Arriva la svolta che scuote l'inchiesta sulla tragica catastrofe aerea del 27 giugno 1980, quando un velivolo Dc-9 della compagnia Itavia precipitò nel mar Tirreno provocando la morte di ottantuno persone. Alla vigilia dell'udienza cruciale fissata davanti al giudice per le indagini preliminari, la Procura di Roma si avvia a fare un passo indietro rispetto ai propositi precedenti, orientandosi concretamente verso il ritiro della richiesta di archiviazione che riguardava due distinti fascicoli aperti contro ignoti nel corso degli anni e successivamente riunificati dai magistrati di piazzale Clodio.
Il cambiamento di rotta all'interno del panorama giudiziario italiano è strettamente legato a una rilevante novità diplomatica proveniente direttamente dall'estero. L'Ambasciata transalpina ha infatti inoltrato una nota ufficiale ai ministeri competenti, trasmessa attraverso i canali della Presidenza del Consiglio, manifestando la netta disponibilità delle autorità francesi a trasferire all'Italia una serie di documenti inediti relativi alla vicenda. Questa documentazione copre un ampio arco temporale che si estende fino ai primi anni novanta e include verosimilmente anche i riscontri e le carte del Ministero della Difesa d'oltralpe potenzialmente collegati alle rogatorie spiccate all'epoca dei fatti dalla magistratura romana.
La notizia ha suscitato profonda soddisfazione tra i familiari delle vittime, che da decenni si battono per conoscere la verità sui cieli di Ustica. Daria Bonfietti, presidente dell'associazione di riferimento, ha espresso grande entusiasmo per gli sviluppi in corso, sottolineando l'efficacia dell'azione diplomatica avviata dal governo italiano dopo le richieste avanzate nei confronti del presidente francese Emmanuel Macron. L'apertura dei canali istituzionali e l'arrivo imminente del materiale documentario rappresentano ora un tassello per fare luce sui lati oscuri di una delle vicende più dolorose della storia repubblicana.