Un viaggio nella memoria, nella scrittura teatrale e in una stagione culturale che, negli anni Settanta, portò a Mazara del Vallo un modo nuovo e non convenzionale di intendere il teatro. È quello proposto da Luigi, per tutti Gino, Burzotta con il volume “Scapestrato – Dalla scrittura scenica all’Altra scena freudiana e ritorno. Due vecchie proposte giovanili per il teatro”, pubblicato dalle Edizioni ETS e presentato ieri sera, 25 settembre, nell’atrio dell’ex Collegio dei Gesuiti di Mazara del Vallo.
Un appuntamento che ha rappresentato anche l’occasione per riannodare i fili di un’esperienza artistica e culturale che affonda le proprie radici nella giovinezza dell’autore e nella storia del collettivo Teatro 2, una delle realtà più significative del teatro di animazione e di ricerca sviluppatesi in Sicilia negli anni Settanta.
A moderare l’incontro (vedi foto di copertina) è stata l’autrice Catia Catania, mentre a dialogare con Burzotta sono stati il giornalista Salvatore Giacalone e l’attore teatrale Girolamo Cristaldi. Al centro della serata il libro, che recupera e analizza due testi teatrali scritti da Burzotta durante la sua giovinezza: “Il gallo di carta” e “Rossetto”.
Ma “Scapestrato” non è soltanto il recupero di alcune pagine del passato. Il volume diventa infatti l'occasione per rileggere un'esperienza teatrale nella quale la scrittura scenica si intrecciava con la ricerca, la sperimentazione e l'indagine sull'individuo.
La vicenda del Teatro 2 racconta una pagina particolarmente interessante della storia culturale mazarese. Non una semplice filodrammatica di provincia, ma un collettivo che cercava nel teatro uno strumento di sperimentazione, di rottura degli schemi e di riflessione sulla società e sull'interiorità. Un'esperienza maturata in un periodo nel quale anche in Sicilia il teatro diventava terreno di confronto, di provocazione culturale e di ricerca di nuovi linguaggi. A distanza di decenni, quelle prime esperienze vengono così riproposte attraverso uno sguardo più maturo, capace di mettere in relazione la scrittura teatrale giovanile con la successiva riflessione sull'“Altra scena” freudiana. La presentazione di “Scapestrato” ha quindi assunto il significato di un ritorno alle origini: il ritorno di un autore alle proprie prime intuizioni, ma anche quello di una città alla memoria di una stagione nella quale il teatro poteva diventare uno spazio di libertà, sperimentazione e ricerca culturale. A completare il racconto della serata, la nostra intervista video all'autore Gino Burzotta, nella quale vengono ripercorsi i temi del libro e l'esperienza del Teatro 2.
Francesco Mezzapelle