E’ tornato il “partito della fornacella”. Chi lo controlla?

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
09 Agosto 2013 06:29
E’ tornato il “partito della fornacella”. Chi lo controlla?

Tende canadesi, ombrelloni e tavolate imbandite sulla sabbia, sedie di ogni foggia e aspetto, scaricate poco prima dall’interno di un Ducato, borse e sacchetti pieni di vivande varie disseminati un po’ dappertutto, grill (o fornacelle), pieni di carbone rosso vivo acceso e fumante, pronti ad accogliere le pietanze di carne o di pesce, disposti a fila sulla spiaggia, nelle vicinanze al muretto di protezione o, addirittura, sulla strada.

E’ questo il panorama che si scorge, in queste calde serate d’estate, attraversando in macchina, in bicicletta o a piedi, Tonnarella.

Dalle 21 e 30 circa fino a tarda notte, la spiaggia più famosa di Mazara del Vallo (ma ciò accade anche nell’altra spiaggia di san Vito) è invasa da famiglie e gruppi di ragazzi, forse anche provenienti da città vicine, che in mancanza di uno spazio adeguato e meglio attrezzato, pensano bene di poter utilizzarla indiscriminatamente come se fosse - la spiaggia, il mare: patrimonio naturale di tutti - il “villino” privato per le mangiate estive da ostentare agli amici.

Si direbbe che a Mazara è tornato il "Partito della Fornacella”, se non fosse che la stessa Capitaneria di Porto, alcuni mesi fa, annunciando l’Operazione “Mare Sicuro” per la stagione balneare 2013, non ha dimenticato di ricordare che “sulla spiaggia è severamente vietato l’accensione di qualsiasi fuoco” e che “per tale illecito è prevista l’applicazione della sanzione amministrativa che va da 100 a 1.000 Euro”.

Certo è pur vero che molti fra gli avventori dei pic-nic serali a Tonnarella, dopo aver finito di cenare, ripuliscono il luogo che hanno utilizzato per la bisboccia. Ma le conseguenze comunque non sono trascurabili. I fumi dei grill, frammisti all’odore di alghe, rendono poco gradevole la passeggiata sul lungomare; inoltre spesso i residui di carbone, ancora ardente, vengono buttati nei cassonetti dei rifiuti, contribuendo a generare inavvertitamente possibili incendi; sulla spiaggia poi, per quanto venga fatta pulizia, rimangono sempre tracce di carbone fra la sabbia.

Si potrebbe evitare questo illecito nella spiaggia di Tonnarella? Certo. Con un opportuna, intensa e continua attività di vigilanza e controllo da parte di tutte le forze dell’Ordine del territorio, Polizia municipale e Guardia Costiera compresa. Tra l’altro, lo scorso aprile, il Sindaco Nicola Cristaldi, durante una riunione con una rappresentanza di gestori degli stabilimenti balneari della spiaggia, ha affermato che “E' nostro intendimento migliorare i servizi presenti lungo la nostra costa, rafforzando la pulizia, con la presenza continua di netturbini e abbiamo già predisposto un più capillare servizio da parte dei vigili urbani, che avranno il compito di garantire una migliore viabilità e un maggiore controllo su chi commette infrazioni stradali ed ambientali”.

D’altra parte proprio un cartello (vedi foto) dell’Ufficio comunale Protezione Civile di Mazara, posto in strada sul transito di Tonnarella, ricorda che è vietato campeggiare, accendere fuochi (grill compresi) e abbandonare rifiuti in spiaggia.

Eppure i controlli serali scarseggiano o sembrano inesistenti. Ad una nostra telefonata in Capitaneria di Porto, ci hanno risposto che sì, è vero che spetta anche a loro questo tipo di controllo che non sia strettamente degli specchi acquei. Ma che la vigilanza è garantita soltanto in caso di disponibilità di uomini e mezzi della stessa Capitaneria. Noi cittadini possiamo comunque segnalare loro tali illeciti. Come dire: “Guardate che a Tonnarella stanno arrostendo la salsiccia. Intervenite”.

Vincenzo De Santi

09-08-2013 9,00

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