VI Festival Internazionale della Fotografia del Mediterraneo-“Marenostrum”

Dal 26 settembre al 17 ottobre al Collegio dei Gesuiti il festival curato dall'associazione “I Vicoli del Mediterraneo”

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
17 Settembre 2021 13:18
VI Festival Internazionale della Fotografia del Mediterraneo-“Marenostrum”

Dopo un anno di stop causato dalla pandemia, dal 26 settembre al 17 ottobre torna a Mazara del Vallo “Marenostrum”, il festival internazionale della fotografia del Mediterraneo curato dall'associazione “I Vicoli del Mediterraneo” e giunto alla sesta edizione.

Con deliberazione n.141 del 15 settembre la Giunta municipale ha deciso di sostenere l’iniziativa culturale con un contributo massimo di 6mila euro, concedendo inoltre l'uso del Collegio dei Gesuiti.

La manifestazione si avvale inoltre dei patrocini della Camera dei Deputati e della Regione Siciliana.

A seguire nota di presentazione del direttore artistico Roberto Rubino e materiale fotografico inerente Mare Nostrum. Sarà cura dell'organizzazione nei prossimi giorni rendere noto il programma definitivo di eventi.

Anche quest'anno sarà il Mediterraneo il tema, declinato nelle sue diverse sfaccettature, delle mostre e dei dibattiti che animeranno il festival. E' il “mare tra le terre” che accoglie e respinge, inganna e promette: attraversato per raggiungere improbabili terre promesse, ponte tra due mondi diversi, ancora una volta manifesta tutte le sue contraddizioni.” dichiara il direttore artistico Roberto Rubino.

Da culla di civiltà, crocevia di popoli che ha dato la natalità alle tre religioni monoteiste, dominato dai fenici, greci, romani, arabi, bizantini che lo assursero a teatro di incontri, commerci, scambi e culture oggi il Mediterraneo si è trasformato in cimitero di uomini, terreno di scontro di un'epocale conflitto di civiltà.

Con le sue infinite rotte e le sue direzioni lambisce due continenti agli antipodi per cultura, tradizioni, costumi: da un lato l'Europa moderna, opulenta e democratica, dall'altro l'Africa dilaniata da guerre e carestie, un fenomeno migratorio epocale, la scia lunga della primavera araba, l'instabilità politica dei paesi rivieraschi, le guerre civili in Siria e in Libia, il conflitto arabo palestinese, le mire della Turchia.

Al centro di tutto questo la Sicilia, con le due piccole comunità che negli ultimi decenni hanno portato tutto il peso di questo conflitto: Lampedusa e Mazara del Vallo, le due porte d'Europa sul Mediterraneo. Di Lampedusa sappiamo tutto, si è già detto e scritto molto in questi anni, mentre di Mazara e della guerra del pesce con i paesi rivieraschi (Tunisia e Libia) si parla sempre poco. Eppure è in questa città, col suo cuore arabo normanno e la flotta peschereccia che fu la più grande d'Italia, che da 40 anni convivono in armonia e rispetto due diverse etnie, quella locale e quella magrebina, a dimostrazione che il mare - e il lavoro - uniscono scavalcando pregiudizi, razzismo, scontri religiosi o di civiltà.

Ma nonostante questo la città combatte con i paesi dell'altra sponda una guerra del pesce che negli ultimi 50 anni si è tradotta in sequestri, inseguimenti e mitragliamenti in mare, cattura e carcerazione dei marinai. A questo si aggiungono una lunga scia di morti, feriti, danni economici incalcolabili.

Per questo Mazara, città in cui il mare raccoglie intorno a sé storie di fortune e di fallimenti, di ricchezza e di tragedie, dove le vicende umane e i personaggi meritano di essere raccontati, diventa

la sede più adatta ad accogliere un Festival che parla di Mediterraneo e che con le sue 300 e più opere fotografiche in esposizione si presta a questo tipo di narrazione.

Esporranno, fra gli altri, i loro progetti fotografici il norvegese Afshin Ismaeli, che ha documentato il più grande campo profughi d'Europa a Moria, Alessadro Grassani, fotoreporter italiano, che eporrà il suo celebre lavoro “Migranti ambientali, l'ultima illusione”. I suoi lavori sono stati esposti in festival e musei come il Museo de la Porte Dorèe a Parigi, Palazzo delle Nazione Unite, International Center for Climate Governance, Royal Geographical Society di Londra, e sarà ospite del festival.

Altro importantissimo ospite di livello assoluto il fotoreporter Alessio Romenzi. Le sue immagini appaiono sulle maggiori testate internazionali come Time Magazine, Newsweek, New York Times, International Herald Tribune, Los Angeles Times, Newsweek, Washington Post, La Repubblica, Il Corriere della Sera. Sarà a Mazara l'ultimo week end del festival e sarà esposto nella mostra il suo lavoro sull'Afghanistan di questi ultimi giorni.

Si tornerà a parlare di Afghanistan e di Libia in un dibattito che vedrà come protagonisti, oltre allo stesso Romenzi , la giornalista e reporter freelance Francesca Mannocchi, che ha realizzato negli ultimi anni numerosi reportage su Libia, Siria, Libano, Iraq, Egitto, Afghanistan e presenterà anche il suo ultimo libro.

Il tema dei diritti in mare verrà affrontato invece con il dott. Pietro Bartolo, medico di Lampedusa, e ora eurodeputato, insieme al sindaco di Palermo Leoluca Orlando, al vescovo di Mazara Monsignor Mogavero e all'on. Carmelo Miceli.

Numerosi sono gli eventi presenti all'interno del festival, per i quali si rimanda più dettagliatamente al programma: oltre alle mostre e alle conferenze vi saranno workshop con i fotografi ospiti del festival, presentazioni di libri, concerti, uscite fotografiche".

L'inaugurazione del Festival è prevista domenica 26 settembre alle 18,30 presso il Collegio dei Gesuiti.

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