Mazara, il Consiglio comunale e il fenomeno della "maggioranza compatta". Considerazioni di una cittadina

"Il Consiglio Comunale non è un luogo di fedeltà personale. È un’istituzione democratica"

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
07 Marzo 2026 07:54
Mazara, il Consiglio comunale e il fenomeno della

Riceviamo e pubblichiamo alcune considerazioni di una cittadina di Mazara del Vallo, Anna Quinci, in merito alla recente seduta del Consiglio comunale. Ecco quanto si legge:  

"Nel Consiglio comunale del 27 febbraio scorso coloro che lo hanno visto hanno assistito ad un esercizio della democrazia, esercitato dal costruttivo confronto tra opposizione e maggioranza, o ad una difesa senza se e senza ma di chi il potere lo esercita? Tutto nasce a seguito dell’intervento di un consigliere di opposizione in cui lamenta l’assenza del sindaco dalla citta, concetto espresso con rispetto e anche motivato nell’intervento, invito coloro a cui questa querelle interessa (e non è detto che interessi) a rivedere il video del consiglio comunale. Il sindaco interviene (a microfoni spenti) con “un’espressione fuori microfono certamente sopra le righe” (cit). Conseguenza del fatto: l’abbandono dell’aula da parte dei consiglieri di opposizione. La questione sembra superata fin quando non viene pubblicato un comunicato stampa del dell’Intergruppo a sostegno del Sindaco, che annovera tra i suoi componenti anche 2 assessori ed il presidente del Consiglio comunale, oltre che vari consiglieri di maggioranza. Nel comunicato si parla di “pesanti insulti personali” rivolti al Sindaco, si parla di “affermazioni gravemente false e fuorvianti rispetto alla presenza e al lavoro costante del Sindaco” e si definisce “reazione istintiva” quella del sindaco.

Insomma, invocano il principio per cui “il confronto dovrebbe sempre mantenersi entro i limiti della correttezza reciproca e della verità”. Da cittadina che ha seguito quella seduta di Consiglio comunale e dalle dichiarazioni fatte giorni dopo l’accaduto, mi permetto di fare una riflessione. Il punto non è difendere o attaccare qualcuno. Il punto è il rispetto delle istituzioni e del ruolo che ciascuno ricopre. Proprio per questo motivo sorprende leggere di “pesanti insulti personali” rivolti al Sindaco, perché nella registrazione del Consiglio tali insulti non risultano. E si ha l’impressione che il ruolo dei consiglieri di maggioranza sia ormai quello di intervenire nello spazio pubblico esclusivamente per difendere il Sindaco, qualunque cosa accada e senza mai una parola di equilibrio o di autonomia. Ed è proprio questo che dovrebbe far riflettere. Il Consiglio Comunale non è un luogo di fedeltà personale.

È un’istituzione democratica. I consiglieri non sono chiamati a proteggere una persona, ma a rappresentare i cittadini e a contribuire al confronto pubblico con la propria autonomia di giudizio. Per questo viene spontaneo porsi una domanda semplice: è ancora possibile, all’interno della maggioranza, esprimere un pensiero libero e critico senza che questo venga interpretato come un attacco politico? Una comunità cresce quando il confronto è libero, quando le istituzioni sono rispettate e quando chi esercita il potere accetta anche il dissenso affinando, possibilmente, la capacità di ascoltarle le critiche; nella stessa misura una comunità non ha bisogno di difensori del potere, ha bisogno di rappresentanti liberi".

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