pubblici, vicino all’ingresso dei garage dello stesso condominio?  Certamente un posto più coperto e non proprio in vista sul lungomare.

E’ soltanto un suggerimento per coloro che si sono occupati della dislocazione di cassonetti della differenziata. Francesco Mezzapelle

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