Cristaldi, il sindaco della “riconciliazione” fra Mazara e l’artista Consagra. Serve però, dopo la “passeggiata”, l’ultimo sforzo per la “fontana-scultura” di piazza Mokarta.

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
04 Aprile 2018 11:04
Cristaldi, il sindaco della “riconciliazione” fra Mazara e l’artista Consagra. Serve però, dopo la “passeggiata”, l’ultimo sforzo per la “fontana-scultura” di piazza Mokarta.

Lo aveva annunciato nel dicembre del 2015 dopo aver firmato una determina, la n.207/2015, attraverso la quale si intendeva intitolare la passeggiata del lungomare San Vito, il tratto dell’area pedonale che va dal rifornimento di carburanti al porticciolo turistico del lungomare San Vito, al grande maestro Pietro Consagra.

Il Sindaco Nicola Cristaldi è infatti riuscito nel suo intento riuscendo così a far collocare una targa in ceramica (nello stesso stile dei molti pannelli collocati in questi anni in diverse parti della Città) nella passeggiata del lungomare intitolata al grande scultore mazarese. (vedi foto n.2).

Finalmente, dopo circa 2 anni e mezzo, è arrivato il nulla osta della Commissione Toponomastica da qui l’annuncio dell’Assessore comunale Vito Ballatore che è anche presidente delegato della stessa Commissione comunale. “In linea con quanto concordato con il Sindaco on. Nicola Cristaldi, la Commissione Toponomastica –ha dichiarato l’assessore Ballatore- è stata lieta di condividere l’intitolazione della passeggiata del lungomare San Vito al grande maestro Pietro Consagra, nostro concittadino illustre verso il quale la nostra Città ha un debito di riconoscenza, in quanto è stato un ambasciatore della cultura mediterranea nel mondo”.

Dopo la conclusione dell’iter burocratico e la collocazione della targa, il suddetto tratto pedonale ha assunto forma di “Passeggiata Consagra”. “Rinconciliare Mazara del Vallo con Pietro Consagra -ha sottolineato il Sindaco Cristaldi- è l’obiettivo che mi sono posto sia nella qualità di Presidente dell’Ars che di Sindaco. Purtroppo il suo progetto di rifacimento della facciata del Palazzaccio che io riuscii a fare finanziare fu bocciato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali dell’epoca.

Fu una grande delusione per lui e per noi. Abbiamo dedicato a Consagra una bellissima esposizione urbana in collaborazione con la Fondazione Orestiadi. Nel Collegio dei Gesuiti c’è una sala a lui dedicata contenente opere e bozzetti. Ora -ha ribadito Cristaldi- gli abbiamo intitolato uno dei luoghi più frequentati dai mazaresi e dai turisti: la passeggiata del lungomare. E’ il nostro modo per dirgli che meritava di più da Mazara del Vallo. Lui, il mazarese Pietro Consagra, che ha riscosso l’ammirazione di mezzo mondo con le sue straordinarie opere”.

Nato a Mazara del Vallo il 6 ottobre 1920, Pietro Consagra dopo aver compiuto gli studi presso l’Accademia delle Belli Arti a Palermo, ben presto si inserisce nei circoli culturali di Roma, Milano e di altre città italiane, acquisendo notorietà nazionale ed internazionale. 

Non vogliamo ulteriormente alimentare la polemica circa la mancata intitolazione al più grande artista nato a Mazara del Vallo, appunto Pietro Consagra, del Liceo Artistico di Mazara del Vallo. Però, senza nulla togliere alla grande opera di promozione culturale di Don Gaspare Morello, al quale poi una commissione scolastica, fortemente influenzata da un certa “intellighentia” cittadina, decise di intitolare lo stesso Liceo, Consagra era legittimato dal fatto di esser citato in molti testi accreditati come uno dei più grandi artisti polivalenti del ‘900. Insignito della medaglia d'oro come benemerito della Cultura e dell'Arte dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, Consagra oltre che scultore, fu scrittore, critico e personalità di rilievo nel mondo dell'arte.

Pietro Consagra è venuto a mancare il 16 luglio 2005 a Milano e per sua volontà è sepolto a Gibellina. Sue opere sono esposte in musei e piazze di varie parti del mondo. Anche a Mazara del Vallo vi è una sua opera importante, un’opera che lo stesso scultore vollè donare alla sua Città.

Sto parlando della scultura-fontana che da quasi 50 anni si trova in piazza Mokarta. L'opera, del 1964, è costituita da quattro sculture in bronzo che rappresentano la nascita della vita dalle acque; l'osservatore che giunge da Corso Umberto I ha l'impressione che esse nascano dal mar Mediterraneo. Sulla stessa fontana Consagra una volta disse: "questa scultura senza il gioco delle acque non significa nulla, piuttosto che togliere o modificare il gioco delle acque distruggetela".

In questi decenni la scultura-fontana di piazza Mokarta ha vissuto alti e bassi. Purtroppo a guardarla da vicino si avverte le evidenti brutte condizioni; sia le parti bronzee che quelle di sostegno sono logorate e rischiano seriamente di cadere a pezzi (vedi foto di copertina scattata questa mattina). L’opera dovrebbe essere sottoposta a seri lavori di restauro effettuati da mani esperte e valorizzata con il continuo (e non certamente limitato a peridi) gioco delle acque che zampillano da una parte all’altra.

Pertanto, considerata l’endemica scarsa attenzione (sottolineata anche da Cristaldi parlando del progetto Consagra per il palazzaccio la cui facciata ad oggi richiama a quel progetto grazie ad una scaltrezza adottata dal primo cittadino mazarese) dei Beni Culturali per l’opera di Consagra, confidiamo nel Sindaco Cristaldi, soprattutto in questi ultimi mesi che gli restano nella guida della Città e considerata l’ormai evidente sua volontà di candidarsi alla Presidenza della Provincia di Trapani, di reperire fondi necessari, magari attraverso lo strumento del project-financing, anche con il coinvolgimento di aziende private o di cittadini benefattori al fine di dare nuova vita alla fontana-scultura di Pietro Consagra.

Dai Sindaco, un ultimo sforzo, soltanto con questo si potrebbe davvero annunciare la riconciliazione definitiva fra la Città ed il suo più grande artista ed illustre cittadino. Qualora ciò non avvenisse bisognere accogliere la richiesta dello stesso artista e cioè quello di distruggere per sempre la fontana-scultura colocabndovi al suo posto una più contemporanea opera "en plein air".  

Francesco Mezzapelle

04-04-2018 

{fshare}

In evidenza