Ultime della sera: “Vita Activa”

Applicarsi per vivere in modo cosciente e divenire cittadini consapevoli del pianeta Terra - la nostra casa comune.

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
06 Maggio 2021 18:30
Ultime della sera: “Vita Activa”

Oggi vorrei brevemente descrivere tre modalità di abitare il pianeta Terra, la nostra casa comune, nella nuova era della distanza fisica e della prossimità digitale. E lo vorrei fare riprendendo alcuni concetti di un’autrice molto dibattuta (nel bene o nel male): ci riferiamo ad Hannah Arendt; e in particolare al suo intenso e profondo saggio Vita Activa.

Già dal titolo s’intuisce il carattere assertivo dell’opera. Quasi un monito - previa constatazione delle contraddizioni e disuguaglianze del mondo - a cambiar modo di vivere. E l’unico modo di farlo è attivandosi, nel proprio piccolo, che però, come una goccia nel mare, può creare un’onda e l’onda, a sua volta, generare altre onde più grandi: la globalizzazione delle buone azioni è un concetto che dobbiamo imparare a maneggiare.

In questo Ventennio Sospeso abbiamo capito come la globalizzazione razionale e fredda possa certamente ammannire alcuni benefici di massa, ma che abbia inoltre generato un’ondata (appunto) di disuguaglianze mai vista prima - come accusò l’allora direttore del Fondo Monetario Internazionale Dominik Strauss-Kahn in un sottovalutato discorso davanti ai più importanti banchieri e magnati del mondo; uno dei momenti chiave, successivi alla crisi economico/finanziaria del 2008, che hanno segnato (quantunque, forse, sotto traccia) questo Ventennio Sospe-so…

Non sarà inutile riportarne uno stralcio:

“…Le incredibili colpe della società economica in cui viviamo sono la sua incapacità di arrivare alla pie-na occupazione e la sua arbitraria e iniqua distribuzione della ricchezza e dei redditi”…

Non tutti saranno completamente d’accordo con questa dichiarazione. Ma quel che abbiamo imparato nel corso del tempo è che la disoccupazione e la diseguaglianza possono minare i successi dell’econo-mia di mercato, e seminare instabilità…”.

Occorre dunque lavorare per una globalizzazione equa e sostenibile, virtuosa e giusta, mondiale e locale: in una parola, umana.

di Alessandro Isidoro RE

La rubrica “Le ultime della sera” è a cura della Redazione Amici di Penna.

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