Le opere “en plein air” ritornano a Gibellina. Consagra, “requiem for a dream”?

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
06 Novembre 2013 13:58
Le opere “en plein air” ritornano a Gibellina. Consagra, “requiem for a dream”?

Da questa mattina è iniziato il trasloco delle cinque "opere all'aperto" realizzate dal grande sculture di origini mazarese Pietro Consagra e prestate alla città dalla Fondazione Orestiadi di Gibellina. Così dopo circa un anno, le

opere "en plein air" erano arrivate in città nel periodo antecedente al ritorno del Satiro Danzante prestato alla Royal Academy of Arts di Londra, cioè ai primi di dicembre del 2012. Si tratta del "carro di San Rocco" (1983) dedicato al santo patrono di Gibellina, collocato in piazza Repubblica; la "Città di Tebe" (realizzata per la per l'"Oedipus rex" del 1985) in piazza Plebiscito e poi vi le tre opere-cornici del 1974: due, una grigia ed una blu, in Corso Umberto I, ed una arancione in piazza Repubblica.

Le opere sono rimaste così ben oltre i tre mesi previsi divenendo quasi parte integrante dell'arredo urbano. Adesso la Fondazione Orestiadi passata sotto la direzione del sindaco di Gibellina ha richiesto le opere e provveduto al loro ritorno a casa.

Purtroppo durante la loro permanenza in città si sono verificati atti di vandalismo nei confronti di alcune delle opere di Pietro Consagra; attività perpetrata probabilmente da giovani poco civili e per niente consci del valore delle opere che hanno certamente acceso in questi mesi il dibattito fra i rappresentanti della cosiddetta "intellighenzia culturale" mazarese.

Alcuni ignoti avevano frantumato la targhetta in ceramica collocata sull'opera del "carro di San Rocco", altre mani ignote avevano "scarabocchiato" la "cornice arancione" installata in piazza della Repubblica; le scritte erano state poi cancellate, con il ripristino del colore originale, da parte del Comune.

Caro maestro Consagra questa città non ti ha capito da vivo e probabilmente neanche da morto, vedi anche l'indifferenza degli "adulti" nei confronti del progetto della facciata del "palazzaccio" di piazza della Repubblica che donasti alla città circa trent'anni fa e di cui rimane solo un plasticoin una stanza del Collegio dei Gesuiti che seppur a te dedicata non è però nemmeno dotata di una descrizione atta a far conoscere la tua vita e le tue opere ai visitatori.

Per non parlare dello stato di "s-manutenzione" della tua scultura-fontana che da quasi 50 anni si trova in piazza Mokarta. L'opera è del 1964, essa fu un dono che il maestro volle fare alla sua città natale: quattro sculture in bronzo che rappresentano la nascita della vita dalle acque; l'osservatore che giunge da Corso Umberto I ha l'impressione che esse nascano dal mar Mediterraneo. Sulla stessa fontana Consagra una volta disse: "questa scultura senza il gioco delle acque non significa nulla, piuttosto che togliere o modificare il gioco delle acque distruggetela".

06-11-2013 14,55

{fshare}

In evidenza