Mazara, cresce la durata di attesa davanti ai passaggi a livello. Grande disagio e rabbia dei cittadini

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
24 Marzo 2021 09:00
Mazara, cresce la durata di attesa davanti ai passaggi a livello. Grande disagio e rabbia dei cittadini

E’ un problema che si ripete quotidianamente e per il quale riceviamo segnalazioni continue da parte dei cittadini: ci riferiamo alle lunghe attese davanti ai passaggi a livello chiusi nel centro della città di Mazara del Vallo. Negli ultimi mesi il problema si è acuito, molti cittadini, soprattutto nelle ore di punta, sono costretti ad aspettare fino a 20 minuti dietro alle barre dei passaggi a livello fra la via Salemi e piazza Matteotti (vedi foto di copertina scattata di recente da un nostro lettore), fra la via Castelvetrano e C/So A.

Diaz, fra via Roma e via Marsala, di via Madonna del Paradiso; punti nodali della città, provocando intasamenti mai visti considerato l’orario di chiusura degli esercizi e l’uscita degli studenti dalle scuole. Per non parlare anche dei passaggi a livello più “periferici”, quelli di Miragliano e viale Africa. Il problema dei passaggi a livello e della linea ferrata che attraversa la città, dividendola in pratica in due, è alquanto annoso; capita spesso negli ultimi anni che i passaggi a livello, forse per alcune coincidenze di quei pochi treni (composti spesso da una carrozza) che attraversano la linea ferroviaria Castelvetrano-Trapani, rimangano chiusi in orari di punta per decine di minuti mandando praticamente in tilt il traffico cittadino.

Negli ultimi mesi però la durata della chiusura dei passaggi a livello si è ulteriormente allungata, da qui la rabbia e amarezza di molti cittadini costretti ad aspettare, anche mezz’ora talvolta, dietro ad un passaggio a livello cittadino. Il problema dei passaggi a livello in Città e della linea ferrata è stato spesso al centro del dibattito politico. Il progetto dell’eliminazione della linea ferrata Mazara-Campobello fu sostenuto dalla prima Amministrazione Cristaldi ma poi abbandonato, insieme a quello dell’eliminazione dei passaggi a livello che attraversavano la Città, a seguito dell’intervento dell’allora Ministro dei Trasporti Altero Matteoli che proprio a Mazara ribadì al primo cittadino mazarese l’impossibilità di eliminare la via ferrata perchè presente nelle carte militari.

L’idea di eliminare una parte della linea ferrata in città fu ripresa dalla attuale Amministrazione comunale guidata da Salvatore Quinci. Lo si evince scorrendo il Piano Triennale delle Opere Pubbliche 2019-2021 approvato nel settembre 2019 dalla Giunta e poi dal Consiglio comunale. Nel Piano per il 2020 era  prevista l’eliminazione, con un investimento da 24 milioni di euro, della linea ferrata dalla stazione di Campobello di Mazara alla nuova stazione di Mazara da costruire in contrada Carmine con un investimento da 3 milioni di euro.

Probabilmente perché la nuova Amministrazione si era insediata da pochi mesi non fu però indicata, così per tutte le opere previste nel Piano per il 2020 ed il 2021, la tipologia delle risorse da attingere. Nella progettualità messa in campo nei mesi successivi dalla Giunta Quinci il progetto di eliminare la ferrovia in Città non trovò più riscontro. In merito a tale questione interrogammo lo stesso sindaco Salvatore Quinci nel corso di un’intervista nei nostri studi avvenuta alla fine del 2020.

Abbiamo interloquito con RFI –riferì Quinci in quell’occasione- in merito alla possibilità di eliminare passaggi a livello in Città, questo comporta una compartecipazione economica del Comune che però non ha i soldi. Sulla nostra richiesta di ridurre la durata di chiusura dei passaggi a livello, magari ricorrendo a metodi innovativi (telecontrollo etc.), ci è stato detto in maniera esplicita che non era proprio possibile per motivi di sicurezza essendo una linea unica ove spesso coincidenze di arrivo di treni a causa dei ritardi.

Chissà –concluse il primo cittadino- che con il piano “Next Generation Ue” possano arrivare fondi utilizzabili anche per ovviare con nuovi sistemi al problema”. Francesco Mezzapelle    

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