Mazara, “Riguarda anche me”, mobilitazione contro la violenza maschile verso le donne e l’ignavia istituzionale

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
24 Ottobre 2014 14:36
Mazara, “Riguarda anche me”, mobilitazione contro la violenza maschile verso le donne e l’ignavia istituzionale

"Riguarda anche me" è una mobilitazione indetta per chiedere alla Regione Sicilia ed ai Comuni dell'isola azioni concrete per contrastare la violenza maschile contro le donne.

L'Associazione Demetra si unisce alla proposta del Coordinamento antiviolenza 21luglio, la Rete regionale siciliana dei centri e dei servizi contro la violenza verso le donne, il Coordinamento regionale associazioni aderenti a D.I.Re. contro la violenza (Cedav Onlus Messina – Thamaia Onlus Catania – Le Onde Onlus Palermo) hanno indetto un presidio regionale a cui aderiscono Associazioni, Organizzazioni Sindacali, cittadine e cittadini

per chiedere

alla Regione Siciliana

Rilevamento delle strutture e dei servizi che si occupano di violenza nella Regione SicilianaPubblicazione di essi nel sito della RegioneMessa in opera dell'Osservatorio RegionaleImplementare e garantire la presenza dei centri anti violenza – almeno 1 per ognuno dei 55 distretti socio sanitari presenti in RegioneAvviare un'azione culturale e formativa di prevenzione e contrasto della violenza maschile sulle donne

ai ComuniGarantire i servizi attualmente funzionanti nel territorioSostenere finanziariamente i Centri Antiviolenza delle Donne.

Il documento verrà consegnato al Presidente della Regione, all'Assessore regionale di competenza e all'ANCI Regionale affinché faccia da tramite per il suo ruolo con i Comuni.

Programma

Interventi di apertura(Le Onde Onlus, Coordinamento dei Centri Regionali aderenti a D.I.Re e Coordinamento 21Luglio)

Installazione e lettura de I panni sporchi non si lavano in famiglia per informare e dare voce alle parole delle donne che si sono rivolte al Centro antiviolenza.

Studio teatrale sul femminicidio e la violenza di genere di Croce Costanza, Installazione della Cooperativa Studio Teatro–Corredo XX di Campobello di Licata (AG).

Interventi di organismi e associazioni che hanno aderito al Presidio.

Per contrastare la violenza maschile contro le donne - fenomeno presente in Sicilia con una seria pervasività (il 23% delle donne ha subito una qualche forma di violenza), come evidenziato dall'Istat e dai Centri antiviolenza delle donne che operano da oltre 20 anni nella Regione - è necessario attuare interventi di prevenzione e di contrasto del fenomeno che valorizzino l'esistente e sviluppino interventi di alta qualità e impatto e programmare efficacemente l'utilizzo delle risorse.La situazione siciliana è caratterizzata da una carenza strutturale di risorse e di servizi dedicati e da un non sufficiente riconoscimento dei Centri antiviolenza gestiti dalle donne sia per la qualità del lavoro, sia per la valenza politica e sociale della loro azione rispetto alle donne e ai diversi attori pubblici (forze dell'ordine, servizi socio sanitari, scuole, Asp e ospedali, ecc.).Entro il 30 ottobre la Regione Siciliana dovrà inviare al Governo nazionale la Programmazione di dettaglio dei Fondi Nazionali per il 2014; se questa programmazione della spesa non verrà inviata in tempo, i fondi verranno persi.

I fondi dell'anno 2014 relativi alla L.R. 3/2012 non sono ancora stati destinati e si creerà una difficoltà di spesa, come quella che si è avuta negli scorsi anni, mentre i Centri antiviolenza e le case rifugio vivono una condizione di precarietà e di rischio chiusura o riduzione drastica dei loro servizi per mancanza di risorse economiche. Infine, manca una programmazione triennale e ben pochi distretti socio sanitari intervengono a sostegno dei servizi dedicati (per i quali non sono stati formalizzati standard qualitativi adeguati alla delicatezza del loro intervento di protezione e sostegno ai nuovi progetti di vita per donne e bambini/e).I soggetti pubblici responsabili degli interventi e della loro programmazione sono la regione Sicilia e i Comuni, ciascuno per le proprie competenze.Chiediamo che la Regione Siciliana agisca tempestivamente per:- Rilevare quali siano i servizi e le strutture che si occupano di violenza di genere nella Regione Sicilia: per programmare bene, occorre sapere quanti e quali servizi pubblici e privati siano attivi nella Regione e come questi operano.

È essenziale che i servizi siano di qualità e quindi è urgente che la Giunta Regionale approvi standard di funzionamento e di qualità per i Centri Antiviolenza e le Case di accoglienza ad indirizzo segreto, basandosi sulle indicazioni del Consiglio d'Europa.Rilevare i servizi di qualità presenti e pubblicizzarli è un servizio per la cittadinanza che a questi servizi può da subito rivolgersi con fiducia per avere informazioni e aiuto. Tali servizi dovranno essere resi disponibili anche al grande pubblico attraverso la pubblicazione sul sito della Regione.- Conoscere il fenomeno a livello regionale: sapere quante donne, quante ragazze, quanti bambini e bambine soffrono violenza e quali siano i loro problemi è utile a programmare interventi efficaci e non azioni sporadiche.

Per fare questo vanno attivati flussi informativi dai centri antiviolenza delle donne, dai servizi dedicati, dal sistema socio sanitario e dal sistema della giustizia. L'Osservatorio regionale deve offrire queste informazioni anche al grande pubblico e servono competenze interne e collaborazioni con enti di ricerca già attivi in materia (ad es. l'IRPSS-CNR).- Implementare e garantire l'attività dei Centri antiviolenza delle donne e dei servizi dedicati, distribuiti sull'intero territorio regionale, a fronte di un'attuale presenza sporadica o di servizi operativi per 2/4 ore settimanali nella stragrande maggioranza dei casi, tranne che in alcune realtà dove operano i Centri antiviolenza delle donne.La copertura territoriale minima sarebbe di un Centro antiviolenza o servizio dedicato per ognuno dei 55 Distretti socio sanitari presenti nella Regione.- Un'azione culturale e formativa di prevenzione e contrasto della violenza maschile verso le donne con una campagna di informazione e sensibilizzazione rivolta agli/alle adolescenti (p.es.

anche tramite i social media) mirata a sviluppare la propria consapevolezza sul corpo, sulla libertà, sulla responsabilità etc. e con un'attività di informazione e formazione per le/i docenti rivolta a tutte le scuole di ogni ordine e grado sul territorio regionaleChiediamo che i Comuni si facciano parte attiva per- garantire che i servizi attualmente funzionanti nel loro territorio si adeguino agli standard qualitativi richiesti- sostenere finanziariamente i Centri antiviolenza delle donne, affinché non rischino di chiudere o di ridurre la loro attività ad interventi residuali basati esclusivamente sul volontariato.

Chiediamo che questi impegni si concretizzino entro l'08 marzo 2015 con azioni e attività di programmazione e vigileremo affinché ciò sia fatto, valutando l'operato e predisponendo conseguenti azioni per renderlo pubblico.

Il 24 ottobre 2014 alle ore 16.00 si incontrano a Piazza Verdi (davanti al Teatro Massimo) a Palermo ed in altre città siciliane associazioni, cittadine e cittadini per sottoscrivere il presente documento che verrà consegnato al Presidente della Regione, all'Assessore regionale di competenza e all'ANCI Regionale affinché faccia da tramite per il suo ruolo con i Comuni.L'iniziativa e il presente documento sono promossi da Coordinamento antiviolenza 21luglio palermo -Rete regionale siciliana dei centri e dei servizi contro la violenza verso le donne Coordinamento regionale associazioni aderenti a D.I.Re. contro la violenza (Cedav Messina – Thamaia Catania - Le Onde Palermo).

Associazione Demetra, Sportello Antiviolenza Donna Mazara

(Comunicato)

24/10/14  16,00

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