Ultime della sera: “La Chiesa di San Vito in Urbe”

Un monumento della fede e del folklore mazaresi in attesa di restyling

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
27 Ottobre 2021 19:00
Ultime della sera: “La Chiesa di San Vito in Urbe”

La peculiare ubicazione di casa mia, mi ha fin da subito ispirato una compiaciuta constatazione, trovandosi esattamente a metà strada fra la chiesa e il museo indissolubilmente legati al nome di due indiscussi protagonisti dell'identità di Mazara del Vallo e che considero i numi tutelari della città, San Vito martire e il Satiro danzante. Entrambi giovinetti consacrati in maniera opposta e complementare alla compartecipazione col Divino: ascesi e martirio, ebbrezza e eros.

Il focus della mia riflessione tuttavia è rivolto a un argomento più prosaico e contingente rispetto al misticismo greco-antico o cristiano, cioè alle attuali condizioni della Chiesa di San Vito in Urbe che, secondo la leggenda, insiste proprio sul luogo in cui sorgeva la casa natale. I documenti testimoniano che sia stata edificata nel 1558 su iniziativa di alcuni notabili locali. Vi si accede attraverso una breve scalinata. La facciata, in cui spicca la statua di Vito con l'immancabile coppia di cani, è suddivisa in due ordini; a sinistra si posa il sobrio campanile.

All'interno si possono ammirare i simulacri del santo, del precettore Modesto e della nutrice Crescenza. Nel retro dell'altare una porticina conduce a un antico pozzo. È una chiesa non molto appariscente, non possiede la spettacolare magnificenza della Cattedrale, né la solenne maestosità di San Michele, tanto meno la stupefacente fantasmagoria di San Francesco, ma risulta elegante e suggestiva nella sua aggraziata semplicità.

Da qualche anno purtroppo è mestamente chiusa al pubblico in paziente attesa di un restauro. Nel frattempo, i danni si sono accentuati, come mostrano i cocci di intonaco caduti, le crepe evidentissime e il rigoglioso disordine delle erbacce. Per soprammercato, nemmeno la piazzetta se la passa tanto meglio, deturpata da ruderi dimenticati e dall'incuria di parecchi cittadini distratti che non hanno ancora imparato a posteggiare le auto e a conferire i rifiuti correttamente.

Non ho la presunzione di proporre inutili suggerimenti non richiesti poiché ignoro gli eventuali impedimenti e difficoltà che ostacolano l'avvio dei lavori, nella speranza che la soluzione non tardi ad arrivare in tempi ragionevoli. Sarebbe paradossale ritrovarsi in un futuro più o meno prossimo ridotti a confidare in un intervento miracoloso del nostro patrono laddove basterebbero ampiamente le capacità e l'impegno umani.

di Francesca RUSSO

La rubrica “Le ultime della sera” è a cura della Redazione Amici di Penna.

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