Dragaggio del porto di Mazara, la Città è sempre in attesa… Regione, sveglia!

Dalla Ecol2000 nessun programma dei lavori (dovrebbero concludersi prima dell’arrivo del traghetto per Pantelleria)

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
30 Aprile 2021 08:29
Dragaggio del porto di Mazara, la Città è sempre in attesa… Regione, sveglia!

Sarebbero dovuti iniziare entro la fine di marzo per concludersi nel giro di tre mesi i tanto attesi lavori per l’escavazione del porto canale di Mazara del Vallo. Nei primi giorni di marzo il dott. Maurizio Croce, commissario di Governo per il Dissesto Idrogeologico nella Regione Siciliana, nonché soggetto attuatore dell’opera, aveva avvertito: “Non ci dovranno essere ritardi perché la nave Mazara-Pantelleria deve entrare in porto nel mese di giugno”.

Il 16 marzo scorso si è tenuta una riunione tecnico-operativa presso la Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo fra il comandante Vincenzo Cascio, rappresentanti della Ecol2000, la ditta (prima classificata nella gara di appalto, tenutasi nei primi mesi del 2016) avrebbe dovuto iniziare i lavori un anno fa (poi interrotti per vicende giudiziarie), ed in particolare con l’ing. Giovanni Rizzari, ingegnere idraulico, libero professionista, incaricato dalla Ecol 2000, e con il dott. Alessandro Cavalli nominato mesi fa dalla Prefettura di Palermo per seguire i lavori dopo la farraginosa questione giudiziaria che ha coinvolto l’amministratore delegato della società Ecol2000 ed il dirigente del Genio civile di Trapani. Presente alla riunione anche il sindaco Salvatore Quinci. 

Dopo la riunione i tecnici avrebbero perlustrato le banchine e altri spazi portuali per redigere una perizia di variante per il deposito dei fanghi e per verificare la situazione della “Colmata B” (ove andrebbero conferiti i fanghi ritenuti non pericolosi). I materiali sabbiosi verranno scaricati nella Colmata B”, mentre gli altri materiali verranno depositati su delle piattaforme e verranno esaminati. In quella stessa giornata sarebbe stata trovata una soluzione: depositare i fanghi negli spazi di un cantiere navale cittadino (probabile l’ex cantiere Giacalone), ma non si sa a quali condizioni. Inoltre si dovrebbe aspettare che l’Arpa esamini i materiali depositati sulle piattaforme. Insomma trascorrerà altro tempo con il rischio che i lavori si concludano ben oltre la data di giugno entro la quale è previsto l’arrivo nella banchina Mokarta del traghetto che dovrà coprire la tratta Mazara-Pantelleria.

Sull’esito della suddetta riunione contattammo il comandante della Capitaneria di Porto, Vincenzo Cascio, il quale ci riferì: “Si è trattato di un incontro per valutare alcuni aspetti tecnici di natura endo-procedimentale. Abbiamo richiesto un crono-programma all’impresa esecutrice dei lavori per potere come Capitaneria di porto poi emanare relativi provvedimenti sulla sicurezza della navigazione”. Insomma lo stesso comandante Cascio si disse fiducioso per quello per l’inizio dei lavori che sembrava imminente.

Nelle ultime ore abbiamo chiesto di persona allo stesso comandante della Capitaneria se aveva ricevuto il crono-programma dei lavori: ci ha riferito di non aver ancora ricevuto niente dalla ditta Ecol2000; in tutta onestà il comandante Cascio ci è sembrato molto meno fiducioso sull’imminente inizio dei lavori checonsisterebbero -ricordiamo a scanso di equivoci- in un intervento “tampone” in quanto riguarderebbe soltanto alcuni tratti del bacino portuale, quello antistante i cantieri relativo al transito dei pescherecci; nel fiume Mazaro ci sono oltre 67000 tonnellate di fango da prelevare ma con la cifra a disposizione per questo intervento, circa 836 mila euro, più circa 300 mila euro a disposizione del soggetto attuatore, non si può fare di più; la somma iniziale dei due milioni iniziali per l’opera di escavazione in questi anni sono stati spesi in gran parte per perizie e consulenze e sembra che da questo fondo la Regione siciliana abbia pure attinto i soldi per pagare la rimozione degli arbusti accumulati sul letto del fiume a seguito dell’alluvione del novembre 2018.  Inoltre la cifra si sarebbe ulteriormente ridotta per ulteriori spese, tra cui una somma a saldo di 27 mila euro, che ancora deve incassare una ditta mazarese per avere eseguito delle opere nei pressi della colmata.

Con questa somma residua la Ecol 2000 non ce la farebbe a concludere i lavori del dragaggio e sembra che voglia dare l’opera in subappalto a qualche azienda del territorio che però avrebbe difficoltà per reperire alcune attrezzature da utilizzare per un intervento.

“Da Palermo non ci sono notizie –ha scritto qualche giorno fa il collega Salvatore Giacalone sul GdS- i telefoni sono chiusi e arrivano soltanto degli spifferi. Uno di questi riguarda i fanghi sabbiosi che dovrebbero essere versati nella Colmata B. Però questo è il periodo in cui gli uccelli della specie “fratino e fraticello”, protetta dalla Unione Europea, sono in “amore” e quindi, come vuole la norma, non si possono disturbare”. Qualora ciò fosse vero tutta la vicenda apparirebbe surreale e grottesca. Eppure la vicenda sembrava volgere al termine con un bel sogno a metà dicembre del 2018 quando l’attuale presidente della Regione, Nello Musumeci, in visita ad alcuni suoi simpatizzanti presso il cine-teatro Rivoli di Mazara del Vallo, alla nostra domanda sulla necessità di avviare i tanto attesi lavori di escavazione del porto di Mazara rispose, con molta sicurezza, di aver programmato un investimento di circa 15 milioni di euro per un progetto (“soil-washing”) che avrebbe permesso di ripulire i fanghi dell’intero porto mazarese e del fiume Mazaro con una “grande lavatrice”.

Vorremmo che una cartolina delle attuali condizioni del porto di Mazara (in copertina foto scattata qualche giorno fa) fosse recapitata da qualche “piccione viaggiatore” a Palermo (ce ne sono molti in Città), alla Presidenza della Regione siciliana.

Francesco Mezzapelle  

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