Dragaggio del porto canale di Mazara… Come il passo del gambero

La ditta aggiudicataria deve ancora firmare il contratto per l’avvio dei lavori che avverrebbe in campagna elettorale

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
23 Giugno 2022 09:21
Dragaggio del porto canale di Mazara… Come il passo del gambero

Speravamo tutti che il 15 giugno scorso, in occasione della ricorrenza di San Vito, Santo Patrono della Città, avvenisse il “miracolo” dell’inizio, atteso da anni, del primo stralcio dei lavori di dragaggio del porto canale di Mazara del Vallo. Emergono invece novità che sembrano ancor allontanare l’avvio concreto delle operazioni per ripristinare il fondale del porto e del fiume Mazaro ad oggi praticamente innavigabile ed in stato di degrado da anni con conseguenze nefaste per comparto peschereccio e per le attività ad esso collegate.

Infatti l’impresa aggiudicataria dell’appalto, l’Ares Srl di Gioiosa Marea (società che si era classificata al terzo posto nella graduatoria della gara di appalto espletata nel marzo 2016), non avrebbe ancora firmato il contratto con l’ufficio del Commissario per il Contrasto al Dissesto Idrogeologico che non è più diretto dal dott. Maurizio Croce, che si era candidato a sindaco di Messina, ma dal dott. Giacomo Gargano il quale ad oggi risulterebbe responsabile della “pratica” del dragaggio del porto canale di Mazara del Vallo.

Il dragaggio, finanziato dal Ministero con oltre due milioni di euro, costerà 836 mila euro, la cifra si evince dal decreto firmato lo scorso 22 marzo dall’allora commissario Croce. Le altre somme sono state perse per aggiornamenti sul progetto, perizie e nuove valutazioni sui lavori. Sono terminati lo scorso 23 febbraio i rilievi batimetrici della società Geonautics S.r.l. (per conto della Ares) che li ha effettuati sia nel bacino portuale che in quello retrostante del porto canale. I risultati delle analisi non sono stati resi noti ma i materiali sabbiosi dovrebbero finire nella colmata B mentre quelli più pesanti, se ci sono, finiranno in cassoni e poi in discarica.

Ricordiamo che i lavori del dragaggio sono relativi al primo stralcio, dalla foce al tratto antistante ai cantieri navali, che sarebbero dovuti partire nell’autunno del 2019 e poi bloccati a causa della vicenda giudiziaria che ha coinvolto l’amministratore delegato della società Ecol2000, ditta aggiudicataria dell’appalto, ed il dirigente del Genio civile di Trapani.

Adesso bisognerà quindi aspettare che venga firmato il contratto per vedere l’inizio dei lavori che a questo punto potrebbe avvenire dopo ferragosto, chissà forse in contemporanea con il tradizionale “festino di San Vito”. Così prende sempre più corpo e si va concretizzando, nonostante qualcuno continui a smentire o a far finta di niente, l’idea che ribadiamo da tempo, e cioè che questi lavori diventeranno oggetto di propaganda per prossima campagna elettorale per le Regionali previste nel novembre 2022.

Nel frattempo in questi anni abbiamo assistito ad una vicenda che ha davvero dell’assurdo, fra rimpalli di competenze, ritardi, indagini giudiziarie, è successo di tutto… Facile pertanto accostare la stessa vicenda del dragaggio al passo del gambero: un passo avanti e due indietro. (nella foto di copertina, scattata proprio il 15 giugno scorso, il tratto del porto canale davanti piazza Regina. Si nota anche un esemplare di uccello in sosta sulle sabbie ormai raffioranti: speriamo pertanto che qualche ambientalista non reclami adesso la trasformazione del porto canale in un’oasi faunistica…)

Francesco Mezzapelle

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