Ospedale “Ajello” di Mazara, inviata una lettera al Ministro Lorenzin

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
14 Febbraio 2017 09:22
Ospedale “Ajello” di Mazara, inviata una lettera al Ministro Lorenzin

Abbiamo ricevuto una lettera che i consiglieri comunali Giorgio Randazzo, Francesco Foggia, Giovanni Iacono Fullone, Giacomo Cangemi e Giuseppe Di Gregorio e la rappresentante del Comitato civico "Sosteniamo l'Abele Ajello", Marilinda Ingrande, hanno inviato al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ed al Sottosegretario alla Salute, Davide Faraone.

Nella lettera si chiede inoltre un incontro per discutere in merito al nuovo, a seguito lavori di ristrutturazione, ospedale “Abele Ajello” di Mazara del Vallo. Ecco il testo della lettera:

"Lo scorso mese di Settembre é stato finalmente riconsegnato alla città di Mazara del Vallo l’ospedale Abele Ajello, interessato sin dal 2012, da un innovativo ed imponente intervento di ristrutturazione reso possibile grazie al finanziamento di circa 33 milioni di euro a valere sui fondi europei del PO FSR.La nuova struttura è un’opera moderna ed all’avanguardia, dotata dei più avanzati confort e frutto delle più innovative soluzioni architettoniche, ambientali ed energetiche; il suo fiore all’occhiello è certamente costituito dal complesso della radioterapia nel quale é stato già installato uno dei più moderni acceleratori lineari, giá pronto ad essere messo in funzione.La sua istituzione all’Abele Ajello fu il frutto di una ponderata valutazione dei bisogni sanitari e soprattutto del fatto che Mazara risulta equidistante rispetto a Palermo, centro di strutture di radioterapiche pubbliche e private, e di Agrigento, ulteriore punto di offerta della rete pubblica delle radioterapie voluta dal precedente governo regionale.Fuori da ogni logica, è stato pero’ previsto nell’atto aziendale dell’Asp della provincia di Trapani, approvato con decreto dell’assessore regionale alla Salute, che la radioterapia dell’Abele Ajello sia solo una struttura semplice dipartimentale mentre quella complessa è stata prevista al Sant’Antonio di Erice dove la radioterapia esiste soltanto sulla carta non essendo ad oggi iniziato non l’esecuzione delle opere strutturali (bunker) ma nemmeno l'iter burocratico necessario per la loro realizzazione e per l’acquisto dei macchinari.Sul punto si evidenzia che detta opera difficilmente potrà vedere la luce perché la radioterapia del Sant’Antonio é stata prevista molto tempo prima dell’emanazione D.M.

70/2015 il quale, com’è noto, prevede per detta specialità un bacino di utenza minimo di almeno 600 abitanti: esattamente quelli che può soddisfare la struttura radioterapica di Mazara già pronta per l’utilizzo.Pertanto, appare davvero impensabile che possa darsi corso alla realizzazione della radioterapia al Sant'Antonio di Erice perché ciò avverrebbe in spregio ai criteri previsti dal richiamato decreto e soprattutto con spreco di denaro pubblico; e su questo, intanto, si vuole richiamare la vostra attenzione per le opportune valutazioni ed iniziative del caso.La decisione, davvero ingiustificabile alla luce di quanto si è detto, di prevedere la struttura complessa per la radioterapia dell’ospedale del Sant’Antonio di Trapani e di negarla invece a quella dell’Abele Ajello, ha provocato la legittima e sentita reazione dei cittadini di Mazara nonchè di quelli di Campobello di Mazara e di Castelvetrano che in 13 mila hanno sottoscritto la petizione popolare, che si allega in copia, promossa dallo scrivente comitato, condivisa e sostenuta da molti consiglieri del comune di Mazara oltre che da varie associazioni e forze sindacali.Reazione che si è trasformata in una vera e propria protesta sfociata nella manifestazione popolare del 31 gennaio scorso che ha visto migliaia di cittadini scendere in piazza, nonostante la pioggia, per fare sentire la loro voce contro l’assurda decisione, frattanto intervenuta, dell’assessore regionale alla salute che ha previsto, secondo quanto pubblicato dalla stampa, la classificazione di ospedale di base per l’Abele Ajello di Mazara.Tale decisione è contestabile sotto diversi profili ma lo diventa ancora di più ove si consideri che si è scriteriatamente prevista l’attribuzione della classificazione di ospedale di primo livello al nosocomio di Marsala distante appena 33 Km dal Sant’Antonio di Erice, ospedale di riferimento provinciale e pertanto naturalmente e giustamente nosocomio di primo livello secondo i dettami del citato DM 70.Come è stato autorevolmente detto, la rete ospedaliera disegnata dall’assessore regionale sembra prescindere del tutto dall’analisi del fabbisogno di salute e della relativa domanda e le classificazioni di primo livello e di ospedale di base appaiono essere mere “attribuzioni” sganciate da pertinenti valutazioni sanitarie.Com’è pensabile prevedere che le specialità inerenti la classificazione di primo livello, a cominciare dai DEA, siano concentrate in due ospedali distanti così pochi chilometri, lasciando invece scoperta dalle relative risposte specialistiche tutta l’ampia area, rectius, il bacino di utenza che abbraccia Mazara del Vallo, Campobello di Mazara, Castelvetrano e i comuni della Valle del Belice?A questi rilievi sia il direttore generale dell’Asp che l’Assessore hanno risposto che per Mazara oltre a quelle previste per l’ospedale di base si aggiungeranno tante altre specialità; ci chiediamo e vi chiediamo: a cosa servono allora le previsioni del DM 70 se possono essere così facilmente aggirate? Fatta la legge, trovato l’inganno? O piuttosto si tratta di promesse per rassicurare i cittadini elettori?In ogni caso noi chiediamo per Mazara la formale classificazione di ospedale di primo livello.Non si tratta di una rivendicazione campanilistica ma è la razionale conseguenza del perseguimento del condivisibile obiettivo “ di rendere più specifica la missione assistenziale affidata agli ospedali in modo da consentire a tutte le componenti di svolgere il proprio specifico e definito ruolo di “presa in carico”, garantendo i richiesti livelli di qualità degli interventi e rapportandosi con maggior specificità ai contesti sociali in cui sono radicati“.Orbene, come risulta dalle allegate tabelle che evidenziano le distanze tra gli ospedali di Mazara, Marsala e Trapani e le conseguenti aree geografiche di riferimento su cui insistono le relative popolazioni, appare evidente che rispetto a quello di Marsala, l’Abele Ajello risulta più vicino ai comuni di Petrosino, alla stessa popolosa contrada Strasatti del comune di Marsala, Campobello di Mazara, Castelvetrano, Salemi, e ai comuni della Valle del Belice, com’e noto, area a forte rischio sismico, Santa Ninfa Partanna, Poggioreale, Salaparuta, Gibellina che costituiscono un bacino di utenza di poco meno di 150 mila abitanti, pienamente coerente con i criteri del citato criterio ministeriale.

Inoltre, l’ospedale è ubicato praticamente all’imbocco dello svincolo autostradale dell’A 29 Mazara Palermo; dista poche centinaia di metri dalla stazione ferroviaria e dalla pista dell’elisoccorso; per la sua collocazione è stato il presidio di riferimento per tutte le emergenze a partire dal terremoto del Belice; è in un'area "grandi rischi" per la presenza del terminale del gasdotto; nell'area vi è una alta componente di popolazione immigrata, con una natalità elevata che consiglia un centro attrezzato di ginecologia e neonatologia; è l’unico presidio della provincia in regola con le norme antisismiche; è l’unico presidio che rispetta la sostenibilità energetica-ambientaleSpendere 35 milioni di euro di pubblico denaro per farne un presidio di base sarebbe uno sperpero ingiustificabile.

Consapevoli di rappresentare la stragrande maggioranza della comunità di Mazara chiediamo alle massime istituzioni sanitarie del Paese, cui competono funzioni di indirizzo e di controllo ( la Sicilia è ancora regione sottoposto a piano di rientro), una interlocuzione diretta sulla tematica che è stata sinteticamente esposta, affinchè siano fatte scelte responsabili e razionali e soprattutto finalizzate esclusivamente al soddisfacimento dei bisogni di salute secondo canoni di efficacia e di efficienza e di rispetto dell’erario.

Siamo certi di potere contare sulla vostra disponibilità e alta sensibilità istituzionale e, pertanto, rimaniamo in attesa di un positivo riscontro".

(in foto il corteo del 31 gennaio scorso)

Francesco Mezzapelle

14-02-2017 10,00

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