Doppia tragedia questa mattina a San Vito Lo Capo dove un operaio di 45 anni e, secondo le prime informazioni, un operatore del 118 di 64 anni, intervenuto per soccorrerlo sono morti.
L’operaio, impegnato in alcune attività all’interno del depuratore comunale, nei pressi della tonnara del Secco, in contrada Sauci, sarebbe caduto in una vasca di trattamento, rimanendo vittima delle esalazioni. I soccorritori sono intervenuti per recuperarlo e praticare le manovre di rianimazione.
Proprio durante le operazioni di soccorso si sarebbe consumata la seconda tragedia: uno degli operatori del 118 sarebbe rimasto coinvolto a sua volta mentre praticava il massaggio cardiaco all’operaio, perdendo la vita.
La dinamica dell’accaduto è ancora in fase di accertamento. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Alcamo e i funzionari dello Spresal di Trapani. Sono in corso le operazioni di recupero e gli accertamenti per ricostruire quanto accaduto all’interno del depuratore.
«Una tragedia che ci lascia sconvolti e attoniti. La SEUS è a lutto e si stringe attorno ai familiari ed a tutti i cari del nostro operatore Francesco Bulgarella morto a San Vito Lo Capo durante un soccorso. Un esempio di dedizione professionale fino alle estreme conseguenze, all'insegna dell'ineguagliabile e meritorio spirito di sacrificio che ogni giorno contraddistingue tutti gli addetti dell'emergenza-urgenza 118 in Sicilia». Lo afferma Riccardo Castro, presidente della SEUS, aggiungendo: «In questo momento così drammatico siamo per l'ennesima volta orgogliosi delle grandi doti umane e professionali dei nostri “angeli del soccorso”.
Un grande abbraccio anche ai cari dell'operaio deceduto». Interviene pure Fabio Genco, direttore della centrale operativa di Palermo-Trapani del 118: «Un lutto che colpisce al cuore la grande famiglia del 118 siciliano. Da tutti noi un commosso abbraccio di cordoglio a tutti i cari del soccorritore della SEUS e dell'operaio».
Dolore per la tragedia, vicinanza alla comunità e alle famiglie delle vittime, oltre alla disponibilità immediata del servizio di Psicologia. È con questo spirito e con queste azioni che l’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani interviene dopo l’incidente sul lavoro a San Vito lo Capo, nel quale hanno perso la vita un operaio e un soccorritore del 118, deceduto durante le operazioni di salvataggio. La Direzione Strategica dell’Asp intende rivolgere "un ringraziamento sincero a tutti gli operatori del 118.
Il loro è un lavoro di quotidiana dedizione, coraggio e altissima professionalità: donne e uomini che, con prontezza e senso del dovere, affrontano contesti di reale pericolo con l’unico scopo di salvare vite umane. A ciascuno di loro va il pieno sostegno e la profonda gratitudine dell’Azienda. L'Asp si stringe ai familiari delle vittime e all'intera comunità di San Vito lo Capo. Per garantire un aiuto concreto, il commissario straordinario Sabrina Pulvirenti ha disposto l'attivazione del servizio di Assistenza Psicologica: i professionisti dell’Azienda saranno subito a disposizione dei parenti delle vittime non appena ne faranno richiesta".
.“Esprimo a nome di tutta la UIL FP di Trapani il più profondo cordoglio alle famiglie dell’operaio e del soccorritore del 118 che oggi hanno perso la vita nell’impianto di depurazione di San Vito Lo Capo. Quanto accaduto è una tragedia immane che lascia attoniti, ma che al tempo stesso suscita profonda indignazione: non è tollerabile morire di lavoro, né si può accettare che chi interviene con altruismo e coraggio per salvare una vita umana si trovi esposto al medesimo fatale destino per mancanza o inadeguatezza dei sistemi di sicurezza e di rilevazione del rischio chimico e tossico”.
Con queste parole Giorgio Macaddino, segretario generale della UIL FP Trapani, interviene a commento del tragico incidente avvenuto stamattina all'impianto di depurazione comunale di San Vito Lo Capo, nel quale un operaio al lavoro nell'impianto ed un soccorritore del 118 giunto sul posto per rianimarlo sono deceduti in seguito all'inalazione di esalazioni tossiche. “Siamo di fronte all'ennesimo sacrificio umano inaccettabile - prosegue Giorgio Macaddino. – I due lavoratori hanno pagato con la vita lacune che richiedono un accertamento immediato da parte delle autorità competenti.
È indispensabile chiarire se fossero garantiti e impiegati tutti i dispositivi di protezione individuale, i rilevatori portatili di gas, i sistemi di ventilazione e i rigorosi protocolli previsti per gli interventi negli spazi confinati”. “Non possiamo e non vogliamo fermarci al dolore del momento, - conclude Macaddino. Vogliamo ribadire ancora una volta che la campagna della UIL 'Zero Morti sul Lavoro', che ormai va avanti da anni, non deve restare solo un semplice slogan ma deve tradursi in un impegno vincolante, costante e senza sconti per tutti”.
“Un’immane tragedia che ci lascia sgomenti e addolorati, ma che esige immediate risposte e l’accertamento rigoroso delle responsabilità. Non si può continuare a morire di lavoro e, ancora una volta, a pagare il prezzo più alto sono un lavoratore impegnato nelle mansioni quotidiane e un operatore dei soccorsi intervenuto per salvargli la vita”.A dichiararlo sono la segretaria generale della Cgil di Trapani Liria Canzoneri e il componente della segreteria della Cgil Sicilia Francesco Lucchesi a seguito del tragico incidente avvenuto stamani all'impianto di depurazione di Tonnara del Secco a San Vito Lo Capo, in cui hanno perso la vita l'operaio Davide Anselmo e il soccorritore del 118 Francesco Bulgarella a causa delle esalazioni tossiche provenienti dall'impianto.
“Alla famiglia del lavoratore e a quella del soccorritore va la vicinanza e il profondo cordoglio della Cgil di Trapani – dicono Canzoneri e Lucchesi – e’ intollerabile che un intervento di manutenzione o controllo in un impianto pubblico, o in concessione, possa trasformarsi in una trappola mortale, né che chi interviene per prestare soccorso si trovi esposto a un rischio tale da perdere la vita sul campo”.La Cgil di Trapani e la Cgil Sicilia chiedono che gli organi inquirenti e le autorità competenti, facciano tempestivamente chiarezza sulla dinamica dell'accaduto.
“Occorre - dicono i segretari Canzoneri e Lucchesi - fare subito chiarezza sullo stato manutentivo della struttura, sul rispetto dei protocolli di sicurezza per i luoghi a rischio saturazione da gas tossici e sulla presenza o idoneità dei dispositivi di protezione individuale. La formazione dei lavoratori, in presenza, e la sicurezza nei luoghi di lavoro non sono un costo su cui risparmiare o un adempimento burocratico, ma una priorità assoluta. La tragedia avvenuta a San Vito Lo Capo deve segnare un punto di svolta definitivo nella nostra provincia: zero morti sul lavoro non deve rimanere uno slogan, ma un impegno vincolante per tutte le istituzioni, le stazioni appaltanti e le imprese del territorio”.
"La morte di due lavoratori a San Vito Lo Capo, nel Trapanese, è una tragedia che lascia sgomenti. La Cisal manifesta il proprio cordoglio e la vicinanza alle famiglie di Davide Anselmo, operaio della società di gestione del depuratore, e dell'operatore del 118 Francesco Bulgarella, morti mentre compivano il proprio dovere. Auspichiamo che si faccia piena luce su quanto accaduto e che si accerti il rispetto di tutte le norme sulla sicurezza sul lavoro". Lo dicono Giuseppe Badagliacca del sindacato Cisal e Claudio Dolce, coordinatore Csa Cisal Seus 118.
Il presidente della Sezione provinciale CIFA di Trapani, Gaspre Ingargiola, a nome di tutto il Direttivo provinciale CIFA, e del presidente nazionale Andrea Cafà, esprime il più profondo cordoglio e sincera vicinanza alle famiglie di Davide Anselmo di Francesco Bulgarella, "È una tragedia che colpisce profondamente la nostra comunità -scrive Ingargiola- e che ci ricorda, ancora una volta, quanto sia fondamentale mettere la sicurezza sul lavoro al centro di ogni scelta e di ogni politica.
Non possiamo limitarci al cordoglio dopo una tragedia. È necessario investire con continuità nella prevenzione, nella formazione, nella sicurezza sul lavoro, nella tutela concreta dei lavoratori, affinché ogni persona possa tornare a casa al termine della propria giornata di lavoro. La sicurezza non può essere considerata un semplice adempimento burocratico, ma deve diventare parte integrante dell'organizzazione del lavoro e della responsabilità sociale delle imprese e delle istituzioni.
Allo stesso modo, adeguate politiche di welfare del lavoro possono contribuire a costruire ambienti più sicuri, sostenibili e attenti alla dignità e al benessere delle persone. Davanti a una tragedia come quella di oggi, sentiamo il dovere di ribadire con forza che nessun lavoro può valere una vita. Alla famiglia di Davide, alla famiglia di Francesco, ai loro colleghi, amici e a tutti coloro che li hanno conosciuti, giunga l'abbraccio e la vicinanza di tutta CiFA Trapani". .