Caro gasolio, i sindacati: incontrano l''assessore regionale Sammartino: "i ristori arrivino anche ai pescatori"

Flai Cigl Fai Cisl e Uila Pesca chiedono un tavolo di crisi permanente. l'Assessorato regionale apre al confronto

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
06 Ottobre 2026 04:14
Caro gasolio, i sindacati: incontrano l''assessore regionale Sammartino:

Il caro gasolio continua a mettere sotto pressione le marinerie siciliane e, mentre il settore della pesca attraversa una crisi ormai strutturale, i sindacati chiedono alla Regione Siciliana di trasformare l’emergenza in un confronto permanente. È questo il risultato dell’incontro svoltosi ieri a Palermo e richiesto nei giorni scorsi da Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila Pesca-Uil all’assessore regionale all’Agricoltura, allo Sviluppo Rurale e alla Pesca Mediterranea Luca Sammartino e all’intero Dipartimento Pesca.

Il problema non è soltanto quanto denaro arriverà alla pesca siciliana, ma dove finirà quel denaro. Perché il rischio denunciato dai sindacati è che i ristori destinati a fronteggiare il caro gasolio possano fermarsi agli armatori senza arrivare direttamente nelle tasche dei pescatori, cioè di chi subisce immediatamente la riduzione del proprio reddito. È questo uno dei nodi principali sollevati nel corso dello stesso incontro dai segretari regionali (vedi foto scattata ieri durante l'incontro) di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila Pesca-Uil, Adolfo Scotti, Antonino Russo e Antonino Pensabene. 

Un confronto richiesto dai sindacati davanti a una situazione che, secondo le organizzazioni dei lavoratori, non può più essere affrontata come una semplice emergenza congiunturale. Il caro carburante è soltanto una delle criticità che stanno mettendo in difficoltà le marinerie dell’Isola, ormai alle prese con una crisi definita «perenne».

E proprio per questo Fai, Flai e Uila Pesca hanno chiesto che quello con l’assessore Sammartino non resti un incontro isolato. La richiesta è quella di aprire un "tavolo di crisi permanente", almeno fino alla concreta soluzione delle principali emergenze del comparto.

Il nodo dei "ristori". È sul meccanismo di distribuzione degli aiuti che si concentra però la preoccupazione maggiore. Il sistema retributivo della pesca, basato sul meccanismo della cosiddetta “parte”, fa sì che l'aumento dei costi di esercizio incida direttamente sul reddito dei lavoratori. Se il gasolio costa di più e il ricavo complessivo della battuta di pesca si riduce, a pagare immediatamente il conto è anche il pescatore.

Il problema -secondo quanto denunciato dai sindacati- è che oggi esiste un riferimento contrattuale che prevede la redistribuzione ai lavoratori degli aiuti e dei risarcimenti contabilizzati nel monte produttivo, ma non esiste una normativa che garantisca direttamente al dipendente l'indennizzo. Da qui l'allarme: senza una precisa garanzia normativa, le risorse stanziate dalla Regione potrebbero non raggiungere chi vede concretamente ridursi il proprio reddito a causa dell'impennata dei costi energetici. "I bandi e gli aiuti regionali non possono ignorare la struttura contrattuale del settore", sottolineano Scotti, Russo e Pensabene, chiedendo uno strumento tecnico-giuridico capace di garantire che i sostegni pubblici vengano effettivamente ripartiti tra armamento e forza lavoro.

La Regione apre al confronto. Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, l'assessore Sammartino ha recepito le preoccupazioni espresse al tavolo e manifestato la disponibilità a lavorare insieme alle parti sociali per individuare i necessari strumenti amministrativi o legislativi. La Regione sarebbe inoltre disponibile a convocare un ulteriore incontro coinvolgendo anche i datori di lavoro, proprio per approfondire il problema della destinazione degli aiuti.

Sul tavolo c'è anche un'altra misura annunciata dall'Assessore: l'intenzione del governo regionale di indennizzare per circa 24 giornate tutti i pescatori siciliani per le condizioni meteorologiche avverse dello scorso inverno, nel periodo a ridosso del ciclone Harry.

Per le marinerie siciliane, dunque, la partita è tutt'altro che chiusa. I Sindacati hanno ottenuto l'impegno a proseguire il confronto e annunciano che continueranno a mantenere alta la pressione affinché gli impegni politici si trasformino rapidamente in atti concreti. Perché, di fronte a una crisi che da tempo mette a rischio la sopravvivenza stessa di molte imprese e il reddito di centinaia di lavoratori del mare, non basta stanziare le risorse: bisogna assicurarsi che arrivino davvero a chi ne ha bisogno.

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