Pesca, armatori mazaresi: “Torneremo a pescare gambero rosso nelle acque internazionali davanti la Libia”. Richiesta la Vigilanza Pesca

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
23 Marzo 2021 08:33
Pesca, armatori mazaresi: “Torneremo a pescare gambero rosso nelle acque internazionali davanti la Libia”. Richiesta la Vigilanza Pesca

I pescatori di Mazara del Vallo vogliono tornare a pescare nelle acque internazionali davanti la Libia e chiedono la cosiddetta “Vi.Pe” (vigilanza pesca) al Governo italiano. A circa tre mesi dal rilascio di 18 pescatori e dei due pescherecci mazaresi “Medinea” e “Antartide”, sequestrati a settembre dagli uomini di Khalifa Haftar a 35 miglia da Bengasi, gli armatori di oltre 50 pescherecci di Mazara del Vallo hanno comunicato in una lettera inviata all’Assessorato regionale all’Agricoltura e Pesca, e per conoscenza ai Ministeri degli Esteri, della Difesa e dell’Agricoltura e Pesca, e alla locale Capitaneria di Porto) l’intenzione di riprendere, nella prima decade di aprile, la campagna di pesca al gambero rosso nelle acque internazionali all’interno nella Zona Economica Esclusiva libica (dichiarata unilateralmente nel 2005 e che si estende per 62 miglia in acque internazionali) sollecitando l’assessore regionale Toni Scilla (che più volte si è espresso a favore delle richieste degli armatori) a richiedere il ripristino nella zona delle attività di vigilanza pesca da parte della Marina Militare.

Nella lettera gli armatori mazaresi indicano anche alcune coordinate geografiche attraverso le quali si evince la volontà di tornare a pescare tra 14 e 30 miglia da Derna (Cirenaica), tra 30 e 50 miglia da Bengasi, e di arrivare fino a 25 miglia da Homs (Tripolitania) e 30 da Misurata. Ecco il testo della lettera degli armatori e comandanti di 50 pescherecci mazaresi: “Oggetto: Richiesta Vi.Pe  (Vigilanza Pesca) a nord della libia. Gli armatori e i comandanti  siciliani  della pesca d’ altura del gambero rosso, VISTO l’ ultimo avvenimento di sequestro dei motopesca Antartide e Medinea a nord di Bengasi e precisamente a 35 miglia dalla costa; VISTE le restrizioni imposte dai regolamenti comunitari; VISTA la storicità dei pescatori siciliani che  da più di 40 anni operano in queste zone e che non intendono assolutamente abbandonare per almeno 7 mesi all’ anno ( periodo della campagna di pesca del Gambero Rosso – 1° marzo  al  30 settembre); RITENUTO che la pesca d’ altura proprio perché effettuata in alto mare a profondità da 500 a 600 metri salvaguarda le zone costiere del territorio italiano; CONSIDERATO che in questo periodo di pandemia la pesca d’ altura  ha avuto grosse perdite economiche; RITENUTO necessario andare a riprendere al più presto possibile la campagna di pesca del gambero rosso, vitale per le nostre aziende; COMUNICANO Che i pescherecci sotto elencati a partire dalla prima decade di aprile 2021 lasceranno i porti siciliani per iniziare la campagna di pesca del gambero rosso nelle zone elencate:

  • NNE Homs: Lat 33° 00’ 50’’N long:  014° 25’ 00’’ E  fino a NE Misurata  Lat: 32° 47’ 00’’N  Long: 015° 30’ 00’’ E
  • Zona Bengasi: Lat: 32° 50’ 20’’N : 020° 07’ 00 E fino a Lat.: 32° 45’ 00’’N Lomg.:019° 45’00’’E
  • Zona NE Derna: Lat.: 33° 05’ 00’’N Long.: 023° 05’ 00’’E fino a Lat.

    32° 47’ 00’’ N 023° 16’ 00’’E

CHIEDONO Che venga ripristinata la Vigilanza Pesca in queste zone al più presto per evitare eventuali sequestri di imbarcazioni da parte delle autorità libiche”. Rispetto all'intenzione annunciata dagli armatori attraverso l’agenzia Adnkronos si apprende che fonti del Governo interpellate in merito alla questione avrebbero ancora una volta sconsigliato la pesca in quei suddetti areali per il rischio di nuovi sequestri e di lunghe detenzioni degli equipaggi in Libia.

Eppure durante il recente sequestro e immediatamente dopo la liberazione dei pescatori e natanti da diversi esponenti della politica nazionale, oggi facenti parte anche della “grosse koalition” del nuovo governo di Mario Draghi, avevano promesso il loro impegno affinchè ai pescatori siciliani venisse garantito il diritto di lavorare in quelle acque internazionali. Domenica 21 marzo, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, con il vertice ENI, si è recato in visita proprio a Tripoli ove ha incontrato il suo omologo, il ministro degli Esteri Najla Al Mangoush e le massime autorità Libiche: il presidente Mohammed Menfi e due deputati: Abdullah Al-Lafi e Mossa Al-Konied , ed infine il primo ministro  Abdul-Hamid Dbeibah.

L’ENI ha confermato il suo impegno in Libia nelle attività già in essere. Le due parti hanno ripreso la discussione sull’impegno italiano nella realizzazione della famosa strada “costiera” già promessa nella precedente visita in Libia in occasione del sequestro dei pescherecci Siciliani e della lunga detenzione dei marittimi di Mazara del Vallo. Non è noto però se nel corso della stessa visita sia stato anche affrontato il problema della pesca nelle acque internazionali davanti la Libia ove i pescatori mazaresi hanno l’intenzione di ritornare ad esercitare la propria attività liberamente (in foto di copertina alcuni pescherecci nel porto di Mazara del Vallo).

Francesco Mezzapelle    

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