Mazara del Vallo sull’importante rivista tedesca “Spiegel Geschichte”

L’archeologo Francesco Adamo ha mostrato al giornalista Frank Hornig le vestigia della presenza araba nel territorio

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
21 Maggio 2022 10:20
Mazara del Vallo sull’importante rivista tedesca “Spiegel Geschichte”

Le tracce passate e la realtà attuale che fanno di Mazara del Vallo una città multiculturale hanno sempre affascinato i visitatori stranieri che, per lavoro o per turismo, continuamente visitano la nostra città, restandone ammaliati. La chiave di lettura ricorrente, che è protagonista di questo fascino trasmesso, è, appunto, la commistione tra il carattere arabo, già da secoli qui presente, e il contesto “occidentale”. Un collega rimasto affascinato da quanto appena descritto è stato il giornalista tedesco Frank Hornig, il quale ha redatto un mirabile articolo sulla Sicilia, pubblicato nel trimestrale “Spiegel Geschichte”, rivista culturale, in vendita su tutto il territorio nazionale tedesco.

Nell’articolo, dal titolo “Sizilien…und wie die Oragendorthinkamen” (Sicilia…e come ci sono arrivate le arance), viene dato ampio spazio anche a ciò che Mazara del Vallo ha rappresentato in antichità, sotto la dominazione araba, e alla sua multiculturalità attuale.

Ad accompagnare il giornalista Frank Hornig tra i vicoli del centro storico è Francesco Adamo, archeologo mazarese, che racconta le vicissitudini storiche legate all’arrivo degli Arabi a Mazara nel 827 d.C., evento importante in quanto fu l’inizio della dominazione islamica della Sicilia, nonché le importanti innovazioni portate sulla nostra Isola dai nuovi conquistatori, migliorando e rivoluzionando aspetti legati alla scienza, alla medicina, alla giurisprudenza e all’agricoltura. Proprio quest’ultimo aspetto è stato ben evidenziato dal dott.

Adamo, il quale ha avuto modo di mostrare a Frank Hornig alcune delle poche vestigia di età islamica ancora presenti nel nostro territorio, come la Senia o uno dei tanti esempi di Quba (pozzo munito di cupola voltata), che hanno rappresentato delle vere e proprie innovazioni tecnologiche nel campo del settore agricolo siciliano, a partire dal IX secolo, seguite anche dall’introduzione di “cultivar” considerate oramai nostrane: limoni, arance, albicocche, pistacchi, carrubi, melanzane e così via.

(In foto, a pag 13 della rivista tedesca “Spiegel Geschichte” Francesco Adamo fotografato da Frank Hornig davanti a una quba nel territorio mazarese).

L’articolo, infine, tocca la realtà multiculturale attuale, nata dal boom economico della flotta peschereccia mazarese, che ha portato il trasferimento dalla Tunisia di moltissime famiglie, che si sono radicate e giunte, oggi, alla terza o quarta generazione. Frank Hornig ha avuto modo di incontrare una ragazza, Naoires Ben Haddada, la quale racconta la vita di suo padre, Mohammed, un pescatore tunisino tra quelli tenuti prigionieri per 108 giorni in Libia cirenaica nel 2020, ma anche delle nuove generazioni, che spesso sono costretti, come i padri, ed emigrare ma questa volta verso il Nord Italia o il resto dell’Europa, alla ricerca di un futuro certo.

Francesco Mezzapelle 

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