Centinaia di migranti in mare, anche 6 pescherecci mazaresi impegnati a recuperare dei corpi

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
19 Aprile 2015 11:43
Centinaia di migranti in mare, anche 6 pescherecci mazaresi impegnati a recuperare dei corpi

Un barcone con circa 700 migranti si è capovolto la scorsa notte a circa 60 miglia a nord della Libia. Un mercantile dirottato nella zona, il portacontainer portoghese King Jacob, ha recuperato 28 superstiti. Un'imponente operazione di soccorso è tuttora in corso: coordinata dalla Guardia Costiera,

partecipano unità navali e aeree della stessa Guardia costiera, mercantili che sono stati dirottati in zona, e inoltre mezzi aerei e navali della marina militare e della guardia di finanza impegnati nell'operazione Triton dell'agenzia Frontex. Sono 24 i cadaveri recuperati finora dai mezzi di soccorso.

Secondo le prime informazioni, era stata lanciata ieri una richiesta di aiuto al centro nazionale soccorso della Guardia Costiera poiché era stato riferito che l'unità con circa 700 migranti a bordo, aveva difficoltà di navigazione. La sala operativa del Comando generale delle Capitanerie di porto ha dirottato il mercantile portoghese, che giunto in prossimità del mezzo in difficoltà, ha visto il peschereccio capovolgersi. Sono iniziate frenetiche operazioni di soccorso che hanno consentito di recuperare 28 persone finite in mare.

E' verosimile, secondo quanto si è appreso, che, alla vista del mercantile, i migranti si siano portati tutti su un lato del peschereccio, facendolo capovolgere. Nella zona sono stati dirottati numerosi altri mezzi che sono ora impegnati nelle ricerche di eventuali altri superstiti. 

Il mercantile portoghese che ha recuperato i 28 superstiti è il King Jacob, un portacontainer di 147 metri di lunghezza. Hanno già raggiunto la zona del disastro per partecipare alle operazioni di soccorso la nave Bergamini della Marina Militare, alcuni mercantili in transito come il City Of Lutece, il Cave, e il Se Pantheae anche una motovedetta Marina maltese. Oltre alle unità della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza si stanno dirigendo verso quel tratto di mare anche pescherecci della flotta di Mazara del Vallo, nonostante il fallito sequestro di venerdì scorso dell'Airone da parte dei militari libica.

I pescherecci “precettati” dalla Marina Militare per il recupero dei corpi dei migranti in mare sarebbero: “Twenty Three”, “Twenty Four” (vedi foto), “Mediterraneo I”, “Antonino Sirrato” e “Francesco Padre”Non è la prima volta che pescherecci mazaresi sono chiamati a salvare vite umane nel Canale di Sicilia. I pescatori mazaresi conoscono e rispettano la legge del mare che pone al di sopra di ogni altra cosa la vita umana. Già in un recente passato pescherecci mazaresi hanno mollato tutto, tirano a bordo le reti, rinunciano al pescato per affrontare un’operazione rischiosa. Si sono dimostrati  veri e propri  angeli del mare e la laloro azione è stata riconosciuta dall'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

Nei pescherecci mazaresi gli equipaggi sono divisi a metà, spesso i maghrebini sono più degli italiani e vanno tutti d’accordo, soffrono gli stessi disagi ed hanno vissuto insieme il pericolo dei sequestri in acque internazionali e la detenzione in carceri angusti.

Più volte gli stessi pescatori hanno però richiesto che a fronte della loro disponibilità a prestare soccorso ai migranti vi fossero rimborsi per i costi sostenuti, a partire dal carburante. Mai nessuna risposta a tal fine dalle Autorità italiane pronte le stesse però a vessare il settore della pesca attraverso all’applicazione di regolamenti dell’Unione Europea, per niente adeguati al Mediterraneo, per non parlare dei danni subiti a causa dei sequestri o tentativi sequestri di militari di Paesi frontalieri.

Francesco Mezzapelle

19-04-2015 13,15

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