Giornata Mondiale della Libertà di Stampa, l’Italia però arretra ancora

Nel 2026 scivola al 56° posto: pesano pressioni politiche, minacce e precarietà nel giornalismo

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
03 Maggio 2026 16:10
Giornata Mondiale della Libertà di Stampa, l’Italia però arretra ancora

In occasione della Giornata Mondiale della Libertà di Stampa, il quadro che emerge dal nuovo rapporto di "Reporters Sans Frontières" è tutt’altro che rassicurante. Il World Press Freedom Index 2026 fotografa infatti un crollo globale senza precedenti negli ultimi venticinque anni, ma tra i dati più significativi spicca il nuovo arretramento dell’Italia, che scivola dal 49° al 56° posto su 180 Paesi.

Un segnale preoccupante per un Paese storicamente legato ai valori dell’Umanesimo e della libertà di espressione. Secondo Rsf, il contesto italiano è segnato da una molteplicità di criticità: dalle minacce persistenti della criminalità organizzata — soprattutto nel Mezzogiorno — alle pressioni esercitate da gruppi estremisti, fino ai tentativi della politica di limitare l’informazione giudiziaria attraverso normative controverse, come la cosiddetta “legge bavaglio” promossa dal governo guidato da Giorgia Meloni.

A queste dinamiche si aggiunge il peso crescente delle querele temerarie, le cosiddette SLAPP, che rischiano di scoraggiare il giornalismo d’inchiesta, e le interferenze denunciate nella gestione della Rai, sempre più esposta — secondo il rapporto — a condizionamenti politici. Il risultato è un clima in cui molti professionisti arrivano a praticare autocensura per timore di ritorsioni legali o personali.

Non meno rilevante è il tema della precarietà: condizioni lavorative instabili e mal retribuite minano l’indipendenza e la qualità dell’informazione. Una fragilità strutturale che, insieme alla polarizzazione del dibattito pubblico e agli episodi di intimidazione — anche violenta — contro i giornalisti, contribuisce al progressivo deterioramento del sistema mediatico italiano.

Il confronto internazionale rende il quadro ancora più evidente. Mentre Paesi come la Norvegia continuano a guidare la classifica, l’Italia si colloca ormai stabilmente al di sotto degli standard delle principali democrazie europee, avvicinandosi a contesti più problematici. Un arretramento che, secondo la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, era ampiamente previsto e denunciato da tempo, ma rimasto senza risposte adeguate.

La Giornata Mondiale della Libertà di Stampa diventa così non solo un momento celebrativo, ma un’occasione di riflessione critica. Il messaggio che arriva da Rsf è chiaro: non bastano dichiarazioni di principio, servono politiche concrete, tutele efficaci e un impegno reale per garantire un’informazione libera e indipendente. Senza questi presupposti, il rischio è che il declino registrato oggi diventi una condizione strutturale per il futuro della democrazia italiana. (in foto il compianto Libero Di Rienzo in una scena del film “Fortapasc” che racconta la storia di Giancarlo Siani, giornalista ucciso dalla Camorra nel 1985).

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