Il motopesca mazarese “Giulia PG” ha permesso il salvataggio di più di 100 migranti in acque internazionali davanti la Libia.

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
28 Gennaio 2017 12:46
Il motopesca mazarese “Giulia PG” ha permesso il salvataggio di più di 100 migranti in acque internazionali davanti la Libia.

Ancora una volta la presenza di un motopesca mazarese nelle acque internazionali davanti la Libia permette il salvataggio di disperati che tentano di solcare il Mediterraneo alla volta della tanto desiderata Europa. A comunicare la notizia alla nostra redazione, attraverso una chiamata, oggi alle ore 12 circa, dal suo telefono satellitare, è stato Mimmo Asaro, comandante, nonché armatore, del peschereccio mazarese “Giulia PG” che nei giorni scorsi era salpato per andare a pescare gambero rosso negli storici areali antistanti la Libia.

Asaro ha dichiarato al telefono: “eravamo vicini al peschereccio “Sicula Pesca”, erano circa le ore 11 di oggi, quando ci trovavamo a nord dalla Libia, a 20-25 miglia dalla costa in acque internazionali: 33° 27’ nord e 12° 58’ est. Abbiamo avvistato un gommone con circa 150 migranti a bordo. Abbiamo segnalato alle Autorità militari italiane che stanno provvedendo a soccorrerli. Vogliamo ribadire –ha aggiunto Asaro- che noi permettiamo di salvare 100-150 vite umane, i pescatori di Mazara del Vallo andando a pesca con tutte le grandi difficoltà fanno pure questo. Poi capita pure che veniamo sparati mentre siamo in acque internazionali. Voglio che questo si sappia, chi di competenza deve sapere”. Protesta Comandante Asaro.

Il capitano Asaro (in foto n.2), che è anche presidente dell’Associazione armatori di Mazara (affiliata a Federpesca), ha voluto sottolineare quanto avvenuto anche in considerazione della tragica vicenda avvenuta lo scorso 16 gennaio quando tre pescherecci mazaresi, Principessa Prima, Grecale ed Antartide, sono stati inseguiti e mitragliati da una motovedetta libica a circa 20 miglia dalla costa, in acque internazionali (l’Ue non ha mai riconosciuto la Zona Economica libica vietata alla pesca che si estende 62 miglia oltre le 12 convenzionali). Lo stesso Asaro a bordo del Giulia PG (in foto n.1) era stato sequestrato in Libia nel 2012.

Già lo scorso 14 gennaio un altro peschereccio di Mazara del Vallo, l’“Artemide” di proprietà della società armatrice General Pesca di Ingargiola &C., supportò una maxi operazione di salvataggio di vite umane, circa 500, al largo delle coste libiche, precisamente a circa 30 miglia dal tratto di costa fra Tripoli e Misurata; è a quelle distanze dalle coste che avvengono ormai i recuperi dei migranti lasciati allo sbando dai trafficanti di vite umane .

Come già più volte da noi sottolineato, i pescatori mazaresi ormai sono considerati da anni veri e propri “angeli del mare”, avvertito il pericolo corrono in soccorso dei migranti che a bordo di fatiscenti barconi tentano il viaggio della speranza dalle coste del Nordafrica alla Sicilia; i pescherecci lasciano la loro faticosa attività di pesca e senza ricevere nessun contributo corrono in soccorso dei migranti rischiando, talvolta, anche loro di essere travolti dalla forza del mare.I disperati provengono da vari Paesi subsahariani e dell’Africa nera, per sfuggire a guerre e dittature iniziano da mesi un cammino fino ai centri dislocati fra Libia e Tunisia dove eserciti di trafficanti senza scrupoli, dopo aver preso circa 1000 dollari a testa da ciascuno disperato, li preparano alla partenza in veri e propri campi di concentramento, in molti non ce la fanno a superare le angherie e le sofferenze vissute prima di esser portato sul luogo di imbarco.

Una vera e propria rete che alimenta il business dei migranti gestito in Italia da organizzazioni noprofit che ricevono aiuti di governo con l’allestimento estemporaneo di case di accoglienza. Quello che ci sta in mezzo, il mare Mediterraneo, è luogo di una grande storia di umanità e solidarietà oltre che di disperazione e morte.

Francesco Mezzapelle

28-01-2017 13,30

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