Caro Alessandro, vogliamo ricordarti con le tue parole sull’impresa sull’Etna

Tantissimi amici e sportivi mazaresi hanno portato questa mattina l’ultimo saluto al 46enne mazarese Alessandro Alagna

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
03 Aprile 2021 16:14
Caro Alessandro, vogliamo ricordarti con le tue parole sull’impresa sull’Etna

La nostra redazione vuole ricordare la prematura scomparsa il 2 aprile dell'amico Alessandro Alagna (avrebbe compiuto 47 anni il 6 aprile) ricordando il suo racconto, pubblicato da noi il 27 luglio 2016, sulla sua partecipazione alla VI edizione della Raidlight Etna Trail 2016. Alessandro Alagna, “l’uomo delle montagne” della Società sportiva mazarese PAM, scalo' l’Etna! Questo il racconto di una delle sue imprese, la più emozionante, lunga 90 km (in foto copertina Alessandro Alagna dopo la premiazione della Raidlight Etna Trail); ci è sembrato il migliore modo per ricordarlo.

Sveglia alle 2:00 del mattino. Colazione con gli amici d'avventura Natale Giacalone, Vito Giacalone, Dino Di Giovanni e Alfredo Giammarinaro , discutiamo di come affrontare il percorso: ognuno ha le sue teorie. Alle 3:00 ci incamminiamo verso la piazza della partenza a Linguglossa, incominciano presto ad affluire tutti i concorrenti. Siamo quasi pronti per la partenza, schierati dietro Salvatore Di Marco (che ci ha fatto da lepre fino fuori il paese). Per me prima esperienza di corsa in notturna , mi ritrovo al passaggio del primo ristoro alla cantina sento una voce conosciuta (Pietro Di Giovanni ) che mi dice “ ‘Mbare sei terzo stai andando forte” , riesco a mantenere un ritmo che non mi fa sentire il fiato corto , si continua a correre in un sottobosco e comincia ad albeggiare quando arriviamo al ristoro del rif.

Citelli. Faccio il pieno di liquidi e riprendo a correre, da lì inizia una salita che ci porterà a quota 2800 seguendo la dorsale della “Valle del Bove”, un salto nel vuoto di parecchie centinaia di metri. Arrivato a circa il 35* inizia una verticale fatta di lapillo lavico , facevo tre passi avanti e due indietro. Inizio ad accusare senso di nausea e sonnolenza, quella salita per me è un calvario. Riesco ad arrivare in cima e a scollinare. Inizia una discesa dentro un canalone di lapillo lavico, le ghette si disintegrano e mi fermo più volte per sistemarle con lo scotch alla meno o peggio, riesco ad arrivare al primo cancello in 8h 12’ in pessime condizioni fisiche e psicologiche , mi faccio una doccia fredda ,mi cambio, mangio carboidrati , mi idrato e riesco anche a farmi 10 min di sonno.

Sento di essermi rigenerato. Arriva Vito Giacalone, lo chiamo e lo convinco a continuare. Iniziamo a salire fino a quota 2200 ma vedo che Vito ha un passo più lento e lo aspetto fino a quando iniziamo a scendere. Corricchio ma Vito rimane un po' lento ,lo lascio in compagnia degli amici della Panormus e aumento il passo , obiettivo il cancello delle 15 ore; arrivato al ristoro n*7 incontro Santoro il quale mi dice che molti avevano abbandonato e che eravamo rimasti circa 80 .Mi dicono che ero alla 30* posizione.

Inizio la salita verso il cancello delle 15 ore, salita che non finiva mai, in mezzo a lava acuminata e sentieri lavici poco battuti. Riesco anche a vedere la grotta del gelo con dentro del ghiaccio ,continuo a salire e recupero posizioni perse nella fase del mio malessere. Passo vicino ad una carcassa di qualche animale che non aiuta il morale , ma fortunatamente il ristoro è a qualche centinaia di metri . Mangio e mi riempio lo zaino di acqua ; sono in anticipo di circa 1:20 sul tempo massimo , continuo a salire.

Sono a quota 2200 e devo arrivare a 3000 , arrivo in prossimità dell'osservatorio ma per scollinare bisogna arrivare ancora più in alto. Salgo e incontro due ragazzi che mi offrono della Cola che era messa nei cumuli di ghiaccio sotto la cenere freschissima. Ultimi 50 mt e si inizia a scendere, raggiungo l'osservatorio, ultimo cancello prima del traguardo finale. Organizzo le idee e via giù nel canalone da solo , mi fermo più volte per svuotare le scarpe anch'esse provate dai lapilli.

Giungo a Piano Provenzano e mi trovo davanti i miei compagni Vito Giacalone e Alfredo Giammarinaro che erano stati stoppati al cancello delle 15 ore, affido a loro i bastoncini e cappellino e inizio a scendere verso Linguaglossa in un sottobosco che non finiva mai, ormai capisco che tra qualche ora sarei arrivato, ho le dita dei piedi praticamente fuori uso ma stringo i denti tra una camminata ed una corsetta. Arrivo alle porte del paese, cerco la segnaletica ed ad un certo punto mi viene in contro Salvatore Di Marco che mi accompagna fino al traguardo , l'adrenalina dell'arrivo non mi fa più sentire il dolore alle dita dei piedi.

Finisher etnatrail 2016 17* assoluto 4* di categoria (MM40) Tempo 18h 44’. Una favola siciliana diventata realtà!"

Francesco Mezzapelle

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