Mazara, monopattini e bici elettriche fuori controllo. Un servizio di "Mi Manda Ra3" riaccende l’allarme

Necessitano più sicurezza e controlli al fine di evitare che si ripetano tragedie come quella avvenuta nel luglio 2024

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
11 Marzo 2026 11:15
Mazara, monopattini e bici elettriche fuori controllo. Un servizio di

Il servizio "Giochi Pericolosi" di Edoardo Gentile, andato in onda sabato 7 marzo su Rai3, ha riacceso prepotentemente i riflettori su una ferita aperta nella città di Mazara del Vallo. (Clicca qui per guardare il servizio). Attraverso le testimonianze strazianti della madre e del figlio del signor Salvatore Dolce, 77anni, la trasmissione ha documentato la tragedia avvenuta il 17 luglio 2024 quando l'uomo è stato investito mortalmente sulla pista ciclabile di Tonnarella mentre passeggiava nelle prime ore del mattino con gli amici.

Quel tratto del Lungomare Fata Morgana, compreso tra i lidi La Sirenetta e Coral Bay, è diventato lo scenario di un dramma che oggi interroga le coscienze di tutti, poiché non si tratta di una fatalità isolata, ma del culmine di una gestione della mobilità elettrica che appare ormai fuori controllo. All'epoca, la nostra redazione aveva documentato la gravità dell'impatto avvenuto su quella pista ciclabile, non ancora ufficialmente collaudata, dove l'uomo era stato travolto da un monopattino con "a bordo" due minorenni, finendo a terra con un trauma cranico che ne ha poi segnato il destino.

Ma il pericolo non corre solo sul lungomare. Pochi mesi fa, nel cuore del "salotto" cittadino, in un Corso Umberto I che dovrebbe essere un'isola pedonale sicura, una bambina di soli otto anni è stata travolta da un altro giovane alla guida di un monopattino. La piccola Francesca è finita rovinosamente sotto una panchina di cemento davanti agli occhi terrorizzati dei genitori, in un incidente che solo per un miracolo non si è trasformato nell'ennesima tragedia. Questi episodi sollevano interrogativi urgenti che la politica e le autorità non possono più ignorare. 

Ci si chiede se della Polizia Municipale vengano effettuati controlli sulla velocità di questi mezzi, che spesso superano i 20 km/h consentiti dalla legge per arrivare a superare 50 km/h a causa di manomissioni tecniche ormai diffuse, e sull'utilizzo del casco protettivo. Dal Comando della Polizia Municipale abbiamo appreso che l'esperimento, effettuato nel periodo delle festività di fine anno, di chiudere al traffico dei mezzi elettrici e delle biciclette la zona pedonale al fine di prevenire anche fatti spiacevoli (vedi sopra); inoltre ci sarebbe un progetto di potenziamento del servizio di controllo a piedi, attraverso il reclutamento di sei unità stagionali da impiegare nelle zone a forte vocazione pedonale prevedendo anche i controlli dei monopattini e mezzi elettrici.

Resta poi l'incognita sulla riforma del Codice della Strada, che dovrebbe introdurre l'obbligo di targa e identificazione dei monopattini e bici elettriche, ma che nel frattempo lascia un vuoto normativo in cui l'impunità sembra regnare sovrana. A rendere il quadro ancora più complesso è il ricordo di un passato recente, quando in Città, a partire dall'estate del 2019 era attivo un servizio di monopattini elettrici a noleggio che sembrava voler modernizzare la mobilità urbana. Ci si chiede che fine abbia fatto quella sperimentazione, conclusasi purtroppo tra vandalismi, mezzi abbandonati ovunque e centraline manomesse che hanno spinto i gestori a ritirarsi. Viene naturale domandarsi se il ripristino di un servizio ufficiale e centralizzato, con mezzi geolocalizzati e velocità limitata via software dalla casa madre, non possa essere una soluzione per contrastare l'anarchia dei monopattini privati "truccati" che circolano senza alcun filtro.

Francesco Mezzapelle

Caterina Mezzapelle 

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