La Sicilia come snodo strategico del Mediterraneo e la pesca come settore da rilanciare attraverso politiche di sostegno, innovazione e regole condivise. È questo il messaggio emerso dal workshop "Sicilia snodo del Mediterraneo. La competitività della Pesca", svoltosi nella tarda mattinata di sabato 11 luglio al Cine Teatro Rivoli di Mazara del Vallo.
L'iniziativa, promossa da AgriPesca con il patrocinio del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, nell'ambito del Programma Nazionale Triennale della Pesca e dell'Acquacoltura, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo della pesca e delle imprese per un confronto sulle principali criticità che interessano il comparto.
Dopo i saluti istituzionali, il dibattito è entrato nel vivo affrontando temi centrali per il futuro della pesca mediterranea: il rapporto con le politiche dell'Unione Europea, il caro gasolio, il ricambio generazionale, la competitività delle imprese, gli strumenti di sostegno economico, le limitazioni imposte dagli areali di pesca e la concorrenza internazionale, con particolare riferimento al mercato del gambero rosso.
Ad aprire i lavori sono stati il direttore nazionale di AgriPesca, Toni Scilla (promotore e moderatore dell'incontro), insieme ai referenti dell'associazione Domenico Leone e Costantino Giacalone, che hanno illustrato le principali difficoltà del settore, sottolineando la necessità di costruire una rete di collaborazione a livello nazionale, regionale e internazionale capace di coniugare sostenibilità ambientale, sociale e sviluppo delle imprese.
"Mazara del Vallo, storica capitale della pesca italiana e tra i più importanti porti del Mediterraneo, è il luogo ideale per elaborare proposte concrete a sostegno di uno dei comparti strategici dell'economia siciliana", ha affermato Scilla, evidenziando come l'obiettivo sia individuare soluzioni condivise per rafforzare la competitività delle imprese, salvaguardando occupazione, tradizione e sviluppo delle comunità costiere. Nel corso dell'incontro è stato inoltre presentato un documento programmatico, letto da Costantino Giacalone, che individua le principali priorità per il rilancio del comparto.
Tra le richieste avanzate figura innanzitutto un piano di ammodernamento della flotta peschereccia italiana, caratterizzata da un'età media elevata e da costi di gestione sempre più gravosi. Secondo AgriPesca, senza investimenti su imbarcazioni moderne, sicure ed efficienti sarà difficile favorire il ricambio generazionale.
L'associazione chiede inoltre il riconoscimento della professione del pescatore come lavoro usurante, con adeguate tutele previdenziali, e interventi per affrontare la carenza di manodopera, anche attraverso una revisione delle procedure per il rilascio dei visti ai lavoratori extracomunitari, in particolare provenienti dall'Indonesia.
Un altro punto centrale riguarda la revisione dell'attuale sistema delle GSA (Geographical Sub Areas), ritenuto penalizzante per le imprese italiane. Secondo AgriPesca, le limitazioni imposte ai pescherecci nazionali non trovano corrispondenza nei controlli applicati alle flotte dei Paesi nordafricani, determinando condizioni di concorrenza non equilibrate.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla commercializzazione del gambero rosso di profondità. Gli operatori denunciano una concorrenza ritenuta sleale da parte dei Paesi del Nord Africa, favorita da costi di produzione molto più bassi, minori oneri fiscali e controlli meno rigorosi sulla tracciabilità del prodotto, con inevitabili ripercussioni sui prezzi di mercato.
Tra le criticità evidenziate anche l'aumento del costo del carburante, aggravato dagli effetti delle tensioni internazionali e dalle difficili condizioni meteo-marine degli ultimi mesi. Pur riconoscendo gli interventi della Regione Siciliana, che ha stanziato cinque milioni di euro per il comparto, AgriPesca ritiene le risorse ancora insufficienti rispetto alle esigenze delle imprese e chiede una più rapida attuazione dei fondi europei.
Nel documento vengono infine giudicati poco efficaci gli attuali strumenti nazionali di sostegno, come il credito d'imposta, spesso non utilizzabile dalle imprese maggiormente indebitate, e si propone una gestione più autonoma del fermo biologico da parte della Regione Siciliana, affinché possa essere adattato alle specificità delle marinerie dell'Isola.
Il workshop si è così concluso con l'impegno a proseguire il confronto tra istituzioni, imprese e territori, nella convinzione che il futuro della pesca siciliana dipenda dalla capacità di coniugare sostenibilità, competitività e tutela di un comparto che rappresenta uno dei pilastri dell'economia del mare.
Marco Pedol di EM Associates ha presentato uno studio sulla competitività e sostenibilità del settore pesca e acquacoltura, analizzando le principali variabili, endogene ed esogene, che incidono sulle difficoltà delle imprese.
Il dirigente generale del Dipartimento regionale della Pesca Mediterranea, Giovanni Cucchiara, ha illustrato le opportunità offerte dal FEAMPA, ribadendo la necessità di puntare su innovazione e competitività: "La Sicilia ha tutte le risorse per guidare la ripresa del settore della pesca nel Mediterraneo".
Sulla stessa linea anche la direttrice generale della Direzione per la Pesca e l'Acquacoltura, Graziella Romito, che ha evidenziato l'importanza dell'ascolto degli operatori del comparto e della definizione di una programmazione pluriennale, superando la logica degli interventi emergenziali per rendere nuovamente attrattiva la professione, soprattutto per i giovani. ( per vedere interviste al termine dell'incontro Clicca qui )
Tra gli interventi anche quello del presidente della III Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato, Maurizio Gasparri, che ha assicurato l'impegno delle istituzioni sui temi della pesca e dei rapporti con i Paesi extra UE. "Ci stiamo impegnando nei tavoli in cui si prendono le decisioni, a partire dall'Unione Europea, dove il ministro Lollobrigida ha difeso la pesca italiana nel segno dell'identità e della sovranità alimentare", ha dichiarato.
A concludere i lavori è stato il vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo, monsignor Angelo Giurdanella, che ha richiamato l'attenzione sull'importanza del fattore umano nelle attività economiche, invitando a tutelare il lavoro dei pescatori, la salvaguardia del mare e il dialogo tra tutte le parti coinvolte.
Francesco Mezzapelle