"Gli scriventi, nell’interesse dei propri assistiti, parti offese nella vicenda relativa ai ritardi accumulati nella comunicazione degli esiti istologici da parte dell’Azienda Sanitaria di Trapani, ritengono doveroso rendere pubblico quanto segue. La vicenda, per la gravità dei fatti emersi e per l’ampia attenzione che ha suscitato anche a livello mediatico, richiederebbe da parte delle istituzioni coinvolte, e di quelle politiche tutte, un comportamento connotato da serietà , tempestività, trasparenza e senso di responsabilità.
Di contro, nonostante ripetuti inviti rivolti all’Azienda Sanitaria di Trapani, finalizzati ad avviareun’interlocuzione sui ristori alle famiglie colpite dal noto caso di malasanità, a oggi non è pervenutoalcun riscontro. Ciò, a quasi due anni dalla prima denuncia. Ad aggravare simile condotta, si aggiungano l’assenza di formali e sentite scuse rivolte ai cittadini chehanno subito le conseguenze dei ritardi e la mancanza di una rassicurazione pubblica alla collettività circa l’adozione di misure idonee a impedire che un fenomeno di analoga gravità possa ripetersi infuturo.
La tutela della salute dei cittadini è questione di primaria rilevanza pubblica e istituzionale. Proprio per questo, l’atteggiamento sin qui tenuto dall’Azienda Sanitaria di Trapani appare, allo stato, privo di quella doverosa assunzione di responsabilità che la serietà della vicenda avrebbe invece richiesto. I sottoscritti avvocati continueranno a tutelare nelle sedi competenti i diritti e gli interessi delle persone assistite, auspicando che non solo l’Azienda Sanitaria, ma anche le istituzioni politiche territoriali vogliano finalmente avviare un canale comunicativo serio e concreto sulle iniziative intraprese atte a garantire la piena sicurezza dei percorsi diagnostici, e sui ristori alle persone - cittadini, pazienti – rimastidanneggiati dai fatti tristemente noti".
Gli Avv. Vita Maria Ippolito, Avv. Riccardo Marceca, Avv. Vito Livadia, Avv. Salvatore Accardo, Avv. Niccolò Gross