Mazara. Presentata in Cattedrale la nuova Lettera pastorale del vescovo Giurdanella

“Dove Dio si fa casa”: la Chiesa che ascolta e cammina con il territorio

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
06 Ottobre 2026 10:32
Mazara. Presentata in Cattedrale la nuova Lettera pastorale del vescovo Giurdanella

Una Chiesa capace di ascoltare, di uscire dai propri confini e di camminare accanto alle donne e agli uomini del territorio. È questo il cuore della terza Lettera pastorale del Vescovo monsignor Angelo Giurdanella, dal titolo “Dove Dio si fa casa”, presentata ieri sera nella Cattedrale di Mazara del Vallo.Un documento nel quale il Vescovo traccia gli orientamenti per il nuovo anno pastorale e indica nella sinodalità, nella cura delle relazioni, nell’attenzione ai più fragili e nella missione i punti cardine del cammino della Diocesi.

L’immagine della “casa” attraversa tutta la lettera. La Chiesa, scrive Giurdanella, non è un’opera costruita dagli uomini, ma nasce dalla chiamata di Dio e deve essere una comunità nella quale ciascuno possa trovare accoglienza. «La Chiesa non è una dogana: è la casa paterna dove c’è posto per ciascuno nella sua vita faticosa», ricorda citando Papa Francesco. Una casa, dunque, capace di tenere aperta «una porticina da cui il figlio prodigo possa entrare». Il punto di partenza indicato dal vescovo sono gli Atti degli Apostoli, proposti come testo per lo studio e la Lectio divina durante il nuovo anno pastorale.

Uno dei temi centrali della Lettera – presentata ieri sera da don Giuseppe Alcamo – è quello della sinodalità, intesa non come semplice metodo organizzativo, ma come dimensione essenziale della vita ecclesiale. Il Vescovo richiama la necessità di rafforzare i legami tra le diverse componenti delle parrocchie e valorizza il ruolo dei Consigli pastorali diocesano e parrocchiale come luoghi di discernimento. L’obiettivo è procedere non per semplice maggioranza, ma attraverso la ricerca della convergenza.

E poi la carità, «che non può ridursi al semplice gesto del dare, ma deve diventare relazione», scrive il Vescovo. Monsignor Giurdanella richiama esplicitamente le parole di papa Francesco e papa Leone, indicando quattro verbi: proteggere, accogliere, accompagnare, integrare. Altro passaggio centrale è quello relativo alla missione. «La Chiesa non esiste per sé stessa, ma per il mondo», scrive il Vescovo. Da qui la necessità di una pastorale “in uscita”: non soltanto, quindi, aspettare che le persone entrino nelle chiese, ma andare loro incontro.

Il Vescovo richiama anche la necessità di una fede adulta e pensata, sostenuta dalla formazione e dalla capacità di confrontarsi con le domande dell’uomo contemporaneo. Tra gli strumenti indicati c’è la Scuola diocesana di teologia di base, insieme alla valorizzazione dei percorsi formativi promossi dagli uffici diocesani. Infine l’annuncio della Visita pastorale che inizierà con la Veglia di Pentecoste 2027. Saranno soprattutto “strade e case” i luoghi privilegiati della visita. L’obiettivo non sarà soltanto verificare la situazione delle comunità, ma incontrarle, ascoltarle, riconoscere i segni di bene e di speranza e accompagnarle nelle difficoltà.

La visita, spiega il Vescovo, «dovrà diventare un’occasione di rinnovamento pastorale e missionario», presentata come un tempo di ascolto e discernimento collettivo. Una Chiesa che non vuole chiudersi nelle proprie strutture, ma «ascolta, discerne, condivide passi e scelte comuni, riconosce doni e carismi, e cresce sempre di più nel senso di responsabilità», scrive ancora monsignor Angelo Giurdanella.

NOTA STAMPA

Ti piacciono i nostri articoli?

Non perderti le notizie più importanti. Ricevi una mail alle 19.00 con tutte le notizie del giorno iscrivendoti alla nostra rassegna via email.

In evidenza