Ultime della sera: “Padre Nostro”

Una preghiera per il nostro Patruzzo.

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
19 Giugno 2021 18:30
Ultime della sera: “Padre Nostro”

Quante volte durante il nostro cammino di fede ci siamo trovati in momenti di dubbio e siamo stati pervasi dalla paura?

Quante volte il progetto di nostro Signore ci è apparso oscuro e misterioso tanto da ricorrere alla preghiera come strumento di protezione?

Per chi, come me, crede che il Signore non ci lascia mai soli, e che con la Sua infinita pazienza ci aspetta sempre, fino a quando non riusciamo a cogliere le meraviglie della Sua volontà.

Snocciolare le parole del Padre Nostro non è semplicemente recitare una preghiera, ma vivere intensamente quello che Gesù stesso ci ha insegnato nell’orto degli ulivi duemila anni fa.

Pater noster

qui es in caelis,

santificetur nomen tuum,

adveniat regnum tuum,

fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra.

Panem nostrum quotidianum da nobis hodie,

et dimitte nobis debita nostra,

sicut et nos dimittimus debitoribus nostris,

et ne nos inducas in tentationem,

sed libera nos a malo.

Questa sera voglio chiedere, a chi vorrà, di recitare questa preghiera per il nostro “Patruzzo” don Antonino Bellissima che durante la sua splendida vita ha sempre dato testimonianza di essere un vero uomo e un vero pastore, e che da settant’anni anni si è dedicato con umiltà, coraggio e sopratutto con la forza della fede alla testimonianza del Vangelo.

E continua ancora a farlo, anche nella sofferenza di questi giorni, come ha fatto San Giovanni Paolo II fino a quando il Signore non lo ha chiamato nella sua Luce.

Per noi scout che abbiamo cercato di fare nostre le parole del nostro fondatore Baden Powell:

Guida tu stesso la tua canoa, non contare sullaiuto degli altri. Tu parti dal ruscello della fanciullezza per un viaggio avventuroso; di là passi nel fiume dell'adolescenza; poi sbocchi nell'oceano della virilità per arrivare al porto che vuoi raggiungere. Incontrerai sulla tua rotta difficoltà e pericoli, banchi e tempeste. Ma senza avventura, la vita sarebbe terribilmente monotona. Se saprai manovrare con cura, navigando con lealtà e gioiosa persistenza, non c'è ragione perché il tuo viaggio non debba essere un completo successo; poco importa quanto piccolo fosse il ruscello dal quale un giorno partisti”, e lo abbiamo fatto grazie sopratutto al nostro Patruzzo che è stato il faro che ha sempre illuminato il nostro viaggio nella vita, è un momento particolarmente difficile, perché tutti vorremmo stargli vicino e tenerlo per mano, immergendoci nella profondità dei suoi occhi e godere del suo eterno sorriso, ma non c’è consentito farlo, e per tutti noi lo sta facendo la nostra Maria che lavorando in Ospedale gli è consentito di vederlo, di accarezzarlo, di tenergli la mano, di cantare i nostri canti della tradizione scout e sopratutto di trasmettergli tutto il nostro affetto.

Grazie Patruzzo.

di Francesco SCIACCHITANO

La rubrica “Le ultime della sera” è a cura della Redazione Amici di Penna.

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