Il mondo del calcio, e non solo, è in ansia per Zdenek Zeman, l'ex tecnico fra le altre, di Foggia, Lazio, Roma e Napoli, è ricoverato nella 'stroke unit' del Policlinico Gemelli di Roma. Il primo bollettino diffuso dalla struttura riferisce che Zeman, già debilitato nei giorni scorsi da una forte sindrome influenzale, "ha presentato questa mattina un deficit di forza e un disturbo di produzione del linguaggio compatibile con ischemia cerebrale in pazienti con pregressa comorbidita cardiologica e pregresso ictus". L'ospedale fa anche sapere che per il paziente è stata confermata "la terapia antiaggregante e anticoagulante", e che la prognosi rimane riservata.
Ore di apprensione per il mago del 4-3-3 anche a Mazara del Vallo ove ha parecchi amici ed estimatori grazie alla sua grande amicizia con Giacomo Modica che di Zeman è stato giocatore prediletto e poi collaboratore in diverse squadre guidate dal boemo. Da diversi anni infatti Zeman trascorre parte delle vacanze estive proprio a Mazara del Vallo, amante del suo mare e delle sue spiagge, tanto da diventarne quasi un cittadino d'adozione.
I problemi di salute del tecnico originario di Praga e incallito fumatore sono cominciati con il primo ricovero del 12 dicembre 2023, quando fu colpito da un'ischemia transitoria poi superata, al punto che dopo pochi giorni Zeman tornò in campo per dirigere l'allenamento del Pescara. Nuovi problemi però si ripresentarono a inizio anno, costringendo Zeman alle dimissioni dal club abruzzese. Poi, un anno fa, c'è stato un altro ricovero a Pescara con relativa operazione durata due ore e nel corso della quale l'equipe chirurgica aveva provveduto a sistemare ben 4 bypass coronarici. Poi al boemo erano stati prescritti dai quattro ai cinque mesi di convalescenza che lo avevano forzatamente allontanato dal mondo del calcio.
L'ultima disavventura lo scorso ottobre, quando c'era stato un altro "attacco ischemico". E ora tutti di nuovo a fare il tifo per lui, profeta del calcio offensivo con 1.132 'panchine' fra i professionisti, l'uomo che sfiniva i calciatori a forza di gradoni e ripetute e al quale piaceva vincere "ma rispettando le regole". Ma ora la partita da vincere è un'altra, la più importante.