Ultime della sera: “Le canzoni della Resistenza”

Oltre il fuoco comincia l’amore, il significato del 25 Aprile nelle canzoni della Resistenza

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
29 Aprile 2021 18:30
Ultime della sera: “Le canzoni della Resistenza”

Da pochi giorni è passato il 25 aprile. Finalmente ci siamo potuti ritrovare nelle piazze italiane a festeggiare un anniversario significativo della storia italiana.

Il 25 aprile si ricordano soprattutto i partigiani martiri della Resistenza: giovani che osarono sognare un futuro migliore del presente di oppressione che stavano vivendo.

Per le strade sventolano bandiere rosse di diverse appartenenze politiche, si gridano slogan al megafono ma soprattutto si canta.

Quali sono i canti della resistenza che ricordiamo ancora oggi?

Il primo, quello che è divenuto un simbolo della lotta persino nella guerriglia del popolo curdo e cantato anche nelle manifestazioni di operai e studenti del Sessantotto, è “Bella Ciao”.

Una mattina mi sono svegliato, o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao.

Una mattina mi son svegliato e ho trovato l’invasor..

Intorno a questa canzone si narrano diverse storie che sono state raccontate nel libro “Bella Ciao. La canzone della libertà.” di Carlo Pestelli. La questione fondamentale è se il canto fosse realmente diffuso tra i giovani che hanno combattuto la lotta partigiana (confuso con una canzone delle mondine padane che ha lo stesso titolo) o se fosse in realtà stato diffuso nell’immediato dopoguerra.

L’altra canzone che si sente spesso è, ovviamente, Fischia il vento, i cui versi vengono cantati sulla melodia della canzone russa Katijuša. Questa canzone è infatti l’inno ufficiale delle Brigate Garibaldi e l’unica che probabilmente fu veramente cantata dai nostri partigiani.

Fischia il vento, infuria la bufera

scarpe rotte, eppur bisogna andar

a conquistare la rossa primavera

dove sorge il sol dell’avvertir

Ci sono tantissime canzoni dedicate ai partigiani da parte di molti cantanti e cantautori come Francesco Guccini, gli Ustmamò, la Banda Osiris. Ma anche Gaber e Milva, (scomparsa proprio in questi giorni), cantarono versi che parlano della Resistenza.

Ma quella che più amo e mi piace cantare nei cortei è Oltre il ponte. Scritta da Italo Calvino e musicata da Sergio Liberovici.

Nel 2005 i Modena City Ramblers la riproposero insieme a Moni Ovadia, musicandola con melodie di violini irlandesi e rendendola di fatto immortale.

O ragazza dalle guance di pesca

O ragazza dalle guance d'aurora

Io spero che a narrarti riesca

La mia vita all'età che tu hai ora

Coprifuoco, la truppa tedesca

La città dominava, siam pronti

Chi non vuole chinare la testa

Con noi prenda la strada dei monti

Silenziosa sugli aghi di pino

Su spinosi ricci di castagna

Una squadra nel buio mattino

Discendeva l'oscura montagna

La speranza era nostra compagna

Assaltar caposaldi nemici

Conquistandoci l'armi in battaglia

Scalzi e laceri eppure felici

Avevamo vent'anni e oltre il ponte

Oltre il ponte ch'è in mano nemica

Vedevamo l'altra riva, la vita

Tutto il bene del mondo oltre il ponte

Tutto il male avevamo di fronte

Tutto il bene avevamo nel cuore

A vent'anni la vita è oltre il ponte

Oltre il fuoco comincia l'amore

Non è detto che fossimo santi

L'eroismo non è sovrumano

Corri, abbassati, dai, balza avanti

Ogni passo che fai non è vano

Vedevamo a portata di mano

Dietro il tronco, il cespuglio, il canneto

L'avvenire di un mondo più umano

E più giusto, più libero e lieto

Oramai tutti han famiglia, hanno figli

Che non sanno la storia di ieri

Io son solo e passeggio tra i tigli

Con te cara che allora non c'eri

E vorrei che quei nostri pensieri

Quelle nostre speranze di allora

Rivivessero in quel che tu speri

O ragazza color dell'aurora

Avevamo vent'anni e oltre il ponte

Oltre il ponte ch'è in mano nemica

Vedevamo l'altra riva, la vita

Tutto il bene del mondo oltre il ponte

Tutto il male avevamo di fronte

Tutto il bene avevamo nel cuore

A vent'anni la vita è oltre il ponte

Oltre il fuoco comincia l'amore

Avevamo vent'anni e oltre il ponte

Oltre il ponte ch'è in mano nemica

Vedevamo l'altra riva, la vita

Tutto il bene del mondo oltre il ponte

Tutto il male avevamo di fronte

Tutto il bene avevamo nel cuore

A vent'anni la vita è oltre il ponte

Oltre il fuoco comincia l’amore

Un anziano partigiano racconta a sua figlia che cosa è stata la Resistenza. In queste parole Italo Calvino, riesce a cogliere il vero significato della celebrazione del 25 aprile: ricordare la storia e il sacrificio dei nostri partigiani per non dimenticare mai il loro sogno autentico di un mondo più giusto!

di Saveria ALBANESE

La rubrica “Le ultime della sera” è a cura della Redazione Amici di Penna.

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