Mazara, un calendario lungo una vita in 12 opere, ricordato dalla Fildis l’artista Salvino Catania

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
29 Dicembre 2014 10:18
Mazara, un calendario lungo una vita in 12 opere, ricordato dalla Fildis l’artista Salvino Catania

Mentre parliamo, già sarà fuggito il tempo invidioso:cogli il giorno, fidandoti il meno possibile del domani.Quanto è meglio accettare qualunque cosa verrà!Orazio, L'ode del carpe diem

 

Avrebbe voluto essere (e lo sarebbe stato), Salvino Catania, il protagonista del Calendario 2015 di "Ottica Seidita", se non fosse sopraggiunta improvvisamente il 7 dicembre 2013 la sua tragica morte.Clara Seidita, per non correre il rischio di essere tacciata di strumentalizzarne la morte, ha pensato, come presidente della sezione Fildis della Città, di organizzare un Mostra-Incontro, il 20 Dicembre 2014 presso il Bar Randevù-Hotel Mahara, dal titolo emblematico "12 tele per 12 amici".

12 opere, quanti i mesi dell' anno, che per-corrono un asse temporale che va dagli anni '60 al 2013; 12 opere appartenenti a 12 amici che hanno voluto, così, ricordarlo ad un anno dalla scomparsa. La Fildis, inoltre, ha pensato di pubblicare – come "un dovuto riconoscimento ad un degno rappresentante della storia dell'arte mazarese che della pittura ha fatto il fulcro della propria esistenza" – una elegante cartella, contenente le 12 riproduzioni fotografiche delle opere esposte.

Copie della cartella sono state donate sia alla Biblioteca Comunale che alla Biblioteca del Seminario di Mazara del Vallo.Le riproduzioni fotografiche (in cartella) sono accompagnate da una nota di pensiero che connota Salvino Catania " [...] un uomo che lasciava nel cuore e nell'anima di chi incrociava il suo cammino una scia di profonda libertà e un senso di bellezza che sconfinava", è possibile dirlo, con l'eternità dell'arte.Anche il Presidente dell'Istituto di ricerca internazionale "Il Duemila", Nicolò Vella, più volte Sindaco della Città, a commento dell'iniziativa, ha espresso riconoscimento e apprezzamento sul pittore e sul personaggio Salvino Catania (un artista che, fra altri maestri dell'arte (contemporanea e moderna), amava lo scultore mazarese Pietro Consagra):

"[...] pittore popolare di strada [...] e di qualità [...] Salvino, nonostante così presente e visibile, ogni giorno, con una o due tele in mano, nelle strade o seduto in una panca della Cattedrale, galleggia su una superficie di ingannevole realtà. [...] Agli enigmi della vita artistica e della sua morte tragica, occorre applicare mente sincera e scettica, nello stesso tempo. Certamente, le sue opere, i suoi quadri quasi tutti ingemmati di lapilli di azzurro, sono tesoro nelle case di molte famiglie o, bella vista , in diversi negozi di Mazara.

Catania pittore, rimarrà nella storia dell'arte di questa nostra e sua città. [...] Fu capace di rendere la su arte pittorica così incredibilmente oggettiva, solo perché rimase assolutamente fedele al suo proprio soggettivo modo di vedere. Le sue esplorazioni visive mettono a nudo la sua psiche e la sua sensibilità umana ed artistica. [...] E' stato, a suo modo, una delle figure più popolari e particolari, della seconda metà del secolo passato e del primo decennio del secolo XXI. [...]. Amava almanaccare sempre su altri personaggi o di altro, mai del capolavoro senza cornice, che portava in mano, da cedere per pochi euro, quasi in dono.

[...] è condivisibile dare giusto riconoscimento al Maestro Salvino, pittore fine e di qualità".

E non sembra che il momento non sia opportuno! Anzi ci sembra che sia stato troppo tardi. Aspettare che morisse! Ma il caso non è senza lascito. C'è la memoria dell'opera lasciata!Orazio, in "L'ode del carpe diem", ci ha presentato il tempo come fuga inarrestabile perché non c'è nulla che possiamo opporre all'inesorabile incalzare della morte; l'angoscia del domani, della morte e dell'ansia per la fuga del tempo, assilla l'uomo e gli impedisce di godere pienamente del presente e, allora, bisogna essere capaci di strapparne un frammento per sottrarsi a questa fuga.

Per Salvino Catania l'arte è stata la sua "fonte di appagamento", la sua "serenità stabile", nonostante tutte le rinunce quotidiane di un'intera vita; un "carpe diem" (cogli il giorno) verso l'eternità.Il suo lascito artistico lo testimonia!

Giacomo Cuttone

29/12/14  11,00

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