“Il Gattopardo” (in versione restaurata) torna al cinema

Redazione Prima Pagina Mazara
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24 Marzo 2014 19:37
“Il Gattopardo” (in versione restaurata) torna al cinema

Il Cinema Grillo in collaborazione con Primapaginamazara.it hanno organizzato un'iniziativa che farà certamente piacere agli amanti del cinema. Il 27 Marzo con inizio alle 20,45 sarà proiettato "Il Gattopardo" (ingresso  euro 1,50). Il capolavoro diretto da Luchino Visconti ed interpretato da Burt Lancaster, Claudia Cardinale, Giuliano Gemma e Alain Delon ritorna sul grande schermo a cinquant'anni dalla Palma d'oro vinta a Cannes. Si tratta della versione restaurata dalla Cineteca Nazionale di Bologna con il sostegno di Gucci e "The Film Foundation" di Martin Scorsese.

La proiezione avverrà presso il Cinema Grillo (via San Giuseppe n.3-Mazara del Vallo). 

Martin Scorsese (Cannes, 2010): "ll Gattopardo è un'epica del tempo, e la sua lentezza, che culmina in un maestoso crescendo nella lunga sequenza del gran ballo, è governata dai ritmi di vita dell'aristocrazia fondiaria siciliana, con i suoi costumi e abitudini, la sua coltivazione dell'agio e della riflessione, i suoi viaggi stagionali. È un'epica della storia, in cui assistiamo con i nostri occhi alle trame del cambiamento: sui campi di battaglia, nelle vie e nei salotti dove i notabili si riuniscono per decidere chi muoverà i fili del potere. [...] In definitiva, Il Gattopardo è un grande inno sinfonico alla Sicilia, al suo popolo, ai suoi profumi e al suo paesaggio, alla sua bellezza e alla sua violenza. Il film di Visconti è una delle più grandi esperienze visive della storia del cinema."

..."Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi" con queste parole Tancredi di Falconeri si rivolge al Principe Don Fabrizio di Salina prima di partire per combattere nelle file garibaldine. Parole che sono anche simbolo della realtà siciliana e della capacità di adattamento dei siciliani agli eventi socio-politici che nel corso della storia hanno attraversato la Trinacria"....

Scheda del film "Il Gattopardo".Soggetto: dall'omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.Sceneggiatura: Suso Cecchi d'Amico, Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa, Enrico Medioli, Luchino Visconti.Fotografia: Giuseppe Rotunno. Montaggio: Mario Serandrei.Scenografia: Mario Garbuglia.Costumi: Piero Tosi.Musica: Nino Rota.Interpreti e personaggi: Burt Lancaster (Don Fabrizio, Principe di Salina), Alain Delon (Tancredi Falconeri), Claudia Cardinale (Angelica Sedara), Romolo Valli (padre Pirrone), Paolo Stoppa (don Calogero Sedara), Serge Reggiani (don Ciccio Tumeo), Rina Morelli (Maria Stella), Lucilla Morlacchi (Concetta), Leslie French (Chevalley), Pierre Clementi (Francesco Paolo).Produzione: 1963, Titanus/Pathé/SCG. Durata: 185'

Trama del film "Il Gattopardo"Nel maggio 1860, dopo lo sbarco di Garibaldi in Sicilia, Don Fabrizio assiste con distacco e con malinconia alla fine dell'aristocrazia. La classe dei nobili capisce che ormai è prossima la fine della loro superiorità: infatti approfittano della nuova situazione politica gli amministratori e i latifondisti della nuova classe sociale in ascesa. Don Fabrizio, viene rassicurato dal nipote prediletto Tancredi che, pur combattendo nelle file garibaldine, cerca di far volgere gli eventi a proprio vantaggio.

Quando, come tutti gli anni, il principe con tutta la famiglia si reca nella residenza estiva di Donnafugata, trova come nuovo sindaco del paese Calogero Sedara, un borghese di umili origini, rozzo e poco istruito, che si è arricchito e ha fatto carriera in campo politico. Tancredi, che in precedenza aveva manifestato qualche simpatia per Concetta, la figlia maggiore del principe, s'innamora di Angelica, figlia di Don Calogero, che infine sposerà. Episodio significativo è l'arrivo a Donnafugata di un funzionario piemontese, il cavaliere Chevalley di Monterzuolo, che offre a Don Fabrizio la nomina a senatore del nuovo Regno d'Italia.

Il principe però rifiuta, sentendosi troppo legato al vecchio mondo siciliano, citando come risposta al cavaliere la frase: "In Sicilia non importa far male o bene: il peccato che noi siciliani non perdoniamo mai è semplicemente quello di 'fare'". Il connubio tra la nuova borghesia e la declinante aristocrazia è un cambiamento ormai inconfutabile: Don Fabrizio ne avrà la conferma durante un grandioso ballo al termine del quale inizierà a meditare sul significato dei nuovi eventi e a fare un sofferto bilancio della sua vita.

24-03-2014 20,30

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