MARSALA – Condannata il Sindaco Giulia Adamo per tentata concussione

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
16 Luglio 2014 20:19
MARSALA – Condannata il Sindaco Giulia Adamo per tentata concussione

La prima sezione della Corte d'appello di Palermo ha condannato a due anni e dieci mesi il Sindaco di Marsala, Giulia Adamo, con l'ipotesi di tentata concussione.

L'accusa si riferisce a una vicenda che risale al 2005, ai tempi in cui la stessa Adamo era Presidente della Provincia di Trapani. L'indagine originaria era legata ad un un presunto abuso d'ufficio.

Secondo la procura di Marsala, l'ex deputato all'Ars avrebbe indotto il dirigente del settore Affari sociali della Provincia, Ubaldo Augugliaro, a non versare i finanziamenti che spettavano al convitto per gli audiofonolesi di Marsala, fino a quando non fosse stato sostituito il rettore dell'ente, Anna Maria Adamo, con una persona a lei più gradita, individuata dai pm nella persona di Milena Vinci.

Giulia Adamo, sia in tribunale che in un primo giudizio di appello, era stata assolta. In secondo grado però l'imputazione era stata riformulata, che la procura generale aveva modificato in concussione, ma la Corte d'Appello di Palermo aveva comunque confermato l'assoluzione. La Cassazione aveva annullato poi la sentenza con rinvio.

Oggi è arrivata la decisione del Collegio presieduto da Gianfranco Garofalo, che ha anche deciso l'interdizione dai pubblici uffici per l'imputata Adamo.

Con una nota diramata in serata, gli Avvocati dell'On. Giulia Adamo chiariscono: "L'odierna sentenza della prima sezione penale della Corte di Appello di Palermo giunge a seguito di un lungo processo che ha già visto l'On. Adamo assolta, per il medesimo fatto, dal Tribunale di Trapani e dalla seconda sezione penale della medesima Corte di Appello. Restiamo in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza oggi pronunciata, sicuri che a seguito del ricorso avverso la stessa, la Corte Suprema di Cassazione ricondurrà la vicenda al giudizio di innocenza che già per due volte i Giudici di merito hanno formulato.

E' davvero singolare che venga considerata contra legem la condotta con cui un'Amministrazione Pubblica ha scoperto e posto fine ad un vero e proprio latrocinio consumato per anni ai danni della cosa pubblica e che si tentava di continuare a perpetrare. A seguito di tale iniziativa è risultato, infatti, che il convitto nei confronti del quale si era temporaneamente sospeso il pagamento delle rette, aveva indebitamente percepito dalla Provincia, per uno solo degli anni trascorsi, oltre 78.000 euro, che infatti sono stati dallo stesso successivamente a quest'ultima restituiti."

16/07/14  22,00

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