Ridimensionamento per l'indagine Antimafia condott a Petrosino: il giudice per le indagini preliminari di Palermo ha infatti rigettato gran parte delle richieste avanzate dalla Direzione distrettuale antimafia, escludendo l'applicazione di misure restrittive per sedici persone coinvolte nel blitz dello scorso 23 luglio contro la presunta cellula di Cosa nostra attiva sul territorio.
Nel dettaglio, il provvedimento del giudice Claudia Rosini ha escluso la custodia in carcere per nove soggetti e i domiciliari con braccialetto elettronico per altri sette indagati. La decisione non entra nel merito della solidità dell'impianto accusatorio complessivo, ma si fonda sull'insussistenza delle specifiche esigenze cautelari previste dalla legge, escludendo il concreto pericolo di fuga, di reiterazione dei reati o di inquinamento delle prove in questa fase preliminare.
Restano invece in carcere i dodici indagati già colpiti dal provvedimento originario, tra cui figurano i presunti vertici e affiliati del sodalizio accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsioni, traffico di droga e detenzione illegale di armi. L'inchiesta, sviluppata dal Nucleo investigativo tra il dicembre 2022 e il febbraio 2024, aveva puntato a svelare il controllo economico e criminale esercitato dal gruppo nell'area di Petrosino, con sequestri di stupefacenti e armi da fuoco. Il procedimento proseguirà ora con le successive fasi del confronto processuale tra accusa e difesa.
Sono state respinte 9 richieste di custodia in carcere nei confronti di Pietro Giuseppe Centonze, Antonino Stassi, Francesco Genna, Flavio Raineri, Cristian Alagna, Antonino Scarpitta, Renato Casano, Simone Mandalà e Antonio Riti. Rigettate anche le richieste di arresti domiciliari con braccialetto elettronico per Baldassare Salvatore Incalcaterra, Andrea De Vita, Gaspare Ingrassetto, Tommaso Brignone, Francesco Kevin Graffeo, Fabio Scandaliato e Marta Piccoli.
Restano in carcere Kevin Favara, Vito Salvatore Licari, Nicola Russo, Antonino Maltese, il presunto reggente Marco Buffa, già detenuto, Vincenzo Daniele Favara, Vincenzo Favara, Marcello Chirco, Nicoletta Puccio, Samuele Mario Porto, Enrico Giurintano e Vincenzo Piero Li Vigni.
Si ricorda che, fino a quando i soggetti non saranno giudicati con sentenza definitiva in terzo grado, per tutti gli indagati vige la presunzione di innocenza.