Castelvetrano, mafioso (un cognato di Messina Denaro) applaudito al funerale della madre. Dov’è sono le Istituzioni?

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
25 Novembre 2015 19:25
Castelvetrano, mafioso (un cognato di Messina Denaro) applaudito al funerale della madre. Dov’è sono le Istituzioni?

L'episodio si è verificato sabato scorso ma fa ancora discutere e rappresenta certamente un segnale inquietante circa la rete di consensi che in alcuni ambienti gode il superboss da più di vent’anni latitante, Matteo Messina Denaro.

A Castelvetrano, davanti la chiesa di san Giovanni, un lungo applauso ha infatti accolto l'arrivo di Vincenzo Panicola, cognato del superlatitante, e in carcere per associazione mafiosa, ma in permesso per i funerali della madre Lucia Bonanno.Vincenzo Panicola di 45 anni, è marito di Patrizia Messina Denaro, sorella del capomafia, ed è detenuto per una condanna del 2013 a dieci anni di reclusione per associazione mafiosa.

L'uomo, godendo di un permesso, è giunto ai funerali scortato dagli agenti di polizia penitenziaria. La folla lo ha omaggiato con un lungo applauso, accompagnandolo nell'ingresso in chiesa. In chiesa ad aspettarlo c'erano le cognate (sorelle del latitante) Giovanna e Bice Messina Denaro, quest'ultima recentemente condannata dal tribunale di Marsala.

Panicola è figlio del defunto Vito, condannato con sentenza definitiva per omicidio, in un agguato di mafia uccise suo figlio Giovanni per sbaglio, e tentato omicidio. Lo scorso anno l'uomo ha subito la confisca dei beni e le sue conversazioni intercorse con la moglie Patrizia sono finite nei faldoni di un nuovo processo che ha portato alla condanna di Patrizia Messina Denaro.

Una terra insanguinata come quella siciliana, il cui sviluppo dal dopo guerra in poi è stato rallentato da una spirale politico-mafiosa, come può ancora accettare o sottacere su episodi che quasi quotidianamente infangano la dignità dei veri cittadini (e non solo di Castelvetrano) e di quanti si battono invece per l’affermazione dei valori democratici e per la legalità? (vedi foto murales realizzato da ignoti anni fa ).  

Perché le istituzioni quelle a più alto livello non intervengono concretamente per non permettere che così spudoramente si possa applaudire non solo un uomo, ma addirittura osannare un sistema di potere, una sorta di “linea di sangue”? E' così difficile da rompere?

Quella avvenuta sabato scorso a Castelvetrano (purtroppo ciò accade anche in altre forme, dirette o subdole, in altri contesti più piccoli e più grandi dell’Isola) è una triste pagina della storia civica del nostro Paese. Ancor più inquietante, e da qui l’invito a riflettere, la mancata presa di posizione, netta e decisa, da parte delle Istituzioni che governano non solo il territorio ma l’intero Paese dove molti cittadini onesti ormai sono convinti, a piena ragione, che alcune latitanze siano “funzionali” al sistema.

Francesco Mezzapelle

25-11-2015 20,15

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