Attraverso un post sul proprio profilo Facebook l'on. Ciminnisi (M5S) ha preso posizione sulla questione Report - Gasparri. (Leggi il nostro articolo https://www.primapaginamazara.it/una-pista-nera-ne...
"Gli attacchi del senatore Gasparri (Forza Italia) contro Report, alla vigilia della messa in onda dell’inchiesta “La banalità del nero”, sono gravi e inquietanti. Tentare di intimidire il giornalismo indipendente e condizionare il servizio pubblico quando si sta per parlare delle stragi degli anni ‘90 e degli ultimi giorni di lavoro di Paolo Borsellino è un atto gravissimo, che sa di censura preventiva. Non è un tema qualunque, non per noi siciliani. È una pagina dolorosa e ancora aperta della nostra storia e non possiamo rimanere indifferenti se quando si parla di verità scomode, quando si toccano nervi ancora scoperti, qualcuno prova sempre a creare polveroni, a delegittimare, a minacciare ispezioni, a insinuare complotti senza prove.
Attaccare chi racconta, chi indaga, chi ricostruisce pezzi di verità scomode non è solo un atto politico grave: è un insulto alla memoria di chi ha dato la vita per questo Paese. Falcone e Borsellino ci hanno insegnato che la verità fa paura solo a chi ha qualcosa da nascondere. E il Movimento 5 Stelle starà sempre dalla parte della verità e di chi ha dato la vita per la giustizia , non di chi tenta di intimidire l’informazione".
Di seguito la dichiarazione invece di Maurizio Gasparri su cui è intervenuta l’on. Ciminnisi:
"Oggi avremo un'altra puntata di tele-zerotagliato. Report, andando contro tutte le evidenze, continua ad alimentare fanfaluche su “piste nere”. Il Procuratore della Repubblica di Caltanissetta, De Luca, in un'audizione della Commissione antimafia del 9 dicembre, ha definito queste fantasiose teorie infondate e ha usato letteralmente l'espressione: “valgono zero tagliato”. De Luca ha parlato, in maniera specifica, di collaboratori di giustizia che cercavano solo prebende in cambio delle quali erano pronti a raccontare qualsiasi menzogna.
Questi bugiardi vengono utilizzati da Report e da Ranucci come degli oracoli.È scandaloso che il servizio pubblico, ancora una volta, alimenti dei veri e propri depistaggi. Ci chiediamo ci sono dei mandanti di questa manovra di Report? È una replica alle attività investigativa della Commissione antimafia? È un antistato dello “zerotaglato” che si contrappone alla verità delle indagini? È uno scandalo gravissimo e i dirigenti della Rai non possono rimanere inerti di fronte a un depistaggio che attenta alla verità sulle stragi di mafia.Una condotta inaudita che è stata sconfessata pubblicamente da importanti e severi magistrati in organi parlamentari di inchiesta.
Questo contropotere è davvero grave e inquietante".