I 9 cavi sconosciuti che collegano Mazara al mondo intero. Spionaggio o business? [Terza parte]

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
22 Dicembre 2013 11:07
I 9 cavi sconosciuti che collegano Mazara al mondo intero. Spionaggio o business? [Terza parte]

Nella prima e nella seconda parte abbiamo svelato che, nello scandalo internazionale del datagate, anche Mazara sembra avere un'importanza fondamentale in quanto cable landing point (CLP) più

importante d'Italia, nodo fondamentale dove transitano le comunicazioni globali che passano attraverso ben 9 cavi sottomarini di fibra ottica. Cavi di cui finora se ne era parlato poco a Mazara: elementi di una rete di spionaggio a livello mondiale o strumenti di potere e di un grande business nelle mani di poche attori?

E' stato detto che l'NSA americana ed i servizi segreti inglesi, in collaborazione con quelli dell'Italia, abbiano raccolto le comunicazioni delle reti italiane, trasmessi attraverso i cavi di fibre ottiche con i nodi a Mazara. Ma in tutto questo il Governo italiano - con il premier Enrico Letta - ha negato che la privacy dei cittadini italiani possa essere stata violata e che i servizi segreti italiani abbiano partecipato alle operazioni dell'NSA e, attraverso le parole del Presidente del Copasir, il leghista Giacomo Stucchi, ha fatto sapere: "Sui cavi collegati alla Sicilia non risulta alcuna intercettazione massiva.

Non c'è alcun accordo con gli Stati Uniti e nemmeno con l'Inghilterra. Non c'è nessun accordo su Mazara del Vallo". Ma pesano le dichiarazioni dell'ex capo Cia per l'Italia, Vincent Cannistraro, che ci accusa di avere programmi di intercettazione massiva dei dati simili a quelli degli Stati Uniti, anche se molti affermano che sia tecnicamente impossibile in Italia.

D'altra parte Francesco Vitali, esperto di strategie digitali, di recente ha sottolineato come in Italia l'NSA ha tracciato 46 milioni di metadati in un mese. Nessun accordo su Mazara dunque. Eppure, come afferma l'esperto in Storia Contemporanea, Simone Vettore, Mazara rimane: "Un cable landing point di importanza vitale per il nostro paese".

Perché proprio Mazara del Vallo? La posizione geografica della città peschereccia è da sempre stata strategica. E' l'importanza in fondo di tutto lo Stretto di Sicilia - di cui Mazara ne è sempre stata il "faro" - da dove passano le navi mercantili, i migranti e da dove passa internet. E' la porta dell'Africa in Europa; dalla costa africana a Mazara, il passo è il più breve. Non a caso qui approda un gasdotto per l'approvvigionamento energetico, e non a caso qui - una delle poche città al mondo - ora passano e approdano decine di cavi a fibre ottiche che trasportano l'oro del nuovo millennio: la comunicazione digitale. Traffico voce, e-mail, internet, cloud, dati e metadati, video, immagini. Dunque informazione, conoscenze, idee.

In un'intervista del 2009, Renzo Ravaglia, di Interoute Italia, affermava: "Abbiamo scelto Mazara del Vallo... perché la distanza dalla costa africana è così breve che consente di posare un cavo che non richiede rigenerazione (i cavi più lunghi hanno a intervalli precisi delle centraline e una propria alimentazione elettrica). Fino al duemila Mazara era un importante polo telefonico, ma Telecom ha poi scelto Palermo. Ora grazie ai nostri cavi internet sta tornando rilevante" (Limes).

Mazara è un punto perfetto per far riemergere i cavi sulla terraferma. Ha un fondale sabbioso, non vi sono forti correnti marine, ha un porto poco trafficato e vi sono sempre meno pescherecci che pescano a strascico i quali possono causare involontariamente danni ai cavi con le loro reti. Già, i pescatori.. I pescherecci a strascico sono ritenuti ad oggi i principali "nemici" dei cavi sottomarini, a parte le calamità naturali.Non è azzardato dunque pensare che il patrimonio delle vie delle informazioni, che attraversano il Canale di Sicilia dei pescatori di Mazara, sia oggi economicamente più importante rispetto alla stessa attività produttiva della pesca e al patrimonio ergologico dei nostri pescatori. E se l'economia è anche politica, non è forse difficile capire come mai la pesca nel Mediterraneo sia stata sempre più abbandonata..

Ma dove riaffiorano materialmente i cavi che atterrano a Mazara? Dove si trovano i cable landing point e i point of presence per l'accesso alla rete terrestre? Un nodo fondamentale si trova, come già si sa, nella sede di Telecom Sparkle, nel Lungomare san Vito. L'altro nodo importante, quello gestito da Interoute, si trova in Via Abetone (vedi foto 1). In un angolo seminascosto di un oblungo terreno incolto si trovano adagiate tre casette prefabbricate dall'aspetto anonimo ma in realtà inaccessibili e supersorvegliate con un sistema di sicurezza.

E' qui che, solo per fare un esempio, atterra il cavo maltese. E' da qui che lo stesso poi viene connesso alla rete di traffico dati paneuropea. Ed è qui che sicuramente vengono gestite le comunicazioni con la Tunisia ed il Medio Oriente. Un'altra cabina sorvegliata da telecamere e ben protetta si trova nella via Luigi Longo, a poche centinaia di metri dalla spiaggia di Tonnarella (vedi foto 2); è qui che si trova uno dei cavi, Janna.

Pochi giorni fa Interoute ha effettuato dei lavori per la messa in posa di altri cavi nella via Bessarione, via Mario Fani, via del Carabiniere e la via Abetone, in pratica circondando esclusivamente l'isolato dove si trovano le cabine.Si pensa che i cavi di fibre ottiche dovrebbero toccare terra a Mazara proprio dove oggi atterra la sopraelevata, o poco prima verso la spiaggia.

D'altra parte un avviso pubblicato a settembre nel sito web del Comune di Mazara ci informava su una richiesta di concessione all'Assessorato Territorio ed Ambiente, da parte di Interoute, di un'area del demanio marittimo, per "la posa di un cavo sottomarino a fibra ottica tra Mazara e la Tunisia e l'interramento degli stessi sull'arenile e su un breve tratto di sede stradale". L'area richiesta ricade nel Lungomare Fata Morgana, di fronte la via Formia, dove è installato un pozzetto nei pressi della spiaggia e da dove il cavo, lungo la strada, risale attraverso la via Mario Fani per trovare casa nelle insolite cabine suddette.

Per il resto, tutto tace. Nessuna o poche notizie. Perché la città non è al corrente delle enormi potenzialità economiche derivanti dal collegamento alle informazioni globali, alla rete di comunicazione mondiale? Perché nessuno - o pochi - sa che Mazara si trova, in virtù di un fascio di cavi, al centro delle relazioni internazionali e che costituisce un nodo dal punto di vista strategico-militare di straordinaria importanza? C'è il rischio, ancora una volta - come già è successo con il gasdotto - che la città diventi l'enclave esclusiva delle multinazionali e dei vertici decisionali del potere, senza che la stessa possa beneficiare di tali infrastrutture e relazioni per la crescita economica e sociale locale.

E qui non c'entra - o c'entra poco - lo spionaggio internazionale ma è in gioco lo sviluppo di un territorio.L'importanza di far transitare i cavi in una determinata area non deriva dal fatto di poter riscuotere i diritti legali ma sta tutta nell'accesso alle comunicazione, con opportunità di investimenti e lavoro.

Intanto alcuni interrogativi rimangono. Chi ha permesso e permette che Mazara sia diventata un cable landing point a livello mondiale per il traffico delle informazioni? Quali poteri forti potrebbero nascondersi dietro le autorizzazioni alla cessione del territorio mazarese? In cambio di che cosa? Senza contare il fatto che il rischio connesso alla presenza dei CLP a Mazara non è da sottovalutare. Considerando che, sostanzialmente, tali strutture siano prive di difesa ed insieme punti caldi del pianeta ed obiettivi sensibili, non è escluso che il terrorismo internazionale possa prenderle di mira, proprio quel terrorismo che gli Stati Uniti affermano di combattere proprio attraverso la rete di fibre ottiche. E il rischio sarebbe alto, visto che i CLP e le strutture di cui ne fanno parte si trovano vicinissimi e completamente integrati fra le abitazioni dei cittadini mazaresi.

Ma la consapevolezza del primato mazarese, di essere uno dei pochi luoghi al mondo al centro delle comunicazioni globali - che siano intercettazioni e datagate o business e sviluppo, croce e delizia del terzo millennio - è forse ancora lontana. Perché dei cavi oggi se ne parla, ma non si vedono.O ancora forse si pensa di essere soli, isolati dal mare e protetti? Quando invece è proprio il mare - come in questo caso - a portare sulle coste mazaresi insieme ventate di rischi ma anche ventate di opportunità, e conoscenza.

Vincenzo De Santi

22-12-2013 12,00

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