Strage di via D’Amelio, Salvatore Borsellino crea la “Scorta della Memoria”

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
10 Gennaio 2021 02:30
Strage di via D’Amelio, Salvatore Borsellino crea la “Scorta della Memoria”

«Via D’Amelio è sacra, quel luogo, quell’albero non possono restare incustoditi». Inizia così lo sfogo, avvenuto sui social, di Salvatore Borsellino – fratello del giudice Paolo Borsellino –. Tristezza, rabbia ma anche disgusto. Sono questi i sentimenti che Salvatore Borsellino prova da due giorni, dopo aver scoperto che Matteo Salvini, recatosi a Palermo per l’udienza preliminare del procedimento penale che lo vede coinvolto, si è presentato in Via D’Amelio – luogo della strage dove morì Paolo Borsellino e, insieme a lui, Emanuela Loi, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Agostino Catalano e Claudio  Traina – e, facendosi riprendere da decine di videocamere, ha deposto un mazzo di fiori sul luogo dell’eccidio.

L’ex ministro, inoltre, era munito di mascherina raffigurante il volto e una citazione del giudice Borsellino. « Se Rita fosse ancora viva – ha scritto Salvatore Borsellino sul proprio profilo Facebook – sarebbe scesa giù a cacciarlo via a calci, come cacciò Berlusconi quando, da Presidente del Consiglio, tentò di fasi ricevere suonando il campanello di casa sua, ma Rita oggi non c’è più e quell’albero non può restare incustodito». Un albero piantato nella buca che era stata scavata dall’esplosione e voluto dalla madre del giudice Borsellino con lo scopo di accogliere persone e soprattutto giovani che, ogni giorno, percorrono la Via D’Amelio per onorare la memoria di Paolo Borsellino e dei ragazzi della scorta.

Le immagini che ritraevano Matteo Salvini sotto quell’albero sono subito diventate virali e molti le hanno ritenute irrispettose per le vittime di quella strage e per chi, ogni giorno, ne onora la memoria. Dello stesso pensiero anche Salvatore Borsellino, convinto che questi comportamenti, da parte di qualunque personalità politica, non si possono e non si devono ripetere. Ed è con questo scopo che Borsellino ha proposto un’iniziativa dal nome Una scorta per la Memoria. Un progetto che vedrebbe migliaia di volontari  custodire l’albero di Via D’Amelio dalle 8 del mattino alle 8 di sera, a turno, nei mesi delle stragi – dal primo maggio al 30 luglio –.

«Un giorno della nostra vita – ha affermato il fratello del giudice – per chi ha sacrificato la sua vita per noi». Chi si iscriverà per fare il suo turno di scorta, poi, sarà ospitato per la notte presso la Casa di Paolo, avrà una pettorina rossa con la scritta Scorta per la Memoria e farà da guardia all’albera con una sola arma, un’agenda rossa. «Come in passato – ha comunicato il Movimento delle Agende Rosse –  e così in futuro, ogni bieco tentativo di ridurre la figura del giudice Borsellino ad un simbolo da sbandierare a proprio uso e consumo ci vedrà instancabilmente impegnati a ricordare la trasversalità e l’universalità del suo impegno, e a ribadire come il suo esempio possa essere “fatto proprio” da ciascuno solo nell’intimo della propria coscienza, e nella concreta manifestazione dei gesti che si compiono».

    Chiara Conticello

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